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lunedì 4 giugno 2007


UBUNTU





 “Ubuntu” è una parola africana del gruppo linguistico nguni, alla quale corrisponde “botho” nelle lingue sotho. L’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu spiega che il significato riguarda “un tratto fondamentale della visione africana del mondo”.



 “Ubuntu è molto difficile da rendere in una lingua occidentale. E’ una parola che riguarda l’intima essenza dell’uomo. Quando vogliamo lodare grandemente qualcuno, diciamo: ‘Yu, u nobuntu’ – ‘il tale ha ubuntu’. Ciò significa che la persona in questione è generosa, accogliente, benevola, sollecita, compassionevole; che condivide quello che ha. E’ come dire: ‘La mia umanità è inestricabilmente collegata, esiste di pari passo con la tua’. Facciamo parte dello stesso fascio di vita.



Noi diciamo: ‘Una persona è tale attraverso altre persone’. Non ci concepiamo nei termini ‘penso dunque sono’, bensì ‘Io sono umano perché appartengo, partecipo, condivido’. Una persona che ha ubuntu è aperta e disponibile verso gli altri, riconosce agli altri il loro valore, non si sente minacciata dal fatto che gli altri siano buoni e bravi, perché ha una giusta stima di sé che le deriva dalla coscienza di appartenere a un insieme più vasto, e quindi si sente sminuita quando gli altri vengono sminuiti o umiliati, quando gli altri vengono torturati, e oppressi, o trattati come se fossero inferiori a ciò che sono.



L’armonia, la benevolenza, la solidarietà sono beni preziosi. E per noi il bene più grande è l’armonia sociale. Tutto quello che mina, che intacca questo bene a cui aspiriamo deve essere evitato come la peste. La rabbia, il risentimento, la sete di vendetta, la competizione aggressiva per il successo corrodono questo bene. Perdonare non significa soltanto essere altruisti, è il modo migliore di agire nel proprio interesse: tutto ciò che rende gli altri meno umani rende meno umani anche noi. Perdonare rende le persone più flessibili, più capaci di sopravvivere mantenendo la propria umanità malgrado tutti gli sforzi per disumanizzarle.” [da Desmond Tutu, Non c’è futuro senza perdono, Feltrinelli, pag. 32]

 



Il significato di Ubuntu… | Generazione Web





 





Desmond Tutu, premio Nobel per la pace nel 1984, ha guidato la Commissione per la verità e la riconciliazione, che fu istituita da Mandela per superare il passaggio dall’apartheid alla democrazia con spirito di trasparenza e conciliazione, senza ingiuste rimozioni, ma con lo sguardo alla costruzione di un futuro pacificato.



Ubuntu Linux



Ubuntu è il nome dato a un sistema operativo basato su GNU/Linux libero e gratuito appunto per indicarne il carattere cooperativo: Ubuntu prende il nome da un'antica parola africana che significa umanità agli altri, oppure io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti. La distribuzione Ubuntu migra lo spirito di Ubuntu nel mondo del software. >>> UBUNTU - IT <<<



Aggiornamento del 5 giugno 2007 - 9:00



Gli Anglicani 'ossessionati' dalla questione gay


 


 


  L'arcivescovo Desmond Tutu ha invitato la chiesa Anglicana d'Africa a superare la sua "ossessione" sulla questione dei preti gay e dei matrimoni omosessuali.


Ha detto che bisognerebbe spendere tempo su argomenti più pressanti nella regione.  Parlando al BBC World Service, il vescovo sudafricano ha detto che lo Zimbabwe, l'HIV/Aids e la crisi nel Darfur non stanno avendo sufficiente attenzione. Alla chiesa Anglicana dello Zimbabwe è anche mancato il coraggio di fronteggiare il regime del presidente Robert Mugabe, ha detto. coninua nel sito della BBCNews, 26 maggio 2007: >>> QUI <<<



Un episodio che mette in luce le priorità di Desmond Tutu  e la sua coerenza nell'attività pastorale evidentemente rivolta all'umanità sofferente e discriminata.



Che cosa fa, invece, Letizia Moratti, sindaco di Milano e molto Cattolica? Quali sono le sue priorità? Quali sono i suoi valori umani, civili e morali? Combatte anche lei le discriminazioni tra cittadini/e o le favorisce? Leggete qui.



  Cinefestival gay a Milano: il sindaco ritira il patrocinio e i finanziamenti alla rassegna



Il clima politico del Family day si diffonde nel tempo e nello spazio fino a tracimare nella laica, democratica, riformista Milano. Il sindaco Moratti, dopo aver guidato masse arrabbiate nelle strade della città a tutela dell’ordine pubblico, ha deciso di togliere il patrocinio, sempre concesso da tutte le amministrazioni precedenti comprese quelle di destra, al Festival del cinema Gay, un’iniziativa culturale che si è affermata è consolidata nel corso degli anni. La signora Moratti ha preso la decisione da sola e, come se fosse una novella Margaret Thatcher in salsa meneghina, si è dimenticata di discuterla in giunta e tra i suoi assessori non tutti sono d’accordo con questo gesto che rompe una lunga tradizione di rispetto e di confronto in città. L’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi adesso vuole chiedere che la sua delibera comunale per dare il patrocinio al festival internazionale del cinema gaylesbico di Milano sia messo all'ordine del giorno della prossima seduta della Giunta. continua su L'Unità, 4 giugno 2007 >>> QUI <<<