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lunedì 4 ottobre 2010

 


Satyāgraha   सत्याग्रह    -   Ahiṃsā   अहिंसा
 



Marco Pannella a Venezia_10 febbraio 2009



 'Essere speranza, per risvegliare l'anima della democrazia'
 



"Questa sera, a mezzanotte, inizierò il mio Satyagraha, con uno sciopero della fame, anche per celebrare così, e dar corpo, volto, mano, voce alla solenne “Giornata internazionale della nonviolenza” proclamata dall’ONU. Non a caso giornata ignorata da tutte le Istituzioni e la partitocrazia del Regime, ex-repubblicano ed ex-democratico, italiano che ci opprimono. Spes contra spem. Essere speranza, se non se ne ha!


Come preannunciato, la mia iniziativa Radicale nonviolenta avrà come obiettivi due temi:



  1. La Giustizia e le carceri italiane, diretta riproposizione sociale, morale, istituzionale della Shoah. Riproposizione, anche formale, di una orrenda verità letteralmente accecante, totalmente cieca. Fu (e minaccia di essere) il prevalere storico di un istinto bestiale, assassino e suicida, nella specie umana. Oggi, in un nuovo contesto planetario, scienza e coscienza ci indicano che torniamo a viverlo come evento incredibile, impossibile; un incubo riuscito, dal quale sembrerebbe impossibile svegliare l’umanità, la comunità internazionale.


  2. La ricerca della conoscenza su una tremenda, “incredibile” verità storica, nascosta e negata in primo luogo proprio – oggi - nel e dal nostro mondo libero, “occidentale”, “civile”, dei “diritti umani”.



Accadde, il 18/19 marzo 2003, che Bush e Blair fecero letteralmente scoppiare la guerra sol perché non scoppiassero in Iraq la libertà e la pace; con l’esilio, oramai accettato, da Saddam.
Oggi dobbiamo ambire, purtroppo - come Nonviolent Radical Party transnational and transparty – ad aiutare per primo Obama, la bandiera, l’onore, il popolo americano a uscire dalla scelta di protrarre l’impero della menzogna bushana, storica, civile, morale, ai danni di tutti i popoli oggi viventi: ai danni in primo luogo di quei repubblicani che l’avevano eletto e che più di altri  – quindi – sono stati vittime di un tradimento blasfemo, che ha provocato e provoca l’eccidio di milioni fra americani e altri popoli.



Per questo l’obiettivo di una Commissione italiana di inchiesta sulla verità di quegli eventi, è quello di aiutare in primo luogo Governo e Parlamento italiani, la Giurisdizione internazionale, le persone tutte di buona volontà a dare il loro contributo, perché la verità si affermi e ci mondi.


Temo che questo Satyagraha, questo sciopero della fame possa rivelarsi il più duro, il più lungo, fra quanti ne ho praticati, se saprò sostenerlo innanzitutto moralmente. Per questo ho voluto scegliere questa pena, che valga anche per i tanti che l’avvertiranno, perché anch’essi possano farne alimento scegliendo di nuovo di essere speranza, lì dove sembrerebbe che non sia più possibile averne.


Spes contra spem"



 






Blair ultima occasione (Il fatto quotidiano)




Articolo di Furio Colombo pubblicato su Il Fatto quotidiano, il 03/10/10
A domanda rispondo
 



Caro Furio Colombo, domenica 3 ottobre l'ospite della trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo che fa" sarà l'ex premier britannico Tony Blair. Non è questa l'occasione per porgli una domanda sulla sua scelta "storica" di dichiarare guerra all’Iraq? Matteo Angioli

SE FOSSI Fabio Fazio, nel programma di Raitre “Che tempo che fa” a cui parteciperà Tony Blair, inviterei anche un'altra persona, la sola che ha diritto di chiedere a Blair, in modo diretto e senza finte cortesie, perché ha voluto con tanto fervore la guerra proprio nel momento in cui si poteva evitare la più vasta distruzione di un Paese e il più alto numero di morti dopo la Seconda guerra mondiale.
Quella persona, in rappresentanza dei molti che hanno creduto a una soluzione possibile non per pacifismo ma attraverso un accanito e abile lavoro diplomatico, è Marco Pannella.
Penso che ascoltare le risposte che Tony Blair può dare alla dimostrazione che rimuovere Saddam e non fare la guerra erano due cose possibili, lascerebbe un segno più importante di uno scoop in una buona trasmissione televisiva.
Il caso di Tony Blair è forse unico.
È un grande leader carismatico che viene da sinistra ma è ammirato anche a destra per il suo slalom abile ed elegante fra socialismo e buon senso. Improvvisamente diventa, con l'enfasi ispirata di un profeta, co-autore della una guerra folle e inutile in Iraq. Rende inevitabile quella guerra con due mosse ben calcolate:
offre con febbrile intensità notizie false (“Saddam Hussein ha armi che possono distruggerci in 45 minuti”) ; e provvede personalmente a far precipitare gli eventi in modo da bloccare la delicata manovra di soluzione diplomatica senza la guerra che era sul punto di compiersi.
Questa sera Tony Blair viene nel programma di Fazio come venditore del suo libro, mestiere che gli riesce sempre più difficile nel suo Paese. È l'occasione perfetta per chiedergli perché ha voluto schiacciare in modo così risoluto, con un costo immenso di vite umane e nessun risultato, una soluzione senza guerra al cui compimento mancava un giorno.
C'era chi aveva lavorato e tramato con perizia e bravura per evitare le armi non per pacifismo ma perché, parafrasando Einstein “Si poteva fare e dunque si doveva fare”.
L'ha detto e dimostrato (e lo proverebbe stasera) Marco Pannella, che vi aveva lavorato assieme a centinaia di parlamentari, italiani ed europei, ma anche assieme a molta diplomazia araba. Il piano, già quasi perfezionato, era indurre Saddam Hussein a lasciare l'Iraq a certe condizioni (danaro) che non erano né potere né perdono ma solo salvezza. Che colpo memorabile, più storico che giornalistico, dare a Tony Blair, che non riesce più a parlare nel suo Paese, l'occasione (l'ultima occasione) di rispondere a Pannella, di dire a lui e a noi perché ha buttato e bruciato tutto il suo prestigio in una tremenda guerra inutile che era sul punto di essere evitata.

*



2003: Il sabotaggio di “Iraq Libero, unica alternativa alla guerra”



    Quando nel silenzio dei media e contro la maggioranza del Parlamento italiano, il Governo impedì l’affermazione del progetto radicale per l’esilio di Saddam Hussein



Nel gennaio 2003 il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito tentò di convincere l’opinione pubblica italiana, europea e mondiale che in Iraq e per l'Iraq, cosi come per l'insieme del Medio Oriente ed del mondo intero, la vera e duratura alternativa, non fosse "la guerra o la pace", ma "la guerra o la libertà, il diritto, la democrazia e la pace". Si rivolse quindi alla Comunità internazionale, alle Nazioni Unite, al Parlamento italiano in primo luogo, perché facessero proprie, immediatamente, le affermazioni secondo cui l'esilio del dittatore Saddam Hussein avrebbe cancellato, per gli Stati Uniti stessi, la necessità della guerra, costituendo il punto di partenza per una soluzione politica della questione irachena. Altro obiettivo del progetto radicale consisteva nel far succedere ai decenni del regime un’Amministrazione fiduciaria internazionale (un governo democratico), affidando ad un uomo di stato di altissimo livello il compito di predisporre, entro un termine di due anni, le condizioni per un pieno esercizio dei diritti e delle libertà per l'insieme degli iracheni, donne ed uomini, come sancito dalla Carta dei Diritti fondamentali delle Nazioni Unite.



In un mese l'appello fu sottoscritto da 27.344 cittadini di 171 nazioni, da 46 membri del Parlamento Europeo e in Italia da 501 parlamentari corrispondenti al 53,5% delle Camere.



Il 19 febbraio il Parlamento italiano con l'adesione del Governo votò la proposta Radicale (345 sì, 38 no, 52 astenuti) che impegnava il Governo «a sostenere presso tutti gli organismi internazionali e principalmente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'ipotesi di un esilio del dittatore iracheno e sulla base dei poteri conferitigli dalla Carta dell'ONU della costituzione di un Governo provvisorio controllato che ripristini a breve il pieno esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali di tutti gli iracheni». Nel dibattito Berlusconi afferma che il Governo italiano “sta operando per questa soluzione nell'ambito di riservatezza che è d'obbligo e tiene costantemente informato il governo americano e il Presidente del Consiglio dell'Ue dei progressi che si vanno registrando”.



D'intesa con Bush, Berlusconi nello spazio di pochi giorni ottiene da Gheddafi l'informazione che Saddam è ormai deciso a passare alla fase di attuazione delle dimissioni e dell'esilio.



Già l'8 febbraio il Presidente del Consiglio italiano Berlusconi aveva inviato un importante, ... continua: LEGGI IL DOSSIER (PDF) »    

 




 





venerdì 2 aprile 2010


Esiti elettorali e proposte di lotta

 सत्याग्रह


 



Una lettera di Marco Pannella. Ricca e composita. La condivido in tutto. Sono particolarmente importanti i link agli approfondimenti che ristabiliscono la verità su molte cose. Una per tutte: la vicinanza di Emma Bonino, e dei radicali, agli sbandierati valori definiti cattolici.

Ciao...

avevo premesso questa estate a più riprese che ritenevo che l'inverno che si avvicinava sarebbe stato sicuramente il più duro dei 50 anni di lotte che abbiamo percorso.

Siamo stati sul punto di vincere in Lazio e in Piemonte, si è vinto in Puglia. Questo è un dato che occorre tenere presente. Questa forza ci sarà se ne siamo consapevoli anche domani, e abbiamo il problema di proseguirla, perché è stata la forza che stava per tradursi in un successo per lo schieramento meno antidemocratico del nostro paese.

Questo è stato possibile grazie alla rottura con la politica infausta di Veltroni, Franceschini e D’Alema e con una maturazione di autonomia da parte di Bersani. Infatti in Puglia le cose sono andate bene perché è finita la situazione dalemiana. Al segretario del Pd va riconosciuto anche il merito di essersi assunto la responsabilità di una scelta difficile come quella della Campania, che può essere fioriera di una alternativa politica. Per il resto Bersani ha scelto di valorizzare l’alleanza politica con i radicali in Piemonte e in Lazio e di combattere con noi questa battaglia.

Nel valutare gli esiti elettorali, dobbiamo tenere presente che per far fuori la Bonino si sono mossi uno Stato, la città del Vaticano, e il presidente del Consiglio ufficialmente. Il presidente del Consiglio, che facendo strame di diritto, come al solito, ha fatto un'azione davvero inaudita per constrastare la candidatura di Emma, ha occupato da solo mediamente il 50% degli spazi dei telegiornali di Rai e Mediaset. Quando mai è accaduta una cosa del genere?

Siamo arrivati a pochissimo dalla vittoria, considerando anche di dover scontare l'eredità Marrazzo e quella del Pd romano.

Quindi complimenti e auguri a Renata Polverini. Complimenti perché ha lottato, ci ha sperato, ci ha creduto. Auguri perché dobbiamo renderci conto che alla presidenza della Regione ci sarà una persona oggettivamente debole rispetto alle forze vere che hanno consentito di battere in queste condizioni Emma.

La nostra è stata una sconfitta elettorale, ma non politica. Il patrimonio c'è, tanto che deve iniziare oggi un dibattito tanto difficile, quanto necessario sulle sorti dei democratici in Italia, dell'area democratica, quindi anche del Partito democratico.

http://www.boninopannella.it/sostienici


La linea Bersani è fondamentale, ma va valorizzata, spiegata politicamente. Occorre chiedere che il dibattito si apra. Se solo ci sarà questa discussione, io personalmente tornerò a chiedere la tessera del Pd.

Vogliamo giudicare Berlusconi che sceglie di proporre come ministro degli esteri di mezzo miliardo di europei Massimo D'Alema, il comunista? E che subita questa sconfitta a livello europeo, subito nomina lo stesso D'Alema presidente della Commissione di vigilanza sui servizi segreti, che tutti noi sappiamo costituiscono una struttura di riserva della politica estera di un paese? Possibile che di questo non si discuta nel Partito democratico?

La Peste italiana
sarà tra poco il dossier ufficiale giuridico con cui coinvolgeremo la giustizia europea, quella internazionale e ogni altra. Magari anche quella di altri Stati europei, con quella seria trovata della richiesta di asilo politico in un altro paese europeo. Questo può consentirci seriamente di far giudicare la realtà costituzionale e giuridica italiana, alla luce degli accordi costituitivi dell'Unione europea negli altri 26 stati.

Tutti sappiamo che dove c'è strage di democrazia c'è strage di popoli. Questo la gente lo comincia a capire in Italia, se si pensa che in questi sessant'anni siamo riusciti ad arrivare a una situazione di disastro e di dissesto idrogeologico per il quale il 58% del territorio nazionale è in serio pericolo costante. Lo vediamo e lo leggiamo sempre più costantemente, e cominciamo probabilmente a renderci conto di quanti muoiono davvero per tumore e altre malattie in altre zone precise del nostro territorio. Si tratta già probabilmente di molte migliaia di persone.

E' grazie alla nostra forza militante che abbiamo un dossier con un insieme di iniziative giudiziarie in corso. Conosco centinaia di compagni avvocati, giuristi democratici che potrebbero essere davvero una forza temibile nell'oggi. Avete visto per le nostre due o tre iniziative sul piano delle liste quello che è successo, sono venute fuori 25 anni di illegalità. Hanno avuto un effetto dirompente.

Dobbiamo cominciare a parlare, all'interno del patto di consultazione che abbiamo con il Pd, dell'organizzazione militante di una forza nonviolenta di massa. Fintanto che la lotta non diventa nonviolenta non solo per i radicali, noi andiamo a sbattere dinanzi al degrado che sta distruggendo il nostro paese a tutti i livelli.

Abbiamo un bisogno estremo dei versamenti e delle iscrizioni. Perché potremo magari ancora andare avanti nell'attuale situazione, ma non possiamo continuare a sfidare il destino ritenendo davvero che mille, duemila, tremila persone per sessant'anni, riescono a salvare il loro paese da sole.

Puoi farlo subito, tramite internet, seguendo il link qui sotto:

http://www.boninopannella.it/sostienici


Ho voluto condividere con te queste mie valutazioni sull'esito elettorale. Spero che vorrai continuare a sostenerci nelle proposte di lotta per l'alternativa democratica che credo saremo all'altezza di continuare a proporre e incardinare.

Grazie per l'attenzione,Firma Marco



 

domenica 4 ottobre 2009


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IL COMPLEANNO DI GANDHI






Voglio celebrare Gandhi con questo gabbiano in volo colto da "dolcetta" poco dopo l'alba sul nostro mare di questo inizio autunno, perché a un tempo voglio celebrare gli spiriti in-nocenti che praticano con amore la non-violenza, la ricerca della verità e la giustizia.



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Sull'ahimsa come atto positivo d'amore

da WIKIPEDIA



"L'ahimsa a mio parere deve essere interpretato non puramente come un'espressione negativa che indica la volontà di non nuocere ad alcuno, ma come un'espressione positiva di amore, della volontà di fare il bene anche di chi commette il male. Ciò non significa tuttavia aiutare chi commette il male a continuare le sue azioni immorali o tollerare queste ultime passivamente. Al contrario l'amore, espressione positiva dell'ahimsa, richiede che si resista a colui che commette il male dissociandosi da lui; anche se questo può offenderlo o arrecargli dei danni fisici. Così, se mio figlioconduce una vita immorale, io non devo aiutarlo a perseverare nella sua condotta continuando a mantenerlo, al contario il mio amore per li richiede che io cessi di matenerlo in qualsiasi modo, anche se questo potrebbe significare la sua morte. E lo stesso amore richiede che io lo raccolga al mio seno quando si pente. Ma non posso costringere con la forza fisica mio figlio a diventare buono. Questo a mio parere è la morale della storia del Figliol Prodigo." (da "Young India", 25 agosto 1920)


Satyagraha


Il satyagraha letteralmente indica la completa adesione alla Verità, e dunque significa forza della Verità. La Verità è l'anima o spirito, e dunque il satyagraha è definito anche forza dell'anima. Esso esclude l'uso della violenza poiché l'uomo è incapace di conoscere la verità assoluta, e dunque non ha il diritto di punire. ... (da "Young India", 23 marzo 1921)