66 ANNI
HIROSHIMA
*
20 ANNI
«WorldWideWeb»
AHIMSA. Parola sanscrita che ho imparato da Gandhi. Vuol dire "innocenza" e "non violenza","impegno a non nuocere ad alcun essere vivente". AHIMSA. I miei obiettivi sono la ricerca, la conoscenza, la comunicazione e la condivisione di emozioni, idee, informazioni con altre "persone che cercano". L'altro mio blog è CONVIVIUM, il posto del banchetto.
sabato 6 agosto 2011
lunedì 13 giugno 2011
FORZA, ITALIA!
Quorum, ora servono 5 milioni di voti
Alle 22 l'affluenza supera il 41 per cento
Comunque vada, riappropriamoci del nostro grido nazionale, che ci fu sottratto 20 anni fa. Come ci stiamo riappropriando del nostro italianissimo "Va pensiero sull'ali dorate", che la Lega ha tentato e continua a tentare di sottrarci, servendosi dello strumento determinante dell'ignoranza.
Comunque vada, è già un successo, nonostante l'esproprio dei nostri mezzi di comunicazione:
Il quorum al 50% + 1 del 100% degli aventi diritto è tecnicamente ma non realisticamente giusto. A prescindere da queste considerazioni, il risveglio di una buona parte del "popolo sovrano" è finalmente avvenuto.
La mancanza di informazione e, addirittura, la disinformzione non hanno avuto presa su molti di coloro che detengono il diritto e il "dovere" civico di esprimere la propria volontà con il voto. L'astensione è una scelta che democraticamente rispetto ma mi permetto di non condividere. Saranno la maggioranza quei "coloro"?
I quesiti sono assolutamente staccati dagli interessi partitici, anche se i partiti hanno fatto di tutto per appropriarsene. Chi delegherebbe ai partiti la decisione su argomenti come questi del referendum 2011? Come si fa ad astenersi se si pensa ai figli, ai nipoti, ai bisnipoti e così via fino all'ennesima prossima generazione?
Forse non si vincerà. Ma allora qualcuno potrebbe spiegarmi che cosa potrà mai smuovere i non votanti, se l'interesse personale più personale non è riuscito a farlo?
venerdì 10 giugno 2011
L'ecologia umana
è una necessità imperativa
per l'Europa
"Responsabilità dell'uomo per evitare disastri sociali e ambientali"
Così parlò il Pontefice romano. Infine ha parlato. Sembra un sostegno al quesito sul "nucleare", ma anche l'acqua fa parte dell'ecologia umana. Farei osservare al Papa che "l'uomo...non può essere dominato dalla tecnica" , certo, ma nemmeno può essere schiavo del mercato. La privatizzazione coatta della gestione dell'acqua, che non è proprietà ma tecnicamente lo diventa, non porta forse verso questa forma occulta di dipendenza dell'uomo dal potere del mercato rispetto a un elemento fondamentale della vita che di diritto appartiene a tutti? Esseri umani ed esseri viventi, perché senz'acqua non si dà vita sul nostro pianeta.
Le affermazioni del Papa faranno riflettere le sue pecorelle indecise o distratte? Forse è troppo tardi, forse è troppo poco. Ripenso al martellamento sul referendum che riguardava aspetti della Legge 40, per la quale fu sfruttato il tema della tecnica disumanizzante. Non che io sia favorevole a intrusioni e martellamenti delle gerarchie cattoliche, anzi, ma in questa occasione non posso che accettare qualsiasi correttivo ai soprusi e abusi del potere imperante in Italia che ha impedito la corretta informazione dovuta per legge.
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"... I primi sei mesi di quest'anno sono stati caratterizzati da innumerevoli tragedie che hanno riguardato la natura, la tecnica e i popoli. L'entità di tali catastrofi ci interpella. È l'uomo che viene per primo, ed è bene ricordarlo. L'uomo, al quale Dio ha affidato la buona gestione della natura, non può essere dominato dalla tecnica e divenirne il soggetto. Una tale presa di coscienza deve portare gli Stati a riflettere insieme sul futuro a breve termine del pianeta, di fronte alle loro responsabilità verso la nostra vita e le tecnologie. L'ecologia umana è una necessità imperativa. Adottare in ogni circostanza un modo di vivere rispettoso dell'ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie adeguate che salvaguardino il patrimonio del creato e non comportino pericolo per l'uomo devono essere priorità politiche ed economiche. In questo senso, appare necessario rivedere totalmente il nostro approccio alla natura. Essa non è soltanto uno spazio sfruttabile o ludico. È il luogo in cui nasce l'uomo, la sua "casa", in qualche modo. Essa è fondamentale per noi. Il cambiamento di mentalità in questo ambito, anzi gli obblighi che ciò comporta, deve permettere di giungere rapidamente a un'arte di vivere insieme che rispetti l'alleanza tra l'uomo e la natura, senza la quale la famiglia umana rischia di scomparire. Occorre quindi compiere una riflessione seria e proporre soluzioni precise e sostenibili. Tutti i governanti devono impegnarsi a proteggere la natura e ad aiutarla a svolgere il suo ruolo essenziale per la sopravvivenza dell'umanità. Le Nazioni Unite mi sembrano essere il quadro naturale per una tale riflessione, che non dovrà essere offuscata da interessi politici ed economici ciecamente di parte, così da privilegiare la solidarietà rispetto all'interesse particolare.
Occorre inoltre interrogarsi sul giusto posto che deve occupare la tecnica. I prodigi di cui è capace vanno di pari passo con disastri sociali ed ecologici. Estendendo l'aspetto relazionale del lavoro al pianeta, la tecnica imprime alla globalizzazione un ritmo particolarmente accelerato. Ora, il fondamento del dinamismo del progresso corrisponde all'uomo che lavora e non alla tecnica, che non è altro che una creazione umana. Puntare tutto su di essa o credere che sia l'agente esclusivo del progresso o della felicità comporta una reificazione dell'uomo, che sfocia nell'accecamento e nell'infelicità quando quest'ultimo le attribuisce e le delega poteri che essa non ha. Basta constatare i "danni" del progresso e i pericoli che una tecnica onnipotente e in ultimo non controllata fa correre all'umanità. La tecnica che domina l'uomo lo priva della sua umanità. L'orgoglio che essa genera ha fatto sorgere nelle nostre società un economismo intrattabile e un certo edonismo, che determina i comportamenti in modo soggettivo ed egoistico. L'affievolirsi del primato dell'umano comporta uno smarrimento esistenziale e una perdita del senso della vita. Infatti, la visione dell'uomo e delle cose senza riferimento alla trascendenza sradica l'uomo dalla terra e, fondamentalmente, ne impoverisce l'identità stessa. È dunque urgente arrivare a coniugare la tecnica con una forte dimensione etica, poiché la capacità che ha l'uomo di trasformare e, in un certo senso, di creare il mondo per mezzo del suo lavoro, si compie sempre a partire dal primo dono originale delle cose fatto da Dio (Giovanni Paolo II, Centesimus annus n. 37). La tecnica deve aiutare la natura a sbocciare secondo la volontà del Creatore. Lavorando in questo modo, il ricercatore e lo scienziato aderiscono al disegno di Dio, che ha voluto che l'uomo sia il culmine e il gestore della creazione. Le soluzioni basate su questo fondamento proteggeranno la vita dell'uomo e la sua vulnerabilità, come pure i diritti delle generazioni presenti e future. E l'umanità potrà continuare a beneficiare dei progressi che l'uomo, per mezzo della sua intelligenza, riesce a realizzare."
martedì 7 giugno 2011
SUL NUCLEARE
La nostra "fornace nucleare"
«Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell'articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?»
Sì, lo voglio.
Sì, voglio che che quei commi vengano abrogati.
Sì, poiché non voglio centrali nucleari in Italia, voto "sì" perché così chiedo l'abrogazione della legge 26/05/2011 n.75 .
lunedì 14 marzo 2005
Le armi nucleari e NOI
For more than 25 years, NRDC has played a major role in the formation of U.S. nuclear nonproliferation, arms control, energy, and environmental policies. In addition we have established vital precedents in the application of environmental laws to U.S. nuclear and national security programs. Our overarching goal is the reduction, and ultimate elimination, of unacceptable risks to people and the environment from the exploitation of nuclear energy for both military and peaceful purposes.
Ho trovato questa immagine e l'annessa didascalia nel sito del
sito che consiglio di visitare perché contiene molte informazioni sulla situazione del nostro pianeta e, quindi, della nostra sopravvivenza, determinata da una politica che ciascuno di noi potrà giudicare.
La situazione in Europa è illustrata dalla seguente cartina:
I discorsi egoistici hanno meno senso che mai in questioni di questo genere, tuttavia lasciate che 'umanamente' mi senta particolarmente minacciata, e anche offesa, dalla presenza di armi nucleari a Ghedi di Torre e ad Aviano. Ma come? Noi non abbiamo centrali nucleari per la produzione di energia e ci teniamo in casa il nucleare a scopi bellici? A che titolo? In base a quale trattato? Con il permesso di chi? E potremmo liberarcene, se lo volessimo? Datemi pure dell'ignorante, me lo merito. Ma vorrei cominciare a venire fuori da questa 'ignoranza'.
Oltre al sito del NATURAL RESOURCES DEFNSE COUNCIL, mi è capitato di leggere un articolo di Noam Chomsky pubblicato in http://www.zmag.org/Italy/chomsky-terrorenucleareinterno.htm.
Il terrore nucleare all’interno
I laboratori nucleari e il destino del pianeta.
Noam Chomsky
Se degli esseri razionali potessero osservare da Marte questa strana specie, che abita qui sul nostro pianeta, non penso che ci darebbero molte possibilità di sopravvivere per una o due altre generazioni. Infatti è miracoloso che siamo sopravvissuti così a lungo.
Il mondo negli anni recenti è arrivato molto vicino alla distruzione totale per guerra nucleare. Il New Mexico in questo gioca un ruolo importante. C’è una serie di casi, in cui la guerra è stata evitata quasi per miracolo. E la minaccia è in crescita come conseguenza della politica consapevolmente perseguita dall’amministrazione.
Il Segretario USA alla Difesa Donald Rumsfeld capisce perfettamente che questa politica aumenta la minaccia della distruzione. Come è noto, non è un evento ad alta probabilità, ma se un evento a bassa probabilità continua a verificarsi, c’è un’alta probabilità che prima o poi accadrà.
Se si vuole fare una classificazione dei problemi in relazione alla loro importanza, ci sono letteralmente alcuni problemi relativi alla sopravvivenza del genere umano e sono incombenti. La guerra nucleare è un problema legato alla sopravvivenza della specie e i pericoli sono gravi da molto tempo in qua.
Si è arrivati al punto che sui giornali più moderati e rispettabili si possono leggere, scritti da analisti strategici di primo piano, moniti sul fatto che l’attuale atteggiamento americano - la trasformazione dell’apparato militare - aumenta la possibilità di quello che vien chiamato il “giudizio universale” e non in tempi molto lontani. Questo perché determina l’apertura di un ciclo di azione-reazione, sulla base della risposta degli altri. Cosa che ci induce a adottare e a fidarci sempre più di meccanismi di reazione rapida, che hanno un’immensa capacità distruttiva.
La militarizzazione dello spazio potrebbe effettivamente condannare il genere umano. Viene portata avanti con forza. Questo è un problema, sul quale è necessario un maggiore impegno ed è enorme nel New Mexico. Il New Mexico è uno dei centri, dove questa potenziale distruzione del genere umano prende corpo.
C’è un documento, intitolato “Elementi essenziali di deterrenza dopo la guerra fredda”, redatto durante gli anni di Clinton dal Comando Strategico, che è responsabile delle armi nucleari. È uno dei documenti più terrificanti, cha abbia mai letto. La gente non vi ha fatto caso.
Il Comando Strategico si domanda come dovremmo ricostruire il nostro nucleare e le altre forze per la fase successiva alla Guerra Fredda. E le conclusioni sono che dobbiamo affidarci soprattutto alle armi nucleari, perché - diversamente da altre armi di distruzioni di massa, come quelle biologiche o quelle chimiche - gli effetti delle armi nucleari sono immediati, devastanti, travolgenti. Non solo distruttivi, ma terrificanti. Così devono essere il nucleo essenziale di quella, che si chiama deterrenza.
Tutto significa l’opposto di quello che dichiara. Deterrenza significa che il nostro atteggiamento offensivo si dovrebbe fondare essenzialmente sulle armi nucleari, perché sono così distruttive e terrificanti. E inoltre proprio il possesso di una grande quantità di forza nucleare getta un’ombra su ogni conflitto internazionale, come se la gente avesse paura di noi, perché abbiamo questa forza soverchiante.
Dobbiamo come nazione impersonare l’irrazionalità, con forze fuori controllo, così da terrorizzare chiunque, poi possiamo ottenere quello che vogliamo. E inoltre abbiamo ragione di essere terrorizzati, perché proprio davanti a noi avremo queste armi nucleari, che li faranno saltare tutti in aria: infatti, faranno saltare in aria tutti noi, se finiranno fuori controllo.
Se si legge la previsione per il 2020, pubblicata dall’Amministrazione Spaziale, afferma che la nuova frontiera è lo spazio e che dobbiamo ottenere il controllo dello spazio a scopi militari e assicurarci di non avere concorrenti. Vuol dire strumenti di rapida distruzione di massa collocati nello spazio.
Nel 1967 c’è stato un trattato sullo spazio esterno, privo di efficacia, ma che esige la salvaguardia dello spazio per scopi pacifici. Al Comitato per il Disarmo dell’Assemblea Generale dell’ONU ci sono stati tentativi di rafforzarlo. Ma sono stati bloccati unilateralmente dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono i soli a opporsi alla votazione di una risoluzione dell’Assemblea Generale ed è stata bloccata dal 2000. I Cinesi sono gli unici a far pressione per una sua estensione. Di ciò negli Stati Uniti non si dà notizia. Nel 2000 è stato riportato da un solo giornale, un piccolo quotidiano dello Utah.
Suppongo che l’intero pianeta sia coperto - è molto probabile che lo sia - da sofisticati meccanismi di controllo e da un intero sistema di un complesso, letale, distruttivo armamento, in grado di attaccare dallo spazio qualsiasi cosa. Questo vuol dire armi nucleari nello spazio - fonti di energia nucleare nello spazio -, che possono sfuggire al controllo, esplodere e chissà cosa può accadere.
Quando l’amministrazione Bush è entrata in carica, hanno reso la cosa ancora più pericolosa. Sono passati dalla dottrina di Clinton sul controllo dello spazio a quello, che chiamano, possesso dello spazio, che vuol dire - stando alle loro parole - “ingaggio immediato dovunque” o distruzione senza preavviso di ogni regione della Terra.