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sabato 1 ottobre 2011


NO AL BAVAGLIO

 

NO ALLE LIMITAZIONI TIRANNICHE DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE E  INRFORMAZIONE 

sabato 2 luglio 2011


LIBERA RETE IN LIBERO STATO
  La notte contro il bavaglio dell'Agcom

 



Il 5 luglio, dalla Domus Talenti di Roma andrà in scena la “Notte della Rete” , una no-stop che coinvolgerà giornalisti, esperti, associazioni, esponenti politici per protestare contro la delibera dell'Autorità garante per le Comunicazioni che, in presenza di violazioni del copyright, prevede l'oscuramento dei siti Internet. ...  .
 



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BLOG SCORZA: AGCOM E IL TELECOMANDO DI STATO
BLOG PAVONE: COPYRIGHT, DALLE PAROLE AI FATTI 
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venerdì 1 luglio 2011


Golpe sul web: fermiamoli



di Guido Scorza



Un'Autorità amministrativa di emanazione politica assumerà il controllo esclusivo di ogni contenuto in Internet. E' un 'codice di guerra' per trasformare la Rete italiana in una grande tv controllata da un pugno di politici e manager. Ed è una prova generale per violentare, sotto i nostri occhi, il principio della separazione dei poteri



(29 giugno 2011)

L'Espresso

 



10 domande per l’AGCOM




 



  


 




 

martedì 13 luglio 2010


L'ONU in difesa della libertà di informazione in Italia

Intercettazioni: Onu, ddl Italia va abolito o rivisto 

 



ANSA. Ginevra 13 luglio 2010.  Il governo italiano deve "abolire o modificare" il progetto di legge sulle intercettazioni perché "se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia". Lo ha detto il relatore speciale dell'Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato.



La Rue si e' detto ''consapevole'' del fatto che il disegno di legge vuole rispondere alle preoccupazioni relative ''alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy''. Ma ha precisato che ''il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla liberta' di espressione''.



Ricordando le manifestazioni contro il progetto di legge del 9 luglio scorso, l'esperto ha quindi raccomandato al governo di non ''adottarlo nella sua forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa, per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione''. E si e' detto pronto ''a fornire assistenza tecnica per garantire'' che il ddl ''rispetti gli standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla liberta' di espressione''. ... continua



 

mercoledì 9 giugno 2010


MESSAGGERO DI MORTE


 



Quando compare Elio Vito, ministro per le relazioni con il Parlamento, si sa con certezza che sta per comunicare l'ennesimo voto di fiducia. Senza bisogno di vaticini o di elucubrazioni. Lui è là, non so se imbarazzato dalla sua funzione di messaggero di morte su incarico del suo governo, anzi del capo del governo. La morte lenta ma inesorabile della funzione legislativa dei nostri rappresentanti, nominati dai partiti certo, ma comunque eletti.

Un paio di minuti fa il ministro Vito ha comunicato che il governo l'ha incaricato di porre il voto di fiducia per il
DDL sulle intercettazioni. Mi sento sola. Quanti cittadini elettori e cittadine elettrici stanno seguendo questa ennesima tragica seduta del Senato della "nostra" Repubblica?




 

martedì 25 maggio 2010


La libertà di informazione
a qualcuno piace così



 



Davvero il "popolo della libertà" e il "popolo della Lega" vogliono questo?

Davvero non sanno di non avere il diritto di imporlo al popolo italiano?

Intendo il POPOLO ITALIANO vero, quello garantito e guidato dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana, una delle migliori Costituzioni democratiche esistenti, forse la migliore.

lunedì 3 maggio 2010


3 Maggio
Giornata Onu per la Libertà d’Informazione



Giornata Unesco per la libertà di stampa nel mondo. I Tg italiani se ne dimenticano

Libertà di informare e di essere informati. La menzogna non è libertà.

Urgono grandi e piccoli atti di ribellione per tenere la testa alta e allontanare la vergogna dell'acquiescenza, dell'indifferenza, della mancanza di dignità. Per esempio:

"La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini"

Valigia Blu


le ronde di controllo del Tg1

Minzobugie, blitz in RAI

Clicca sulla foto


Minzobugie, secondo tempo






 



martedì 2 marzo 2010

La Grande Storia:
DITTATURA


Al posto di Ballarò. Una scelta coerente con la temperie politica di questi giorni e soprattutto con la decisione suprema di sopprimere i programmi d'informaszione della RAI.

 

venerdì 4 settembre 2009

LA LEZIONE


DAL nEW yORK tIMES - 3 SETTEMBRE 2009


"The lesson: No one can mess with Silvio Berlusconi, not even the church." NYT, 3/09/09


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L'ho capito da tempo che nessuno può, IMPUNEMENTE, mettersi a questionare con Berlusconi. Non ho infatti pubblicato le 10 domande di Repubblica, come avrebbe preteso la mia coscienza civile. HO PAURA. Ho paura di B. 1816 e dei suoi avvocati, io povera piccola blogger. Ma non mi arrendo. Lotterò comunque per la libertà di informazione e di opinione, evitando soltanto di  prestare il fianco ad eventuali attacchi del potere imperante.

mercoledì 19 agosto 2009

I valori del Cristianesimo e della morale nel pensiero di Francesco Cossiga


E' lui stesso a esporre il proprio pensiero su Libero di oggi, attribuendolo indirettamente ma chiaramente anche alle gerarchie cattoliche. Già il titolo riassume le idee del vecchio democristiano sul "do ut des" tra lo Stato del Vaticano e la Repubblica Italiana, idee che manifestano lo stravolgimento in senso immorale del triste Articolo 7 della nostra Costituzione, soprattutto nell'attuale regime berlusconista. Come dire: visto che è stata esantata dal pagamento dell'ICI, taccia l'organizzazione cattolica detta Chiesa:


PRIMA DI ATTACCARE BERLUSCONI LA CHIESA PAGHI L'ICI.    PRUDENZA E CARITA' SONO PIU' IMPORTANTI DEI GIUDIZI  di COSSIGA FRANCESCO

martedì 11 agosto 2009

BERLUSCONISMO


L'informazione assoluta di Berlusconi


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(AGI) - Roma, 10 ago. - "Non esiste da nessuna parte un servizio pubblico che critica il governo essendo pagato dai cittatdini e anche il Pd dovrebbe apprezzare un'azienda che non attacca ne' il governo ne' l'opposizione'". Cosi' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una intervista al Gr1, torna sulla questione Rai.  Secondo Berlusconi sulla Rai la pensa cosi' "la maggioranza degli italiani: e' inaccettabile che la televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, sia l'unica tv pubblica ad essere sempre contro il governo".
  Per il premiera anche la sinistra, "che e' stata al governo dovrebbe apprezzare che questo governo dica che la Rai non deve attaccare nessuno, ne' il governo, ne' l'opposizione. La Rai - ha concluso Berlusconi - deve fare cio' che deve fare e cioe' una televisione di servizio pubblico: prima di tutto deve informare, formare (?) e come terzo obiettivo divertire".


Ciò che mi meraviglia è la teorizzazione della NON-LIBERTA' di informazione e di opinione nel giornalismo RAI. Berlusconi non si accontenta di attaccare il giornalismo non del tutto consenziente ma propone, anzi, impone esplicitamente una nuova legge che cancella il dettato dello'art. 21 della Costituzione. Quale sarà il prossimo passo? Il ritorno alle veline vere e proprie?


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"L'Egocrate è ossessionato. Diventa isterico, quando lo si contraddice con qualche fatterello o addirittura con qualche domanda. Se non parli il suo linguaggio di parole elementari e vaghe senza alcun nesso con la realtà; se non alimenti le favole belle e stupefacenti del suo governo; se non chiudi gli occhi dinanzi ai suoi passi da arlecchino sulla scena internazionale; se non ti tappi la bocca quando lo vedi truccare i numeri, il niente della sua politica e addirittura le sue stesse parole, sei "un delinquente", come ha detto di Repubblica qualche giorno fa." (L'ossessione permanente di G. D'Avanzo, La Repubblica, 11 agosto 2009)



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Se questo è un primo ministro...




Michael Wolff


All Broads Lead to Rome
Mired in sex scandals, Italian prime minister Silvio Berlusconi is a national joke. He also has no intention of changing his ways. Will Italy change without him?


Photo Special


All the Prime Minister’s Women
A visual guide to Berlusconi’s female companions, set to key passages from his public apology to his wife in 2007.


VANITY FAIR


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Tardo pomeriggio:


E ALLA FINE IL PREMIER RIDICOLIZZO' REPUBBLICA  di FARINA RENATO (detto 'betulla'), Libero, 11 agosto 2009. (Per non farci mancare la visione e l'interpretazione delle cose secondo l'ortodossia berlusconista.)


lunedì 13 luglio 2009

PARRESIA [ παρρησία ] E TREGUE



Ed anche quelle donne odio, che caste
   sono a parole
, e di soppiatto indulgono
   a tristi audacie.
O veneranda Cípride,
   e come gli occhi alzar nel viso possono
   al loro sposo? E il buio non paventano,
   complice loro, e della casa i tetti,
   che levino la voce? - Ecco che cosa,
   amiche mie, mi spinge a morte. Oh, ch'io
   mai non sia còlta a svergognar lo sposo,
   né del mio grembo i figli
. Oh, ch'essi vivano
   liberi, e franca alzar la voce (parresia) possano,
   grazie al buon nome della madre, nella
   celebre Atene: poiché servo è un uomo,
   anche d'ardito cuor, se coscïenza
   ha d'un materno, d'un paterno fallo.
   Sola una cosa ha pregio, a quanto dicono,
   non minor della vita: aver bontà
   e giustizia nel cuore
. Al punto giusto
   scopre il tempo i malvagi, ed uno specchio,
   come ad una fanciulla, a loro innanzi
   pone. Deh, ch'io non sia del loro numero!
Euripide, Ippolito, 419-430 (Fedra)


'Parresia' è parola poco usata, introvabile nei dizionari della lingua italiana di cui dispongo, il cui significato è spiegato nel dizionario greco-italiano di Franco Montanari (Loescher): 'libertà di parola, il parlare liberamente, franchezza'. La parresia è attestata per la prima volta in Euripide (V secolo a. C.), nel discorso che Fedra rivolge alle donne di Trezene 


L'etmologia chiarisce il senso di questo termine composto: pas (πάς) 'tutto'retòs (ρητός) 'significato alla lettera di un discorso' (Montanari) oppure pas e resis (ρησις) 'discorso' (Nascimbeni) oppure pas e rema (ρημα) 'parola, detto' (Wikipedia). "Dire tutto", insomma. Tanto rara è la voce 'parresia' da non comparire nel Dizionario Etimologico di Cortelazzo e Zolli, quindi meglio abbondare nel riferire le ipotesi etimologiche.


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Lode e gratitudine, allora, a Barbara Spinelli che quest'anno, per ben due volte  in pochi mesi, ha ridato luce alla parresia. La prima volta in un articolo dell'aprile scorso:






Enzo Bianchi fenomeno cristiano
Mentre la Chiesa fatica a comunicare, c'è un cristiano che sa farsi ascoltare da tutti




... Ci sono parole-scintille in Bianchi, che l’accendono: la pólis, il políteuma, l’Ultimo, lo Straniero. E la profezia soprattutto: il parlare, come lui dice, «a nome di Dio». Alla Chiesa non spetta entrare nel mondo con un suo progetto politico, perché altro è il compito: immergersi nella comunità degli uomini, portando con sé - sale gratuito - l’agire di Gesù. E il suo dire: «Voi, invece, non così» (Luca 22,26). L’umanesimo della fratellanza, della solidarietà col povero, non è specialmente cristiano. La differenza cristiana s’esprime nel racconto del Cristo, e nello smuovere pensieri prima della politica: non dettando leggi, ma profetizzando. Il cristiano è vero quando si sente un nuovo venuto in terra, un égaré come dice Pascal, uno smarrito. Il suo essere spaesato, «di questo mondo e non di questo mondo» (1 Corinzi 7,29-31), si nutre di laicità e riconosce autonomia alla storia umana proprio per restare se stesso. Bianchi ha un modo lucente di dirlo. La nuova antropologia, il cristiano la propone «di tempo in tempo, di luogo in luogo»; non dimenticando che: «Si nasce uomini, e cristiani non si nasce ma lo si diventa». Bianchi è uomo solitario nella Chiesa, ma non conflittuale. Un altro vocabolo a lui caro è: parresia. La parresia, fin dalle tragedie di Euripide, è il coraggio di parlare che la pólis democratica suscita. È, letteralmente: libertà di dire tutte-le-parole. Qual è la gerarchia del dicibile? Fin dove spingersi? A voler dire tutte le parole, si rischia di dirne una sola, povera. Parresia non è cedere alla coercizione ma appunto: saper parlare di tempo in tempo, eventualmente tacendo. La Chiesa minoritaria è un’occasione: per la profezia, la parresia. Per imitare i silenzi di Gesù, nel chiasso mondano. ...  Barbara Spinelli ( La Stampa, 3 aprile 2009 )


La seconda volta in un articolo di ieri:


Chi rompe la tregua paga



... Quando ha chiesto una tregua, il 29 giugno, il presidente Napolitano non pensava certo a questo sacrificio della verità. Ma il rischio è grande che i governanti l’intendano in tal modo: usando il Colle, rompendo unilateralmente la tregua come ha subito fatto Berlusconi aggredendo oppositori e giornali. Il conflitto maggioranza-opposizione, le inchieste giornalistiche o della magistratura sul capo del governo, sono automaticamente bollate come poco patriottiche, fedifraghe, addirittura eversive. Questo in nome di uno stato di emergenza trasformato in condizione cronica anziché occasionale, necessitante la sospensione di quel che dalla Grecia antica distingue la democrazia: la parresia, il libero esprimersi, la contestazione del potere e dell’opinione dominante, il domandare dialogico.


Significativa è l’allergia del potente alle domande, non solo quelle di Repubblica ma ogni sorta di quesiti: netto è stato il rifiuto di Berlusconi di permettere domande ai giornalisti, il primo giorno del G8. Sulla scia dell’11 settembre 2001 Bush reclamò simile tregua, che non migliorò la reputazione dell’America ma la devastò. Washington si gettò in una guerra sbagliata, in Iraq, senza che opinione pubblica e giornali muovessero un dito. La recente storia Usa dimostra che la democrazia guadagna ben poco dalle tregue politiche, quando i governi possono tutto e l’equilibrio dei poteri è violato. Il vantaggio delle tregue è la coesione nazionale: falsa tuttavia, se passiva. Lo svantaggio è la libertà immolata. Tanto più grave lo svantaggio, se l’emergenza è un mero vertice internazionale


Ripensare la tregua e le sue condizioni può servire, perché la tendenza è forte, in chi governa, a prolungare emergenze e sospensioni della parresia, rendendole permanenti. Purtroppo la tendenza finisce con l’estendersi all’opposizione, alla stampa, e anche qui vale la descrizione di Clausewitz sul cessate il fuoco: che spesso interviene non perché la tregua sia necessaria, ma perché nell’uomo che rinvia decisioni c’è pavidità. Perché dilaga «l’imperfezione delle conoscenze, delle facoltà di giudizio». Perché, soprattutto, opposizione e giornali non hanno un «chiaro pensiero dello scopo» per cui si oppongono, analizzano, interrogano. Sono le occasioni in cui la tregua non è un patto di verità ma una variante dell’illusionismo e della menzogna. ... Barbara Spinelli ( La Stampa, 12 luglio 2009 )


Altre letture:


MICHEL FOUCAULT A LEZIONE DI GRECO di Umberto Galimberti, La Repubblica, 16 febbraio 1996


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