sabato 13 dicembre 2003

Ma noi siamo in guer...

Ma noi siamo in guerra?


Visita del ministro della Difesa Martino a Nassirya.


"Dopo quanto è successo il rischio da medio alto è diventato altissimo"


ha detto Antonio Martino poco dopo il suo arrivo, esattamente a un mese dalla strage che


ha colpito i soldati italiani. Nel corso della breve visita il ministro ha aggiunto che la missione


di pace internazionale sta avendo successo e che


"il successo dà fastidio ad alcuni e il terrorismo va letto in questa chiave".


Parlando ai soldati schierati sul piazzale dell'alzabandiera nella base del contingente italiano, Martino ha espresso il ringraziamento da parte del governo e ha detto che


"gli italiani hanno riscoperto l'orgoglio di essere italiani grazie a voi".


"La vostra missione è una missione di civiltà" ha aggiunto, precisando che


"lo scontro è tra la barbarie terroristica e la civiltà". (da LA REPUBBLICA – 12 Dicembre 2003)



Iraq, esclusi dalla ricostruzione i Paesi che dissero no alla guerra



"E' necessario, per la protezione degli interessi essenziali di sicurezza degli Stati Uniti, limitare la competizione per i contratti primari a società americane, dell'Iraq e dei partner della coalizione", ha affermato Wolfowitz (ministro della difesa USA), per giustificare la decisione. (da LA REPUBBLICA – 10 Dicembre 2003)



Ne deduco che:



1. Secondo gli Stati Uniti, noi facciamo parte della coalizione di guerra all’Iraq a tutti gli effetti, infatti meritiamo di partecipare agli appalti per la ricostruzione dell’Iraq e quindi ai relativi profitti.


2. Secondo il ministro Martino, i nostri soldati sono in “missione di civiltà” contro “la barbarie terroristica”. Martino usa termini astratti per una situazione concreta: i nostri soldati sono in guerra, in un paese in guerra, a cui l’Italia non ha dichiarato guerra, anche perché non aveva motivo alcuno di fare questa guerra.


3. Il ministro Martino farebbe bene a ricordare l’articolo 11 della Costituzione Italiana che ripudia la guerra come strumento di soluzione dei conflitti e stabilisce il più civile dei principi nelle relazioni tra le Nazioni, tutte le Nazioni, piccole o grandi, buone o cattive (fatto salvo ovviamente il diritto alla legittima difesa, che comunque non sempre coincide con la cecità delle reazioni belliche).


4. Al Ministro Martino vorrei dire che


 


io sono orgogliosa di essere Italiana per i principi fondamentali di civiltà


della nostra Legge Costituzionale


 


e che le “missioni di civiltà in armi”, al contrario, mi creano un disagio profondo, soprattutto quando non mi vengono spiegate bene.


 

2 commenti:

  1. ma chi se ne ricorda più della Costituzione??'...forse neppure l'unica figura preposta a proteggerla:il presidente della repubblica....

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