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lunedì 2 dicembre 2019

Affonda il referendum sulla divisione tra Venezia e Mestre: 

vota solo il 21,7 per cento


Affluenza lontanissima dal quorum fissato al 50 per cento, netta sconfitta dei separatisti. La terraferma non sente il tema, ma diserta anche il centro storico. Il Si prevale con il 66,1 per cento 
VENEZIA. Alla fine, è accaduto quello che un po' tutti, alla vigilia, si aspettavano: non è stato raggiunto il quorum per il referendum di separazione tra Mestre e Venezia. Quello che però non tutti si aspettavano, anzi, è stata l'entità della debacle del fronte separatista, che è riuscito a portare al voto una minima parte degli aventi diritto, che erano  206.553 (97.793 uomini e 108.760 donne) di cui due terzi in terraferma e un terzo tra Venezia e le altre isole. Ha votato appena il 21,73 per cento degli aventi diritto, pari a 44.887 abitanti.
Nel dettaglio, a Venezia centro storico ha votato il 32,6 per cento contro il 27,9 per cento dell'Estuario e il 16,3 percento della terraferma.
Le Municipalità. Tutto secondo copione, rispetto alle attese della vigilia, sull'affluenza delle singole Municipalità. In testa Venezia con Murano e Burano con il 31,4 per cento, a seguire Lido Pellestrina con il 29,6 percento, quindi Mestre con il 17,8 percento, Chirignago Zelarino con il 15,9 percento, Favaro con il 15,4 e infine Marghera con il 12,9 percento.
Lo scrutinio.Come detto, hanno votato 44.888 persone. Lo scrutinio si è svolto come prevede la legge, pur essendo l'esito del tutto ininfluente per mancato raggiungimento del quorum. L'esito finale è arrivato alle 01.03. Il Si ha prevalso sul No con il 66,1 per cento dei voti contro il 33,8 percento.
Anche qui, l'esito finale deve tenere conto della suddivisione territoriale: il Si ha raggiunto l'85,7 percento nell'Estuario, l'83,4 percento in Centro storico mentre in Terraferma ha prevalso il No con il 51,8 percento.
Il dettaglio dello scrutinio per Municipalità
  • Venezia Murano Burano 83,48 percento Si - 16,51 percento No
  • Lido Pelllestrina 86,30 percento Si - 13,69 percento No
  • Favaro Veneto 54,10 percento No - 45,89 percento Si
  • Mestre Carpenedo 51,25 percento Si - 48,74 percento No
  • Chirignago Zelarino 52,11 percento No - 47,88 percento Si
  • Marghera 63,60 percento No - 36,39 percento Si
L'affluenza delle 19. Alle 19 aveva votato il 18,64 per cento degli aventi diritto.Si profila in maniera netta il mancato raggiungimento del quorum, e di conseguenza l'annullamento del referendum che perderebbe qualunque valore giuridico. Il quorum come noto era stato fissato al 50 percento più uno rispetto agli aventi diritto.
Nel dettaglio, l'affluenza è stata del 27,1 per cento a Venezia Centro Storico, del 23,5 percento in Estuario e al 14,7 percento in Terraferma. Guardando ai dati delle Municipalità, Venezia con Murano e Burano è la più alta (con il 26,1 per cento), a seguire Lido Pellestrina con il 25,4, Favaro con il 13,4, Mestre Carpenedo co il 16,3, Cirignago Zelarino con il 14,2 e infine Marghera con l'11,4 per cento.
L'affluenza alle 12. Alle 12 il dato dell’affluenza per il referendum sulla separazione amministrativa tra Venezia e Mestre è del 7,21%, i votanti su 256 sezioni su 256 sono stati 14mila 909 su 206 mila 553 iscritti totali. Il quorum a 103 mila voti. Le operazioni si sono avviate stamattina, si vota fino alle 23, e subito dopo vi sarà lo spoglio delle schede. In passato - nel 1979, nel 1989, nel 1994 - hanno sempre prevalso i 'no, mentre al quarto tentativo, quello del 2003, non si arrivò nemmeno al quorum: l'affluenza si fermò al 39%, ma anche allora prevalsero le schede con il “no”.
Nel dettaglio al Referendum a Venezia ha votato il 10,4 per cento; estuario 8,4% e terraferma 5,8%. Municipalità di Venezia-Murano-Burano affluenza 9,94%; Lido-Pellestrina 9,27%;  Favaro Veneto 4,91%; Mestre Carpenedo 6,65%; Chirignano Zelarino 5,48%; Marghera 4,59%.
Le reazioni.
Stefano Chiaromanni, Movimento Autonomia di Mestre "Piero Bergamo" ha dichiarato: "I dati dell'affluenza a Mestre non ci soddisfano affatto. Non siamo riusciti a far arrivare a tutti l'informazione, anche a causa del silenzio voluto dall'amministrazione comunale. Sono mancati, purtroppo, la partecipazione, l'interesse per Mestre e la coscienza di essere una comunità, ma questo è uno degli effetti del Comune unito. Attendiamo i risultati definitivi per dare un giudizio completo".
Nicola Pellicani (Pd): È stato un referendum per pochi intimi che dimostra come fosse un’iniziativa anacronistica. Il malessere espresso dal Si soprattutto a Venezia è un chiaro segnale di malcontento nei confronti dell’amministrazione Brugnaro Però la stragrande maggioranza degli elettori ha dimostrato di essere consapevole che per risolvere i problemi che attendono risposta da anni, non ha alcun senso dividere il Comune. Serve semmai una buona amministrazione. Dobbiamo anzitutto cambiare sindaco.
Maria Laura Faccini di Mestre Mia. Con la tagliola del quorum, non possiamo dire di avere perso poiché al voto ha prevalso il SI soprattutto nella Venezia d’acqua né d’altra parte possiamo dire di avere vinto poiché l’affluenza è stata bassa e il quorum mancato.
Il confronto, ammesso che tale possa definirsi  viste le inconsistenti motivazioni dei fautori del no, si è svolto nella terra bruciata preparata dai propugnatori dell’astensionismo che detengono il controllo della macchina organizzativa elettorale e che si sono giovati della loro posizione privilegiata per diffondere notizie sensazionalistiche.
La percentuale così bassa di votanti della Terraferma non è comunque attribuibile solo all’invito all’astensionismo ma, a parte la carente informazione istituzionale, è sintomatica di un inaspettato disinteresse da parte dei cittadini: Mestre resta in balia della marea più che Venezia.
Il dato oggettivo dell’affluenza rivela il distacco dei cittadini da proposte di cambiamento e la tendenza generalizzata ad accettare lo status quo,  rinunciando forse inconsapevolmente alla responsabilità di scegliere e governare un diverso futuro per la  propria città.
Alvise Maniero (M5S): “Sono dispiaciuto che il referendum non abbia raggiunto il quorum, una decisione presa dall’astensionismo non è mai una bella decisione”. Lo ha detto il deputato M5S Alvise Maniero, commentando il risultato del referendum sulla separazione di Venezia e Mestre. “Ero favorevole alla separazione, ma soprattutto speravo in un risultato superiore in termini di affluenza, fosse anche stato per il “no”.
"Quando abbiamo la possibilità di farlo, noi cittadini dobbiamo sempre esprimerci e difendere le nostre idee con passione: la nostra voce è una forza per tutti, il nostro silenzio è indice di debolezza e deve sollevare una riflessione. Ad ogni modo questo risultato non ferma il nostro dovere, che resta quello di difendere Venezia, la sua unicità, e darle più tutela e più rappresentanza anche per le fragilità che, tristemente, abbiamo dovuto ricordare in questi giorni”.
Una e Unica: "Non è la vittoria dell’astensionismo, ma la sconfitta dell’idea di Separazione in una città che da 40 anni ribadisce la propria dimensione Una e Unica. Una città complessa e policentrica che oggi ha posto una pietra tombale su qualsiasi forma di frammentazione. Le problematiche emerse dal dibattito referendario sono serie e urgenti.
"A differenza dei separatisti però, siamo convinti che la divisione di Mestre da Venezia non sia in alcun modo la soluzione a questi problemi. Anzi, come abbiamo più volte dichiarato e ribadito in queste settimane, la separazione porterebbe soltanto ad un aumento delle criticità. I cittadini hanno confermato largamente questa lettura, certificando la totale inconsistenza del quesito posto dal quinto Referendum in questi ultimi 40 anni. Dopo questo inutile spreco di risorse ed energie, dopo questo triste teatrino che ha visto contrapposti cittadini appartenenti alla stessa comunità, abbiamo il dovere di tornare ad occuparci dei problemi reali e complessi della nostra grande e amata Città di Venezia". 
Andrea Tomaello, Commissario Lega Venezia: "Rimettere Venezia al centro dell’azione amministrativa, dando a Mestre una propria identità. L’esito del referendum lascia pochi spazi a commenti, da domani è necessario pensare a come sviluppare una politica per i prossimi 20 anni nel comune di Venezia. Il centro storico ha bisogno di essere tutelato e rimesso al centro dell’azione amministrativa. Mestre non deve fungere solo da dormitorio, ma va valorizzata dandole più vita e sicurezza con necessario rilancio del commercio".
Renzo Scarpa, Gruppo Misto. Il SI vince in modo esteso e in modo straordinario a Venezia. Il NO vince di misura a Favaro, Chirignago-Zelarino e in modo netto a Marghera. L'indicazione politica è chiarissima: i Cittadini chiedono un cambio di passo perché non vedono il proprio futuro e si sentono abbandonati.Per quanto riguarda l'affluenza, in tutta onestà non ci si poteva aspettare di più visti i tempi ristretti, i mezzi a disposizione, quello che è successo a Venezia e il vero e proprio terrorismo svolto da chi attualmente governa il Comune.

Per il quorum si deve guardare alle ultime elezioni amministrative quando al primo turno ha votato il 59% degli elettori e al ballottaggio non ha raggiunto il 50% dei voti, nonostante tutto l'arco costituzionale dei partiti fosse schierato a chiedere i voti. Il risultato rappresenta un punto di partenza.
+Mestre+Venezia. Il referendum 2019, per decidere se Venezia e Mestre possono diventare due città autonome, sarà ricordato per le sistematiche azioni di oscuramento contro chi si è attivato a favore del SI e per la dilagante produzione di fake news intimidatorie a sostegno del NO. 
Spazi pubblicitari rifiutati dopo aver firmato regolari contratti d’acquisto. Caccia a chi espone drappi alle finestre. Azienda di trasporto che inventa nuovi tariffari in caso di vittoria del SI. Casinò che si sciolgono come neve al sole se Mestre e Venezia diventassero autonome. Spazi irrisori per i manifesti. E tanto altro ancora.
Alla luce dell’alterazione delle normali prassi di correttezza per assicurare ai cittadini un sereno confronto democratico, per non parlare delle indicazioni di non voto da parte di chi amministra la città che contraddicono qualunque codice di comportamento istituzionale, +Mestre+Venezia raccoglie positivamente anche il mancato raggiungimento del quorum referendario, considerate le percentuali ottenute. Un risultato che, più che rappresentare un “astensionismo” consapevole, è la conseguenza di assenza di comunicazione e di iniziative che hanno compromesso la responsabilità civica.
In questi minuti, in assenza di dettagli sui risultati delle votazioni nei vari seggi, è possibile affermare con certezza che il referendum ha confermato, aldilà del quorum, che all’interno dello stesso comune esistono due città radicalmente diverse. 
Se a Venezia l’affluenza ai seggi è stata praticamente quasi doppia rispetto alla terra ferma, significa che esistono due sensibilità diverse verso l’urgenza e la gravità dei problemi da affrontare e risolvere. A Venezia la necessità di coinvolgimento dei cittadini, malgrado il sindaco, alla definizione del proprio destino è una priorità diffusa tra la popolazione. Riteniamo che il minor coinvolgimento nella consultazione in parte della popolazione è anche attribuibile alla perdita di speranze di molti cittadini incontrati in queste settimane, cittadini che sono stati ridotti a credere che la loro opinione non conti nulla.
Venezia nella sua fragilità e unicità potrà sopravvivere solo grazie alla cura costante dei residenti e alla capacità di fronteggiare lo spopolamento e per questo rimaniamo convinti sia necessaria un’amministrazione dedicata e non l’attuale amministrazione unica che deve gestire anche le priorità di Mestre. 
La battaglia sul quorum.
Il fronte referendario ha sempre contrastato i quorum e il 25 novembre, ovvero pochi giorni prima della consultazione, ha depositato un ricorso urgente al Tar come estrema conseguenza di una escalation di proteste del fronte autonomista contro la scarsa informazione assicurata a questo appuntamento con il voto.
Tema di scontro nelle ultime ore prima dell'apertura dei seggi erano stati anche i tabelloni elettorali che da anni spesso, alle elezioni, rimangono vuoti. All’Ateneo Veneto, Giorgio Suppiej di “Venezia Serenissima” ha strappato applausi denunciando quello che definisce il «tentativo di ostacolare la campagna referendaria».
L'analisi - Rosanna Codino
Forse non si amano, di sicuro non intendono separarsi: è destinato a fallire anche il quinto tentativo di trasformare con un referendum Venezia e Mestre in due comuni separati.
A far pendere l'ago della bilancia verso la coabitazione amministrativa sono stati soprattutto gli abitanti della terraferma, disertando il voto. Un afflusso più massiccio, ma numericamente meno 'pesantè, si è avuto in centro storico e nelle isole della laguna, dove si sono toccate punte di affluenza del 30%. In un clima arroventato da fake news e polemiche politiche corse soprattutto sui social si è consumata l'ennesima prova tecnica di separazione che ha coinvolto poco più di 206 mila votanti.
Troppi gli interessi economici in gioco, ripetono dal fronte del sì, facendo notare che dei 20 milioni di euro che arrivano alle casse del Comune in virtù della Legge speciale e delle donazioni per Venezia, più o meno la metà finisce per essere dirottata verso la terraferma. Al contrario, sul versante del 'no molti amministratori locali hanno messo in luce i costi economici (in particolare nei trasporti) e le criticità di un eventuale frattura del Comune in due realtà distinte.
Lo stesso sindaco Luigi Brugnaro non ha mai nascosto il convincimento che l'iniziativa referendaria contrastasse con la legge sulle città metropolitane, invitato all'astensione. Le forze di maggioranza in Comune si sono allineate al 'non votò, mentre l'opposizione si è spaccata. Da una parte il Pd, che ha invitato a barrare sulla scheda il 'nò, dall'altra il M5S favorevole al 'sì' in nome del 'rispetto per la volontà popolarè.
L'appuntamento con i seggi è arrivato, peraltro, in un momento 'emotivamentè difficile per la città lagunare, messa in ginocchio dalle acque alte eccezionali che si sono susseguite nei giorni scorsi causando danni milionari. Senza trascurare che larga parte di chi lavora a Venezia, e che del richiamo turistico della città trae beneficio economico e occupazione, risiede proprio in terraferma e non ha quindi alcun interesse a vedere le due realtà divise dallo steccato di amministrazioni diverse.
Più che in passato, dunque, il dato più evidente è stata la disaffezione alle urne. Anche nel 1979, nel 1989, nel 1994 hanno sempre prevalso i 'nò e al tentativo del 2003, il quarto, si è arrivati al di sotto del quorum con il 39%. Ma stasera il dato di affluenza inferiore al 19% appare come una pietra tombale sulle aspirazioni delle due città di non incrociare più i loro destini.
Proprio la soglia del 50% più uno degli elettori stabilita per la consultazione potrebbe diventare già da domani un nuovo terreno di battaglia per gli irriducibili fautori della separazione, con una una raffica di ricorsi già annunciati sulla legittimità dello sbarramento. (ANSA).
Un flop il quinto referendum (in 40 anni) per la separazione tra Venezia Mestre: alle 23, ora di chiusura dei seggi, ha votato soltanto il   

21,73%  pari a 44.887 cittadini su 206.553 aventi diritto.


E' questo il risultato finale dell'affluenza. E' in corso lo scrutinio anche se chiaramente 

il quorum del 50% più 1 non è stato raggiunto: 

alla fine il Si ha prevalso sul No con il 66,1 per cento  
contro il 33,9 per cento.  
Le schede bianche sono state 135, le nulle 166; schede contestate una.
A far pendere l'ago della bilancia per il non voto sono stati soprattutto gli abitanti della terraferma, disertando le urne: 

in terraferma ha votato il 16,35%


in centro storico (32,4%) e nelle isole (28%) della laguna.


AFFLUENZA ALLE 19 - HA VOTATO IL 18,64%
Alle 19 di oggi ha votato il 18,64% degli aventi diritto nelle 256 sezioni che ospitano i seggi per
il referendum con quorum per la separazione comunale di Mestre da Venezia. I votanti sono stati sino ad ora 38.513 su 206.553.
AFFLUENZA ALLE 12 - HA VOTATO 7,3%
Alle 12.20 di oggi ha votato il 7,23% degli aventi diritto nelle 256 sezioni che ospitano i seggi per il voto sul referendum con quorum per la separazione comunale di Mestre da Venezia. I votanti sono stati 14.909 su 206.553. La maggiore affluenza si è avuta nel centro storico lagunare dove ha votato il 10,44% degli aventi diritto (4.997 su 47.824), seguita dalle isole con l'8,45% (2.048 su 24.223). Flop, per ora, in terraferma con il 5,84% (7.864 su 134.506), l'area comunale numericamente determinante per il superamento della soglia del quorum.

GIA' PRONTI I RICORSI
Se il referendum per la separazione amministrativa di Venezia da Mestre non passerà sono già pronti i ricorsi contro la soglia del 50% stabilità per la consultazione. Lo fanno sapere i movimenti favorevoli alla separazione, sottolineando che il quorum è illegittimo perchè non sarebbe previsto dalla Costituzione e dalla legge regionale. Critiche vengono poi mosse alle convocazioni che sarebbero state effettuate in ritardo o mai avvenute per i veneziani iscritti all'Aire, l'anagrafe italiana dei residenti all'estero. Segnalazioni di disguidi su questo fronte, viene detto, sarebbero giunte al movimento per il sì da concittadini che si trovano, in particolare, a Parigi e Gerusalemme.

LA CONSULTAZIONE. Mestre e Venezia devono separarsi? Domenica 1 dicembre i cittadini sono stati chiamati alle urne per dire se volevano o meno la divisione del Comune, con la ricostituzione del Comune di Mestre, quasi un secolo dopo quel 1926 quando fu soppresso da una legge fascista. Si è votato dalle ore 7 alle 23. Il vero punto cardine era il raggiungimento o meno del quorum.
Per votare era come sempre necessario presentarsi con un documento d'identità e con la tessera elettorale sulla quale è indicata la sezione di appartenenza. Chi avesse smarrito la tessera o esaurito gli spazi per l'apposizione del timbro, doveva procurarsi un duplicato e lo poteva fare direttamente nelle sedi comunali deputate.  (Il Gazzettino, 2/12/2019)
https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/referendum_separazione_venezia_mestre-4898129.html

giovedì 23 aprile 2015

BACARI a VENEZIA

Venezia. 30 bacari a piccolo prezzo: la classifica definitiva per sestieri

di - In Ristoranti - mercoledì, 22 aprile 2015 | ore 8:36 
bacari di Venezia che reputiamo i migliori per mangiare bene senza spendere una fortuna sono un nostro e vostro patrimonio (con più di 60 mila letture e quasi 40 mila like su Facebook: grazie!). Oggi vi proponiamo una mappa suddivisa per sestieri in modo che vi sia facile mangiare a Venezia spendendo poco e senza dover cambiare zona in cui siete. Che significa risparmiare tanto cammino.
Ho ampliato il raggio di azione assaggiando e ri-assaggiando. Ho aggiunto qualche indirizzo in cui la spesa è leggermente superiore, ma che vi consiglio di visitare.
Per ogni sestiere ho stilato una classifica dei migliori bacari.
Se siete pronti, partiamo guardando la mappa.

I 30 migliori bacari di Venezia sestiere per sestiere

sestieri Venezia
Come ci insegna Wikipedia che copio – incollo sfacciatamente, i sestieri tradizionali sono sei, quanti i denti anteriori del ferro delle gondole. Eccoli:
1. Cannaregio, così denominato perché sviluppatosi in una zona paludosa ove erano frequenti i canneti;
2. Castello, ha preso il nome da un fortilizio ormai scomparso attorno a cui si è sviluppata l’area (vi rientrano l’isola di San Giorgio Maggiore di S. Marco e l’isola di San Michele);
3. Dorsoduro, probabilmente il suo nome richiama le compatte dune di sabbia di questa zona in cui rientrano anche le isole della Giudecca;
4. San Marco, prende il nome dalla Omonima basilica;
5. San Polo, è al centro di Venezia, qui ha sede il mercato di Rialto;
6. Santa Croce, comprende anche Piazzale Roma, il Tronchetto e la Stazione Marittima.

I migliori bacari di Cannaregio

Cannaregio

1 . Il Paradiso Perduto

Paradiso Perduto
Ottima e vasta la scelta di cicheti. Fritti di ogni genere e varietà, dalle polpette alle mozzarelle in carrozza, dal fritto di alici al baccalà, polpette e vari assaggi di verdure, baccalà mantecato e frutti di mare. Il Paradiso Perduto è anche osteria (è stata la prima con musica dal vivo) e ci si può fermare a pranzo/cena.
Il Paradiso Perduto. Fondamenta della Misericordia, 2540. Aperto dalle 11 alle 22 (chiuso Martedì). Tel. +39 041.720581

2. Cicheteria Venexiana da Luca e Fred

cicheteria venexiana
E’ ubicato vicino alla stazione ferroviaria e lo si raggiunge imboccando strada Nova. Ha tavoli esterni dove ci si può sedere. Ottimi cicheti sia di pesce che di carne (come la milza) cotti e crudi con buoni vini. Ottime le sarde in saor su polenta calda. Cicheti da 1,50 € ombre da 1,50 €. Aperto dalle 9 alle 23 chiuso il martedì.
Cicheteria Venexiana da Luca e Fred. Ponte delle Guglie, 1518. Tel +39 041.716170

3. Alla Vedova

Osteria alla Vedova
E’ quasi impossibile sedersi alla Vedova ma i suoi cicheti, si possono gustare in piedi a partire dalle mitiche polpettine, sempre calde e croccanti, il baccalà mantecato e le sarde in saòr, serviti con polenta bianca.
Alla Vedova. Cannaregio (Ca’ D’oro) 3912. Tel. +39 041 528 5324

4. Al Timon

al timon
Il locale, vicino al Ghetto Ebraico, va scelto per i pezzettini di pane fresco con patè di fegato d’anatra, pomodori secchi succosi e formaggio di capra friabile, mozzarella e pomodoro fresco o per la polenta grigliata con il pesce.
Osteria Al Timon. Fondamenta degli Ormesini, 2754. Tel. +39 041 524 6066

5. Vino Vero

Vino Vero Venezia
Piccolo bacaro con posti in piedi internamente e sgabelli esterni. Varietà di crostini a partire da 2 € e vino da 3 €. Frequentato prevalentemente da giovani Veneziani.
Vino Vero. Fondamenta della Misericordia, 2497. Tel. +39 041.2750044

6. Ai Promessi Sposi

polpette ai promessi sposi
Locale piccolo, molto accogliente con entrata lunga e stretta. Sempre pieno. Oltre le polpettine di stagione che sono mitologiche, da assaggiare le sarde in saor e il baccalà mantecato. Hanno un ottima scelta di vini. Ci si può fermare anche a pranzo/cena.
Ai Promessi sposi. Calle dell’Oca, 4367. Tel. +39 041.2412747

7. El Sbarlefo

sbarlefo
Vicino ad uno dei due cinema della città (Giorgione), è un bacaro molto carino ed accogliente. Posti interni dove appoggiare le ombre ed i piatti, ma anche tavoli esterni. Cicheti di qualità con il baccalà mantecato come una volta, cioè solo baccalà e olio. Deliziosi involtini di salmone e robiola, vasta scelta di fritti. Da provare il medaglione di orata ad 1 €. Ombre della casa non in mescita ma in bottiglia di casa vinicola su commessa a 1,50 €.
El Sbarlefo. Salizada del Piston, 4556/C. Tel. +39 041.5233084

8. Osteria dal Riccio Peoco

osteria dal riccio peoco
Oltre alla varietà di classici cicheti, una delle specialità è il panino scrocchio, ripieno di un impasto di salame che richiede una settimana per macerare. Il prezzo è di 2,50 € e va a ruba. Ombra della casa a 1 euro. Tutti i venerdì musica live esternamente. Tavoli interni.
Osteria dal Riccio Peoco. Sestiere Cannaregio 4462. Tel. +39 041.72410162

9. Cantina Vecia Carbonera

cantina vecia carbonera
Questo bacaro è frequentato da Veneziani e studenti che lo amano per la ricetta classica dello Spritz. Gustose le bruschettine con baccalà mantecato, patè di fegato grasso, formaggi a pasta molle.
Cantina Vecia Carbonera. Campo Della Maddalena, 2329. Tel. +39 041.5242388

10. Enoteca Aziende agricole Roberto Berti

Cantina Aziende Agricole Roberto Berti
Grande selezione di cicheti e ombrete, oltre ai piatti tradizionali a pranzo e cena. Da provare sicuramente il vino raboso e le polpettina di zucca con formaggio, pancetta e patate.
Enoteca Cantina aziende agricole Roberto Berti. Rio Tera Farsetti, 1847. Tel. +39 333 345 8811

11. Enobar Ostinati

Enobar Ostinati Venezia
Proprietari cordiali e simpatici. Poca scelta di cicheti, ma di qualità, da 1,50 €. L’ombra è prodotta direttamente da uno dei proprietari (3 €). Qualche tavolino esterno e degustazioni a tema e musica dal vivo dalle 18 alle 20 ne fanno un indirizzo sicuro.
Agli Ostinati. Ponte dei Giocattoli 5600. Tel. +39 041 739128

I migliori bacari a San Marco

San Marco

1. I Rusteghi

I Rusteghi
Sarebbe da fuori classifica, ma I Rusteghi è numero uno come qualità di prodotti enogastronomici: a pochi passi dal Ponte di Rialto è l’osteria più chic della città, una vera boutique del gusto. Oltre 875 etichette di vino al bicchiere tra bianchi e rossi (da 5 € in su) e paninetti detti “le Meraveje” (le meraviglie) con culatello e salsa di tartufo. Specialità, la tartare di bufalo. Giovanni il proprietario è ambasciatore a Venezia di Krug e della salumeria Maxima.
Osteria I Rusteghi. Campiello del Tentor. San Marco 5513. 30124 Venezia. Tel. +39 041 5232205. 

2. Caffè Quadri

Caffè Quadri
Non ci aspetterebbe di poter definire il famosissimo e storico caffè Quadri un bacaro, ma in effetti può esserlo! Trovate una limitata, ma di grande qualità, scelta di cicheti a 2 € e dell’ottimo prosecco o vino (o spritz) al bicchiere per 3,50 €. Attenzione, prezzi al banco perché nella piazza più bella del mondo, il caffé seduti al tavolo costa 7 € (ma è uno dei migliori di tutta la città).
Caffè Quadri. Piazza San Marco 121. 30124 Venezia. Tel. +39 041 5222105

3. Trattoria da Fiore

Trattoria da Fiore
E’ una famosa cicheteria dove si mangia il baccalà mantecato, le seppioline ai ferri o fritte. A primavera ci sono le moeche con la polenta bianca. E poi le sarde in saor, i calamari fritti , le verdure, i nervetti con la cipolla, il fegato alla Veneziana. Pochi tavolini all’interno del locale, ma ci sono sgabelli e ripiani fuori. Però attenzione, in certi orari la calle è talmente piena che il passaggio è davvero faticoso!
Trattoria da Fiore. San Marco 3461 (Calle delle botteghe). Tel. +39 041.5235310

4. Osteria enoteca Al Volto

Osteria bacaro Al Volto
Tanti squisiti cicheti che cambiano a seconda del giorno e della stagione. Crostini e mini panini con baccalà mantecato, speck e tarassaco, finocchiona, lardo pepato con pomodorini secchi, bresaola di manzo con crema di carciofi. Ampia scelta di cicheti di pesce, dai folpetti alle sarde in saor, gamberi ecc. Si parte da 1 € per un ombreta della casa e da 2 € in su per i cicheti.
 Osteria Enoteca al Volto. Calle Cavalli (campo San Luca) 4081. Tel. +39 041.5228945

5. Bacarando

Bacarando
Locale molto grazioso e giovane su due piani. Al piano terra è un grande bacaro con diversi tavoli, mentre al piano superiore è ristorante. Vasta scelta stagionale di chicheti a partire da 1 €. Ottime le mozzarelle in carrozza (da provare quelle con acciughe) ad 1,50 €. Ombra della casa a 1 €. Mercoledì musica dal vivo al piano terra dalle 19.30 alle 23.
Bacarando. Calle dell’Orso, 5495. Tel. +39 041.5238280

I migliori bacari a San Polo

sestiere San polo

1. Bacaro Alla Ciurma

osteria alla ciurma
Un’ osteria minuscola con 2-3 tavoli e qualche sgabello,  ma si può mangiare e bere un’ombra anche all’esterno. I cicheti sono freschi e di stagione. Ottime le polpette di carne e gli arancini di ragù e verdure. Si parte da 1 € per cicheto e da 2 € per bere.
Osteria alla Ciurma. Calle Galeazza, Rialto, 406. Tel.  +39 340 6863561

2. Bacaro all’Arco

All'Arco
È un bacaro molto piccolo ma ha tavolini esterni. È gestito da tre generazioni, tutte ancora attive all’interno del locale. Le specialità sono infinite e variano a seconda della scelta del vicino mercato di frutta e verdure. Fantastici i crostini di baccala mantecato che viene ancora fatto come una volta da nonna Mary. Cicheti a 2 €, prosecco o vino al bicchiere 2 €.
All’Arco. Sestiere San Polo, 436, 30125 Venezia. Tel. +39 041 520 5666

3. Cantina do Spade

Cantina do Spade
I fiori di zucca fritti e ripieni di baccalà sono da scegliere in questo bacaro vicino al Ponte di Rialto. E poi ci sono le sarde in saor (e vi dispensano anche la ricetta) o i calamari ripieni (con ricetta annessa).  I prezzi vanno da 1 € per i fritti a 3 € per i cicchetti di pesce. Si può andare anche oltre con un primo piatto o un pasto completo che vi costerà circa 30 €.
Cantina do Spade. San Polo, 859, 30125. Tel. +39 0415210583″

4. Lino Fritto

Lino Fritto
Proprio di fronte al mercato del pesce di Rialto, con prodotti freschi e selezionati, il locale è molto invitante ed il personale cordiale e disponibile. Qui è tutto a base di pesce e verdure di primissima scelta. Ci si stupisce a provare “gelati” di pesce, vaschette di riso venere con gamberi e fagiolino corallo (4 €), bicchierini di crema di piselli e gamberetti (3,50 €) e deliziose polpettine di pesce (1,50 €) o fritto misto al cartoccio (8 €). Si esce soddisfatti e con la voglia di tornare.
Lino Fritto. Campo delle Becarie, 319. Tel. +39 041.78220298

5. Ai Do Mori

Ai Do Mori
Il più antico bacaro di Venezia conserva l’atmosfera di un tempo con damigiane dappertutto e soffitto tappezzato di paioli di rame. Ricca proposta di cicheti a base di carne e di pesce che non superano i 2 €. La specialità della casa è il “francobollo“, un piccolissimo tramezzino quadrato, farcito con granchio, gamberetti, prosciutto, coppa di toro e molto altro, tutto a 1 € (un bicchiere di vino a 2,5 €).
Bacaro Cantina Do Mori. San Polo, 429. Tel. +39 041 5225401

I migliori bacari del Sestiere Castello

ponte diavolo sestiere Castello Venezia

1. Osteria Al Portego

osteria al portego
Tra i preferiti degli studenti di Venezia, è sempre molto affollata. Pochi tavoli all’interno, per cui si sta in piedi o fuori. I cicheti sono soprattutto di pesce (sarde in saor, tonno alla Livornese, baccalà alla Vicentina, seppie al nero, granchio e insalate di fagioli), accompagnati da un bicchiere di prosecco.
Osteria Al Portego. Calle della Malvasia Castello 6014. Tel. 041 5229038

2. Aciugheta

aciugheta
Oltre che bacaro, l’Aciugheta è anche ristorante (Il Ridotto, dal 2013 una stella Michelin) e pizzeria. I cicheti sono preparati direttamente dalla cucina del ristorante e vi è un ampia scelta di prodotti, ottime le polpettine al sugo con menta. Cicheti da 2 € e vini/prosecco/spritz al bicchiere 3 €. Il coperto, se vi sedete ai tavoli, è di 2 € a persona, ma intorno al bancone ci sono diversi sgabelli e una mensola dove poggiare i bicchieri ed i cicheti. Sempre aperti (2-24).
Aciugheta. Campo San Filippo e Giacomo, 4357. Tel. +39 041.5224292 

3. El Refolo

El Refolo salumi
Qui non trovate i classici cicheti, ma gustosi paninetti con affettati di qualità a 2,50 €, il conseguente tagliere di affettati e i formaggi. Liquori birre e vini al bicchiere da 3 €.
El Refolo. Sestiere Castello, 1580. Venezia

I migliori bacari di Dorsoduro

Dorsoduro

1. Cantinone già Schiavi

cantinone Schiavi bacari
Storica cicheteria, nata nel 1944 e giunta alla terza generazione di gestori. Ottima e vasta scelta di cicheti, tutti diversi ed invitati. La preparazione dei crostini è molto attenta. Alessandra (seconda generazione) ha vinto diversi premi per i suoi famosi e creativi crostini che hanno un prezzo politico di 1,20 €, qualità elevata e quantità abbondante. Ombra della casa da 1 €.
Cantinone (già Schiavi). Dorsoduro, 992. Tel. +39 041.5230034

2. Osteria da Codroma

Osteria Da Codroma e Nigella Lawson
Vasta scelta di cicheti, polpette di carne, mozzarella in carrozza. Si può anche pranzare e cenare. È prevalentemente frequentata da veneziani e da studenti meno dai turisti, ma si è anche affacciata Nigella Lawson per alcune riprese. La sera, cicheti e piatti di pesce anche crudo. Nessun sovrapprezzo sia seduti all’interno che nei graziosi tavolini esterni in fondamenta. Ombra della casa e cicheti a partire da 1 €.
Osteria da Codroma. Fondamenta Briati, 2540. Tel. +39 04175246789

3. Alla Bifora

Osteria alla Bifora
Il menù non è molto ampio, ma in compenso hanno grandi taglieri di affettati e qualche cicheto come sarde e gamberi in saor, folpetti. Il campo è uno dei più frequentati di Venezia ed il locale è pieno di Veneziani che possono sedere nei tavoli interni ed esterni senza pagare supplementi. Cicheti e vino della casa a partire da 2,50 €.
Alla Bifora. Campo Santa Margherita, 2930. Tel. +39 04175236119

4. Ai Do Draghi

Ai Do Draghi
Locale grazioso anche se a prima vista sembra molto piccolo. Dispone di una saletta interna dove ci si può sedere senza sovrapprezzo e di plateatico esterno con piccolo supplemento. La gestione è la stessa dell’Aciugheta che quindi fornisce di cicheti freschi e cucinati ogni giorno anche questo piccolo bacaro. Ottimi i crostini di stagione di radicchio e gorgonzola, sarde con scamorza, le polpette e gli arancini. Specialità sono anche le tigelle.
Ai Do Draghi. Dorsoduro 3665. Calle della Chiesa. Tel. +39 041.5289731

5. Al Bocon DiVino

Al Bocon di Vino
Vastissima scelta di cicheti fritti (a partire da 2 €), abbondanti crostini di pesce (1,90 €), rotoli di tramezzini e scelta anche di primi piatti. All’interno, nel reparto bacaro non c’è supplemento. Se volete sedervi al tavolo sia all’interno che all’esterno, chiedete prima il prezzo che può variare in base a quello che ordinate.
Al Bocon di Vino. Campo Santa Margherita, 2978. Tel. +39 04172440272

I migliori bacari di Santa Croce

Sestiere di Santa Croce

1. Bacareto da Lele

Bacareto da Lele
Di fronte alla chiesa di San Nicola da Tolentini, da Lele è a due passi dal Piazzale Roma e dal parcheggio. Qui mangiate panini mignon, gustosi e ad un ottimo prezzo (da 1 €): con speck, porchetta,salame e funghi , mortadella e peperoni, pancetta e carciofini. Il locale è piccolo non ha posti a sedere, ha solo due botti all’esterno dove appoggiare il bicchiere, ma è sempre pieno.
Bacareto da Lele (Campo dei Tolentini) Santa Croce, 183.
Venezia
Ora io vorrei gridare alla mappa definitiva dei migliori bacari a piccolo prezzo di tutta Venezia. Ma se voi avete ancora da suggerire, io sarò ad ascoltare insieme ai lettori.
Per ora, buon appetito!
[Mappa: Comune di Venezia. Immagini: Silvana Di Puorto, Marco Gaggio, Venezia da Vivere, arte.it, VeneziaToday, aaaaccademiaaffamatiaffannati, Alex/TripAdvisor, 2 Spaghi, Passione Gourmet, alloggibarbaria, pearlspotting, National Geographic, Edoardo Luppari, Cosafarea]







38 commenti su “Venezia. 30 bacari a piccolo prezzo: la classifica definitiva per sestieri”

    • Marione assolutamente d’accordo, lo scartosso del vecio Fritoin xe mitico. Il fatto è che loro, prevalentemente sono considerati ristorante (si mangia benissimo, uno dei miei preferiti, tra l’altro) non Bacaro o osteria. Spero di fare presto un articolo sullo chef, uno dei migliori a Venezia. Per quanto riguarda Fritto Lino, te lo consiglio, non è il classico Bacaro, anzi io lo chiamo il “Bacaro contaminato” (in senso buono eh!) “contaminato” da nuovi ingredienti (di ottima qualità) e sapori. Anche l’ambiente e’ molto diverso, c’e’ molta luce, e’ solare e moderno, il personale gentilissimo e disponibile, sempre sorridenti ed il Direttore molto cordiale una squadra vincente di sicuro! Non hanno ombre ma acqua… Sappimi dire!
  1. Ciao.vorrei suggerire(mi pare di non averlo visto nella mappa)un nuovo bacaro,piccolino ma da andarci assolutamente.Bacaro Quebrado.è anche su fb.io ci sono stato e vi garantisco che contiunano a preparare spaghetti con le vongole a tanti chichetti gratuitamente.i prezzi delle ombre sono assolutamente nella media.
    • Grazie Giancarlo, lo terrò presente per la prossima volta. Quando ho fatto questo giro (durato circa un mese) ho trovato alcuni bacari chiusi.
      Quindi sono lieta delle vostre segnalazioni, che custodiro’ gelosamente per il prossimo “Bacaro tour”. Con altri ho dovuto fare una scelta perché’ come saprai, sono davvero tantissimi. Se vuoi ed hai FB puoi condividere con loro questo post, sarò felice di rispondere a tutti e di prendere nota di altri indirizzi. Grazie!
  2. Enciclopedico, e delizioso sia da leggere che da gustare con gli occhi, io sono veneziana e riconosco perfettamente il quadro dipinto da Silvana, fidatevi,anche per la Biennale siete apposto, grande lavoro @Sildipi !
  3. Anche questa volta sostengo che la guida ė insufficiente ,falsa è forviante ,per castello due soli siti tra l’altro anonimi è del tutto insignificante.Non so da chi sia stata foraggiata,ma sicuramente non ha espresso la veridicità dei vari sestieri,favorendone alcuni e penalizzandone altri.La gente i veneziani proveranno e giudicheranno la veridicità delle mie critiche!
    • Gianfranco, mi permetterà di dirle che conosco bene Silvana di Puorto (perdonatemi entrambi se intervengo) e non è il tipo da farsi “foraggiare”,sicuramente ci sono altri luoghi carini che sarei curiosa come tutti di conoscere
      E’ bello scoprire altri luoghi che magari ci sfuggono…dai Signor Giancarlo sia generoso se lei ne conosce qualcuno lo condivida con noi, anche Silvana chiede altri suggerimenti, potrebbe essere tipo wikipedia del cicchetto, enciclopedia libera ! :)
  4. gentile Gianfranco, le critiche costruttive sono sempre ben accette perché arricchiscono, aiutano a vedere gli errori ed a migliorarsi. Le sue però non sono critiche, sono illazioni, cattiverie ed ingiurie “foraggiata” e “forviante” sono termini molto gravi che non le consento di usare. Evidentemente lei non conosce la testata e sopratutto non conosce me. Le sue critiche hanno un che di rancoroso, posso quindi credere che lei sia uno di quelli esclusi. Mi stia bene.
  5. “Da Lele” sfruttato per anni, un bel po’ di tempo fa quando frequentavo Architettura ai Tolentini; i panini più buoni erano là, mangiati in piedi …
    • Gentile Carla, da Lele é Sempre stracarico, di giovani e meno giovani. Continua ad essere uno dei punti di ritrovo di studenti e Veneziani, grazie alla posizione, la qualità i prezzi contenuti (un taglierino con formaggio e salame a meno di 2€!!) e la simpatia del proprietario. I paninetti poi, da poco aumentati ad 1€ lo portano nella top classification dei bacari a piccolo prezzo/buona qualità di Venezia. Buona giornata
  6. Non è certamente un bacaro ma se si è in cerca di qualcosa da mangiare di veloce ma di gran qualità a un ottimo prezzo mi sento di segnalare la Cocaeta (gabbianella), nuova creperia artigianale da asporto lungo il Canale di Cannaregio tra il ponte delle Guglie e quello dei Tre Archi (lato ferrovia). L’ambiente, molto piccolo e raccolto, è davvero carino e originale, par di stare in una cucina di casa contaminata da elementi marinareschi/veneziani. Si possono ordinare Crepes dolci e salate (suggerisco in particolare queste ultime, davvero squisite e particolari) componendole a proprio piacimento a partire da una lista molto ampia di ingredienti molti dei quali fatti in casa e tutti di qualità. Ci sono anche ottimi Frappè di frutta fresca, Waffles, Tigelle modenesi. I prezzi sono davvero bassi. Merita una visita.
    • Lo ha scritto lei, Marco, non e’ appunto un Bacaro.
      Mi rimetto alla testata per quanto riguardo al suo commento che non è pertinente con l’articolo e suona più come pubblicità che come consiglio e temo che questo non sia in linea con le regole della testata. Altrimenti tutti possono farlo (Anna infatti fa la stessa cosa) e il rischio -reale- e’ che lavoratori e proprietari si auto pubblicizzino senza essere segnalati e quindi testati. Inutile quindi una “guida”, una “classifica” o suggerimenti spassionati e (a volte) critici. Inutile quindi quest’articolo, insomma…si fosse limitato a suggerirlo, ci sarei passata e magari inserito in un futuro articolo sulle creperie
  7. Ci terrei a fare una precisazione su un bacaro che conosco personalmente bene e mi sto riferendo a Ostinati nel sestiere di cannaregio; la gamma di cicchetti non la definirei “scarsa”, come ho potuto leggere nell’articolo, ma, al contrario, piuttosto vasta, dal momento che presso gli Ostinati c’è la possibilità di richiedere cicchetti espressi, fatti quindi al momento sempre con prodotti freschi, scelti anche dallo stesso cliente.
    • Grazie Jessica per la precisazione, ma di bacari ne ho visitati tantissimi e la varietà degli ostinati, al momento della mia visita era davvero scarsa, anzi scarsissima. Mi sono fidata di ciò che mi ha detto uno dei proprietari, tra l’altro gentilissimo e molto disponibile, che mi ha detto che preparava anche al momento, quindi non ho scritto scarsissima, ma scarsa. Anche perché la differenza del banco (piccolo) con molti altri visitati e’ indiscutibile. Il mio “lavoro” e’ quello di descrivere ciò che vedo è provo. Infatti ho citato che la scelta dei vini, quella si, è vasta e ricca.
      • Io penso essendo da tanti anni nel settore che non si puo’ giudicare un locale avendolo visitato una sola volta e magari in un orario non centrale. Quando si fa un articolo strettamente pubblicitario si deve cercare di farlo il piu’ veritiero possibile e soprattutto dopo una accurata conoscenza del locale anche nel rispetto di chi impiega tutta la sua passione nella gestione del locale stesso. Non si giudica il libro dalla copertina. Ad ogni modo l’iniziativa ripeto e’ bella. Solo bisognerebbe prestare piu’ attenzione alle parole usate e alla pubblicita’ offerta. (Lo dico col massimo rispetto e in maniera costruttiva)
        • Buongiorno Pietro. Non capisco se lei è uno dei proprietari o cosa, perché se lo è, capisco il suo interessamento ma al tempo stesso non comprendo cosa intenda per “pubblicità” questo non è e non vuole essere un articolo pubblicitario. Nessuno ha pagato per farlo e anzi, di tasca mia, com’è giusto, ho pagato i vari cicheti ed ombre, con regolari scontrini emessi. E molti, non li ho inseriti.
          Cosa c’entra quindi la “pubblicità” non ho ben capito. Questo vuole essere un articolo di tutt’altra natura. suggerimenti per chi, non conoscendo la città, vuole una classifica (secondo certo il mio gusto ma anche quello di molti locali visto che a Venezia ci abito da circa 20 anni e con amici a volte vado a bacari) sui migliori bacari Veneziani. Questo viene chiesto dai lettori e questo ho fatto.
          Io rispetto anche fin troppo il lavoro degli altri, Pietro, ed è proprio per questo che non scrivo cose diverse da quello che vedo e provo. Io agli ostinati ci sono stata, ho parlato con uno dei proprietari ed ho assaggiato ombra e cicheti e ribadisco il concetto che non c’era quasi nulla sul piccolo bancone (si o no 4/5 cicheti) quindi credo di non essermi solo fermata alla copertina, ma di aver visto anche la fine del libro. se devo scrivere articoli prendendo spunto da siti dei locali o il loro Facebook, risparmierei molti soldi, strada e tempo, ma non sarei credibile, non pensa?
  8. Grazie di cuore per questa guida PREZIOSA!!!Ne faro buon uso!!! Già pregusto una capatina a “I Rusteghi”. Vorrei segnalare anche: El Chioschetto, dorsoduro 1406…per me il top, con vista sul mulino stucky e spritz da non perder…ed in più, servono ” Il Cancaro” .
  9. grazie infinite per i complimenti, Andrea. Abbiamo notato l’errore dovuto a distrazione ed abbiamo cercato di correggere, ma abbiamo avuto problemi tecnici che speriamo di risolvere a breve.
  10. Grazie Roberta per I complimenti e confermo che I Rusteghi e’ una garanzia per l’alta qualita’ dei prodotti. Grazie anche per la segnalazione, ma il chioschetto che conosco e spesso vado, ed ha decisamente una vista spettacolare sul canale Della Giudecca, non ha cicheti Ma panini, piadine etc… e’ considerato piu’ in bar che un bacaro.
  11. Colgo l’occasione per invitarvi a visitare la pagina facebook OstiNati per vedere la vasta scelta di cicchetti e piatti preparati ogni giorno oltre a quelli preparati al momento. Ringrazio e faccio i complimenti per l’iniziativa!
    • Grazie Pietro. Io scrivo quello che vedo e la varieta’ dei cicheti confermo che era molto scarsa (anche se fidandomi di quanto mi ha detto uno dei gestori, che li preparava al momento e su richiesta, io ho scritto scarsa, non scarsissima), non posso scrivere cose che non vedo, scusi. La varietà dei vini, invece è molto varia.
    • Ovviamente da mai, Lisa, che domande?!? :)
      Ci siamo accorti immediatamente del”errore ma per problemi tecnici non siamo riusciti a correggere immediatamente. Abbiamo provveduto appena e’ stato possibile. Complimenti per l’attenzione data all’articolo, merita uno spritz! Mi contatti in privato : sildipi7@libero.it
  12. io non sono mai stato tipo da classifiche.per esperienza credo che ci siano di mezzo troppi fattori per poter stilare una classifica vera e fedele.per quanto riguarda la cantina do spade,ci lavorai qualche tempo fa e fa sorridere il fatto che venga segnalata tra le specialità le sarde in saor(compresa ricetta!).credo sia meglio lasciar perdere,fra aggiunte di tutti i tipi di olii per affogare le sarde e il modo di friggere…viene la pelle d’oca.conosco molti di quei bacari famosi e i loro proprietari:se costa poco mangiare e bere un motivo ci sarà.nessuno regala niente.ultima nota:è triste che i turisti vengano trattati con alimenti che di italiano hanno ben poco,figurarsi di veneziano.
  13. Bellissimo reportage. Siamo stati fortunati di visitare Venezia per 15 anni e non da turisti ma da gente del posto.Noi abitiamo a Verona.Tutto vero quello che avete scritto e fatto vedere.Aggiungerei altri due bacari. Tutti e due si trovano vicino a rialto uno in Ruga Rialto e si chiama “osteria dai Jemei” non ho sbagliato a scrivere propio Jemei si pronuncia naturalmente semei in veneziano gemei in veronese.L’altro è in corte dell’orso oltre che essere un bacaro è anche ristorante e fà musica dal vivo ogni mercoledi sera.Per trovarlo non è cosi semplice. Andate dove c’è Luisa Spagnoli il negozio e sulla vostra destra si trovano dei vicoli o calle e li troverete il bacaro.Dimenticavo di dirvi che a chi piacciono le uova sode,sono gratuite.In maggio dell’ anno scorso. Già che siete li non potete mancare ad uno spettacolo del teatro la Fenice. Vale la pena. Ciao a tutti e buona gita. Walter e Mary
  14. Forse vi siete dimenticati a Cannaregio dell’Osteria Bea Vita aperta dalla 9,30 alle 11’30 un’ ombra costa o,80 centesimi,,, le polpette di carne fatte da mama € 1’50 le sardè in saor che vendiamo a porzione o anche singole e l’eccezionale saltata di cozze e vongole una porzione è un chilo di roba provare per credere venite a trovarci a pranzo e a cena cicchetti vari con baccalà e altro
  15. Il Bacareto da Lele lo frequentavo nel lontano 1981 quando ero iscritto ad Economia e Commercio al Cà Foscari. Era fantastico.
    Due mesi fa ci son ritornato con mio figlio 12enne e ancora una volta sono rimasto stup
    Neil
  16. Complimenti per il bell’articolo!! :)
    Escluderei tra i veri e propri bacari il “Caffè Quadri” (come già da voi già anticipato nell’articolo) e “Lino Fritto”…
    Per il resto diciamo che possiamo concordare abbastanza, anche se per dovere istituzionale, non possiamo sbilanciarci a redigere classifiche!! :D

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