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giovedì 2 ottobre 2014

Settimana della Terra 2014



LETTERA AI PRESIDENTI DEI PARLAMENTI EUROPEI
di Luigi Di Maio

 


Ogni giorno nel nostro paese consumiamo grandi quantità di energia acquistandola all'estero, siamo, ormai, un paese dipendente energeticamente da altre nazioni. E' di ieri la notizia che ci sarà un nuovo rincaro delle tariffe di gas ed energia elettrica. Siamo un paese da ricostruire e per farlo dobbiamo sfruttare le nostre risorse. 

Dal 12 al 19 ottobre in Italia ci sarà la settimana della terra 

È un viaggio alla scoperta delle potenzialità del nostro paese. Ho scritto una lettera ai Presidenti dei Parlamenti Europei per invitarli a partecipare agli eventi ed a scoprire le potenzialità in termini di energia pulita che l'Italia possiede. Il futuro energetico del nostro paese parte da qui.

Gentili Presidenti dei Parlamenti Europei,

vi scrivo per invitare tutti i membri degli organi che rappresentate, a fare un viaggio nell'Italia del futuro, un Paese ricco e sviluppato che ancora in troppi non riescono o non vogliono scrutare all'orizzonte.
 

Purtroppo la situazione attuale è molto preoccupante. Rispetto allo scorso anno in Italia sono fallite il 14,3% in più di aziende, secondo l’Istat attualmente nel nostro Paese ci sono dieci milioni di poveri, di cui tre sono bambini o adolescenti. Tra il 2008 e il 2012 abbiamo perso 555.000 artigiani - che con le loro arti hanno fatto grande l’Italia nei secoli - e solo negli ultimi tre anni sono emigrati 325.000 miei connazionali.
 

Se oggi sono in Parlamento è perché credo che si possa cambiare questa drammatica condizione e anche velocemente. Basta fare le scelte politiche giuste, così che tanti miei coetanei che si sono formati nelle nostre scuole ed università e che oggi stanno contribuendo alla sviluppo di altri Paesi, potranno tornare in patria e fare crescere il nostro tessuto sociale ed economico.
 

I cittadini italiani stanno chiedendo ai loro rappresentanti iniziative che creino nuovi posti di lavoro e welfare in Italia. Lo Stato italiano potrebbe dare subito una risposta concreta a questo fabbisogno, partendo proprio dalle criticità che sta vivendo la nostra penisola nel campo dell’approvvigionamento energetico, del dissesto idrogeologico, delle condizioni dei beni culturali, della tutela della salute e delle risorse paesaggistiche. Voci che troppo spesso non figurano tra gli investimenti del nostro Paese.
 

Se oggi vi scrivo questa lettera è per mostrarvi dal vivo le occasioni che l’Italia ha per ripartire e ed essere di nuovo leader in Europa: la Federazione italiana scienze della Terra ha organizzato “La settimana del Pianeta Terra”: 152 eventi che interesseranno 113 località sparse sull'intero territorio italiano in programma dal 12 al 19 ottobre. Un viaggio, accompagnati da esperti, attraverso beni culturali, risorse naturali, culinarie, paesaggistiche ed energetiche. In una settimana sarà possibile guardare con i propri occhi l’unica vera chanche che resta all’Italia per uscire dalla crisi, mettendo da parte per sempre gli investimenti anacronistici che stanno impantanando il nostro Paese.
 

Una maggiore consapevolezza del potenziale inespresso di questa terra da parte dei vostri parlamenti, sono convinto attrarrà nuovi investimenti e maggiore flussi turistici verso l’Italia. Tutti ormai convengono che investendo in politiche per ambiente, energie alternative, educazione alimentare e riduzione dei rischi naturali, si può migliorare la qualità della vita e della sicurezza della nostra popolazione. 

Io sono nato e cresciuto alle falde del Vesuvio ed è per questo che sono consapevole delle potenzialità geotermiche che un Vulcano può custodire, ma che più in generale le risorse naturali possiedono. Il Vesuvio,appunto, è uno dei luoghi interessati dalla "Settimana della Terra" e sono certo che la sua fama e a voi conosciuta; la sua eruzione del 79.d.c sommerse l'antica città romana di Pompei, oggi bene culturale tra i più conosciuti al mondo.
 

Quanti di voi sanno che le risorse geotermiche inutilizzate, presenti nell’80% del sottosuolo italiano, potrebbero soddisfare gran parte della nostra domanda di energia? Quanti sanno che l’Italia possiede il maggior potenziale di energie rinnovabili d’Europa? O che possediamo il più alto numero di siti tutelati dall'Unesco nel mondo? Oppure che dobbiamo ancora mettere in sicurezza dal rischio idrogeologico l’80% del territorio? Grandi occasioni di investimento per creare nuovo lavoro, soprattutto rilanciando la ricerca scientifica. Una enorme occasione finora non sfruttata ne valorizzata e spesso, addirittura, sconosciuta. Ma bastano le persone giuste nei ruoli di Governo e ci sarà un nuovo Rinascimento.
 

Gentili Presidenti, dal 12 al 19 ottobre sarà possibile visitare l’Italia del futuro, vogliate far pervenire questo invito ai membri dei vostri parlamenti. Per maggiori informazioni in merito alla “Settimana della Terra” vi invito a visitare il sito internet www.settimanaterra.org
Cordiali Saluti,
 

Luigi Di Maio.
Vice Presidente Camera dei Deputati

venerdì 23 maggio 2014

Il Dilemma Elettorale

Lo smarrimento pre-elettorale di un cittadino

di Angelo d’Orsi, Micromega,  21 maggio 2014

 

mi specchio in questa per me "dolente" analisi

mi specchio nei dubbi e nelle speranze di Angelo D'Orsi 

e nello specchio vedo i miei dilemmi, le mie angosce, le mie speranze "deboli"

 

"Mai come questa volta, avvicinandosi la scadenza del voto, mi sento smarrito."...

In verità, mi pare che la “post-democrazia” stia facendo il suo corso, e abbia contaminato anche le forze che si richiamano ai valori e princìpi della sinistra. A cominciare dalla Lista Tsipras, così detta per brevità, che, nelle sue modalità ha realizzato il medesimo vilipendio della democrazia che giustamente i suoi promotori e credo tutti gli aderenti rimproverano agli attuali potenti d’Italia (e non solo): come si può fare la battaglia contro le liste bloccate quando si concede a un pugno di individui, per quanto rispettabili e degni di essere ascoltati, di decidere chi sarà candidato? ...

...  Eppure, al suo sorgere, ho firmato l’Appello per la Lista, anche se già il vedere nelle sue bandiere il nome del leader greco, mi infastidiva; la personalizzazione della lista, era, di nuovo, un dato poco in linea con le idee di chi vuole opporsi alla “deriva” personalistica, neoleaderistica, populistica del sistema. Ma, si sa, la politica è (anche) l’arte del possibile. E ci si accontenta. E dunque mentre confermo che voterò la Lista “L’altra Europa con Tsipras”, mantengo tutte le riserve di metodo e di merito. ...

... La voterò, comunque, la lista. Non so se raggiungerà il 4%, e me lo auguro, per vedere nel Parlamento d’Europa qualche volto diverso e sentire qualche voce nuova, persone capaci di esprimere un dissenso netto, anche se sarà sempre minoritario, rispetto alle sciagurate politiche degli uni (PPE) e degli altri (PSE), tra i quali del resto le differenze non appaiono rilevanti. ...

mercoledì 16 novembre 2011


IL GIURAMENTO

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Sono emozionata e piena di speranze.

Ed è già un grande sollievo sapere che non ci sono spergiuri tra i ministri del governo Monti. 



 


 

sabato 12 novembre 2011


Viva l'Italia!

LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

 
 



  


Viva la Democrazia!

Viva la Costituzione!

Viva la Liberazione e la Dignità!

Viva il nuovo Risorgimento Italiano!

21:42


La LIBERAZIONE alle 21:42 del 12 Novembre 2011. Possiamo finalmente dedicarci alla rinascita e alla ricostruzione per un nuovo RISORGIMENTO.



La speranza, finalmente, può dare forza a progetti lungimiranti e sostenere la volontà di ricostruire, ma non deve offuscare il senso della nostra realtà nazionale, dissestata da lunghi infiniti anni di distruzione politica e morale.

Ricostruire, ricostruire, ricostruire.

venerdì 29 luglio 2011


29/7/2011

 


 



Un libro che tutti dovrebbero leggere, un'antologia di testi leghisti per capire e, se proprio si vuole, dare un consenso informato a questo partito perché si impadronisca di tutto ciò che vuole in Italia, si prenda il lusso di cambiarne i valori di civiltà registrati in quella che viene considerata la migliore o una delle migliori Carte Costituzionali del mondo. Avete capito, care concittadini e cari concittadini, l'ultima trovata dei leghisti? Siete d'accordo. Continuate a credere che sia solo "folklore" dell'uomo dal medio protrattile? Ho letto e copiato-incollato un articolo esemplare per chiarezza sulla situazione presente dell'Italia e a futura memoria della Storia, la disciplina che si studia a scuola e che impiega un tempo incomparabile con la brevità delle singole vite umane per analizzare, valutare, giudicare i fatti.
 



*

da La Stampa di venerdì 29 luglio 2011



 da La Stampa di venerdì 29 luglio 2011Il sistema istituzionale liquefatto
di Gian Enrico Rusconi

 



Come si permette Umberto Bossi di rispondere al Presidente della Repubblica di rassegnarsi al fatto compiuto del «decentramento» di alcuni ministeri a Monza? «I ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là, siamo convinti che il decentramento non sia solo una possibilità, ma una opportunità per il Paese». Questa non è affatto una risposta alla qualità dei rilievi che il Presidente della Repubblica ha rivolto si noti - al presidente del Consiglio, che si è ben guardato dal rispondere.

A parte la scorrettezza istituzionale e la sceneggiata di Monza, siamo davanti ad
un gesto di irrisione istituzionale che umilia i cittadini e ridimensiona di fatto lo stesso Berlusconi. A quando il trasferimento (pardon, il decentramento amministrativo) di Palazzo Chigi ad Arcore?

Non mi pare che la classe politica nel suo insieme - alle prese con il fango della corruzione - si sia resa conto della gravità di quella che
l’opposizione si è limitata a chiamare «farsa». In realtà rischia di essere una trappola istituzionale dalle conseguenze imprevedibili. Eppure il presidente del Senato Schifani, con aria finta ingenua, in tv ha parlato di decentramento amministrativo di sedi ministeriali per essere più vicine ai cittadini.

Ma non mi risulta che il Senato, da lui onorevolmente presieduto, abbia mai espresso un parere in proposito! Conta solo il senatùr Bossi?


E’ in atto una subdola liquefazione del sistema istituzionale, che viene interamente subordinato alla logica di potere delle parti politiche che lo gestiscono. Anzi alle persone che lo governano.

Non è chiaro se Berlusconi sia complice di quanto sta accadendo. Sembra aver perso lucidità, ossessionato di non rompere con «l’amico» Bossi o di stare in guardia contro l’ «ex amico» Tremonti che è spuntato, sia pure con l’aria un po’ spaventata, nella foto di famiglia di Monza.

Oppure Berlusconi sta lucidamente facendo lo sporco gioco di logorare con l’appoggio della Lega quello che considera il suo «vero nemico», Giorgio Napolitano?

Nessuno lo sa esattamente, perché la politica italiana sta andando alla deriva, con un solo risultato - il disfacimento del sistema istituzionale esistente. La trappola farsesca di Monza, la risposta irrispettosa al Presidente della Repubblica, l’ambiguità di Berlusconi, tollerata dai suoi sostenitori nella speranza di trarne vantaggio personale, l’impotenza dei cittadini, «indignati» o meno - sono
tutti passi che portano al disfacimento istituzionale.

Molto opportunamente il Quirinale ha reso noto nella sua integrità il testo della lettera indirizzata al presidente del Consiglio «sul tema del decentramento delle sedi dei ministeri sul territorio». Con chiarezza in esso parla di «sedi o strutture operative, e non già di semplice rappresentanza, che dovrebbero più correttamente trovare collocazione normativa in un atto avente tale rango, da sottoporre alla registrazione della Corte dei Conti per i non irrilevanti profili finanziari, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale». E’ un discorso troppo difficile per i leghisti oppure il loro «non capire» è il segnale di quanto sia profonda ormai l’insensibilità istituzionale?

In questa congiuntura il Quirinale è diventato di fatto il baluardo delle istituzioni - al di là del suo ruolo costituzionale. O meglio, questo ruolo diventa sempre più politico nel senso forte e autentico di mostrare competenza e volontà nel dire sì o no - in modo sempre argomentato - alle decisioni che arrivano sulla scrivania del Presidente (o alla sua conoscenza). Non è che Napolitano si sia messo a «fare politica» - come dicono non solo gli esponenti di destra, ma anche alcuni commentatori che si pretendono super partes.
Il Presidente difende le istituzioni della Repubblica, che possono essere modificate e riformate secondo le regole previste e condivise (come non si stanca di ripetere), non con i sotterfugi e con i trucchi cui oggi noi assistiamo - impotenti.
 

domenica 24 luglio 2011

lunedì 4 luglio 2011


4 LUGLIO

1776 - 2011

Auguri, Stati Uniti d'America!

 



"La ricorrenza della Festa nazionale mi offre la gradita occasione per formulare, a nome del popolo italiano e mio personale, i più sinceri auguri di prosperità per il popolo americano. La lunga amicizia tra Stati Uniti e Italia ha profonde radici politiche, economiche e culturali. Il dialogo tra i nostri paesi è alimentato continuamente dai rapporti fra le nostre società civili. E' impossibile dimenticare il ruolo originale della presenza italiana negli Stati Uniti fin dalla nascita della Nazione. Il 150mo anniversario dell'Unità nazionale italiana ci ha consentito di riflettere su quanto i nostri paesi guardino insieme al futuro ispirandosi ai valori fondamentali della democrazia, della pace, della libertà e dell'affermazione dei diritti umani. Restando fedeli a questi ideali, sono certo che Stati Uniti e Italia opereranno anche in futuro fianco a fianco nell'Alleanza atlantica e in tutti i fori multilaterali. In questo spirito, formulo voti di benessere per la sua persona e per il popolo americano". Giorgio Napolitano

Roma, 4 lug - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio al Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, in occasione dell"Indipendence Day.
 La Repubblica, 4 luglio 2011



 

 

venerdì 17 giugno 2011


TODO CAMBIA
CAMBIA TUTTO CAMBIA


tuttiinpiedi

 “Signori, entra il lavoro.
Tutti in piedi”

110

Buon compleanno, FIOM!

Grazie a tutti, amiche e amici, là, a Bologna, intorno a quel palco e su quel palco.


venerdì 10 giugno 2011

 


 

L'ecologia umana
è una necessità imperativa
per l'Europa 



 


 




"Responsabilità dell'uomo per evitare disastri sociali e ambientali"

 



  Così parlò il Pontefice romano. Infine ha parlato. Sembra un sostegno al quesito sul "nucleare", ma anche l'acqua fa parte dell'ecologia umana. Farei osservare al Papa che "l'uomo...non può essere dominato dalla tecnica" , certo, ma nemmeno può essere schiavo del mercato. La privatizzazione coatta della gestione dell'acqua, che non è proprietà ma tecnicamente lo diventa, non porta forse verso questa forma occulta di dipendenza dell'uomo dal potere del mercato rispetto a un elemento fondamentale della vita che di diritto appartiene a tutti? Esseri umani ed esseri viventi, perché senz'acqua non si dà vita sul nostro pianeta.

Le affermazioni del Papa faranno riflettere le sue pecorelle indecise o distratte? Forse è troppo tardi, forse è troppo poco. Ripenso al martellamento sul referendum che riguardava aspetti della Legge 40, per la quale fu sfruttato il tema della tecnica disumanizzante. Non che io sia favorevole a intrusioni e martellamenti delle gerarchie cattoliche, anzi, ma in questa occasione non posso che accettare qualsiasi correttivo ai soprusi e abusi del potere imperante in Italia che ha impedito la corretta informazione dovuta per legge.

 



*



"... I primi sei mesi di quest'anno sono stati caratterizzati da innumerevoli tragedie che hanno riguardato la natura, la tecnica e i popoli. L'entità di tali catastrofi ci interpella. È l'uomo che viene per primo, ed è bene ricordarlo. L'uomo, al quale Dio ha affidato la buona gestione della natura, non può essere dominato dalla tecnica e divenirne il soggetto. Una tale presa di coscienza deve portare gli Stati a riflettere insieme sul futuro a breve termine del pianeta, di fronte alle loro responsabilità verso la nostra vita e le tecnologie. L'ecologia umana è una necessità imperativa. Adottare in ogni circostanza un modo di vivere rispettoso dell'ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie adeguate che salvaguardino il patrimonio del creato e non comportino pericolo per l'uomo devono essere priorità politiche ed economiche. In questo senso, appare necessario rivedere totalmente il nostro approccio alla natura. Essa non è soltanto uno spazio sfruttabile o ludico. È il luogo in cui nasce l'uomo, la sua "casa", in qualche modo. Essa è fondamentale per noi. Il cambiamento di mentalità in questo ambito, anzi gli obblighi che ciò comporta, deve permettere di giungere rapidamente a un'arte di vivere insieme che rispetti l'alleanza tra l'uomo e la natura, senza la quale la famiglia umana rischia di scomparire. Occorre quindi compiere una riflessione seria e proporre soluzioni precise e sostenibili. Tutti i governanti devono impegnarsi a proteggere la natura e ad aiutarla a svolgere il suo ruolo essenziale per la sopravvivenza dell'umanità. Le Nazioni Unite mi sembrano essere il quadro naturale per una tale riflessione, che non dovrà essere offuscata da interessi politici ed economici ciecamente di parte, così da privilegiare la solidarietà rispetto all'interesse particolare.
 



Occorre inoltre interrogarsi sul giusto posto che deve occupare la tecnica. I prodigi di cui è capace vanno di pari passo con disastri sociali ed ecologici. Estendendo l'aspetto relazionale del lavoro al pianeta, la tecnica imprime alla globalizzazione un ritmo particolarmente accelerato. Ora, il fondamento del dinamismo del progresso corrisponde all'uomo che lavora e non alla tecnica, che non è altro che una creazione umana. Puntare tutto su di essa o credere che sia l'agente esclusivo del progresso o della felicità comporta una reificazione dell'uomo, che sfocia nell'accecamento e nell'infelicità quando quest'ultimo le attribuisce e le delega poteri che essa non ha. Basta constatare i "danni" del progresso e i pericoli che una tecnica onnipotente e in ultimo non controllata fa correre all'umanità. La tecnica che domina l'uomo lo priva della sua umanità. L'orgoglio che essa genera ha fatto sorgere nelle nostre società un economismo intrattabile e un certo edonismo, che determina i comportamenti in modo soggettivo ed egoistico. L'affievolirsi del primato dell'umano comporta uno smarrimento esistenziale e una perdita del senso della vita. Infatti, la visione dell'uomo e delle cose senza riferimento alla trascendenza sradica l'uomo dalla terra e, fondamentalmente, ne impoverisce l'identità stessa. È dunque urgente arrivare a coniugare la tecnica con una forte dimensione etica, poiché la capacità che ha l'uomo di trasformare e, in un certo senso, di creare il mondo per mezzo del suo lavoro, si compie sempre a partire dal primo dono originale delle cose fatto da Dio (Giovanni Paolo II, Centesimus annus n. 37). La tecnica deve aiutare la natura a sbocciare secondo la volontà del Creatore. Lavorando in questo modo, il ricercatore e lo scienziato aderiscono al disegno di Dio, che ha voluto che l'uomo sia il culmine e il gestore della creazione. Le soluzioni basate su questo fondamento proteggeranno la vita dell'uomo e la sua vulnerabilità, come pure i diritti delle generazioni presenti e future. E l'umanità potrà continuare a beneficiare dei progressi che l'uomo, per mezzo della sua intelligenza, riesce a realizzare."
 



 



 


 

giovedì 2 giugno 2011


FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

2 GIUGNO 1946 - 2 GIUGNO 2011

 

*


Il 2 giugno 1946 un nuovo inizio di Libertà e Giustizia 

Il 2 giugno 1946 il primo "voto politico" delle donne italiane sul
Referendum Monarchia-Repubblica e Costituente

Il 2 giugno 2011 sia festa per un nuovo Risorgimento

lunedì 2 maggio 2011

domenica 1 maggio 2011


PRIMO MAGGIO 2011

Festa del Lavoro e dei Lavoratori

Lavoro, Sovranità Popolare, Pace



 Art. 1.



L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.



La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. 



 



Art. 11.



L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. 




 
 

lunedì 25 aprile 2011

    


 RESISTENZA E 25 Aprile 2011
 RESISTENZA E LIBERAZIONE DELL' ITALIA

DAL NAZI-FASCISMO

Risorgere 
 

«Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini». Piero Calamandrei
 
 Piero Calamandrei


  


Dal Risorgimento alla Resistenza, dalla Liberazione a Oggi
una storia lunga 150 anni


Celebriamo la memoria del nostro percorso nazionale e i valori della civiltà, della democrazia, della giustizia, della libertà che sono stati affermati con uno sforzo immane.  

Valori che sono stati conquistati con l'impegno nella lotta per liberarsi da due dittature mostruose.

Lotta sostenuta dalla volontà di  ricostruire la nostra patria schiacciata da orribili macerie morali e materiali. "La lotta partigiana in Italia fu caratterizzata dall’ impegno unitario di tutto il fronte delle opposizioni che il fascismo con la violenza e la persecuzione aveva tentato di stroncare con ogni mezzo. Cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici, trovarono intesa ideale e organizzativa sotto il comune obiettivo della democrazia e della libertà. È in quella scelta che si trovano le radici dell’Italia repubblicana. È grazie a quella scelta, infatti, che venne a costituirsi il Comitato di Liberazione nazionale che dopo la cacciata dei nazisti e del fascisti fu la culla per il primo parlamento democratico e la fucina feconda della nostra Costituzione. " ( ANPI )

Fede nella pace e nella solidarietà di uno Stato repubblicano basato su 12 Principi Fondamentali, garanzia di una democrazia liberale abitata da cittadini eguali davanti alla legge, con l'obiettivo del "pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." ." (Art. 3)



 

lunedì 18 aprile 2011


La lettera del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, 
al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti  



Patriae Amor

 



"Il prossimo 9 maggio si celebrerà al Quirinale il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice. Quest'anno, il nostro omaggio sarà reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane. Tra loro, si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche. Le sarò perciò grato se - a mio nome - vorrà invitare alla cerimonia i famigliari dei magistrati uccisi e, assieme, i presidenti e i procuratori generali delle Corti di Appello di Genova, Milano, Salerno e Roma, vertici distrettuali degli uffici presso i quali prestavano la loro opera
 



Emilio Alessandrini
Mario Amato
Fedele Calvosa
Francesco Coco
Guido Galli
Nicola Giacumbi
Girolamo Minervini
Vittorio Occorsio
Riccardo Palma
Girolamo Tartaglione




La scelta che oggi annunciamo per il prossimo Giorno della Memoria costituisce anche una risposta all'ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta "Associazione dalla parte della democrazia", per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non. Essa indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull' amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti".



18 aprile 2011

*



Leggo questa lettera come baluardo dello Stato in difesa del popolo italiano, in memoria delle vittime dei terroristi, per la giustizia e la dignità del vivere civile nella nostra patria.
 

mercoledì 13 aprile 2011


Carceri e tortura
due parole risuonate ieri a Montecitorio
 

Beccafumi Domenico_Benevolentia_Siena_Palazzo pubblico_Sala del Concistoro

Benevolentia

Scena 
Seduta n. 462 Martedì 12  

Personaggi




  • Deputato Furio Colombo


  • Deputata Rita Bernardini


  • Ministro della Giustizia Angelo Alfano



 



 



FURIO COLOMBO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori soltanto per far notare che, durante l'intera e appassionata perorazione dell'onorevole Bernardini, il Ministro della giustizia ha fatto una lunga telefonata e molte conversazioni. Mi sembrava giusto farlo notare.(Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). [pag. 86]
 

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bernardini. Ne ha facoltà.



RITA BERNARDINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche al Ministro della giustizia Angelino Alfano. Nel titolo di questa proposta di legge, che in tanti abbiamo ricordato in questa Aula, c'è scritto che essa viene emanata anche in attuazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Sapete tutti che questo provvedimento rafforza quanto previsto nella cosiddetta legge ex Cirielli, che distingue la posizione di coloro che sono incensurati, per quanto riguarda la prescrizione, da coloro che, invece, hanno commesso in passato alcuni reati.
Noi riteniamo - così come per la ex Cirielli - anche questo provvedimento ingiustificato perché è chiaro che gli incensurati rimarranno tali fino a che sono previsti provvedimenti di questo tipo.
Ma quello che rende veramente insopportabile questa norma - che è una norma ad personam e che non scalfisce minimamente il problema gravissimo della giustizia nel nostro Paese - è che questo Governo in questo momento non ha l'autorevolezza di parlare di giustizia attraverso questi provvedimenti quando tollera, e ha tollerato dall'inizio di questa legislatura, che nelle nostre carceri si attuino comportamenti [ Pag. 83 ] che costringono il detenuto a subire una vera e propria forma o forme di tortura (quel reato che voi non volete introdurre nel nostro ordinamento, e si capisce il perché), e io cercherò di spiegarvelo in questo intervento.
Lo scorso fine settimana, con una delegazione radicale, sono andata a visitare il
carcere Gazzi di Messina. So, signor Ministro, che ci è stato anche lei. Non so se lei abbia visitato due reparti: il primo che si chiama «La sosta», e il secondo che si chiama incredibilmente «Centro clinico». Ebbene, nel reparto «La sosta» si costringono esseri umani a vivere in uno spazio inferiore ai due metri quadrati. Sono costretti, questi esseri umani, ad arrampicarsi perché i letti a castello sono a quattro piani; ad arrampicarsi come scimmie perché non c'è nemmeno la scaletta per arrivare al quarto piano del letto a castello.
In queste condizioni, quindi senza potersi letteralmente muovere e con il degrado di queste cosiddette gabbie, celle (non so come le volete chiamare), questi esseri umani sono costretti a vivere per 21 ore al giorno, perché le ore d'aria sono un'ora e mezza la mattina e un'ora e mezza il pomeriggio.
Allora, cosa sono questi? Trattamenti disumani e degradanti. In più, la follia dell'amministrazione penitenziaria genera dei comportamenti nei confronti dei detenuti che sono assolutamente da pazzi.
Pensate che un detenuto, che si trovava presso il carcere di Catania, è stato trasferito al carcere Gazzi perché vi era un centro clinico. Questo detenuto deve fare ogni settimana una trasfusione di sangue perché è microcitemico. Ebbene, lo sapete dove lo portano ogni settimana? Ripeto che lui stava già a Catania. Lo portano, ogni settimana, da Gazzi, dove è stato trasferito, a Catania, con le scorte, con le macchine della polizia penitenziaria, ammanettato. Lo riportano a Catania per fare la trasfusione!

Signor Ministro, lei non risponde mai alle interrogazioni parlamentari che noi presentiamo su questo argomento. Ma vuole verificare? Si rende conto che l'amministrazione penitenziaria è letteralmente impazzita? Lo vuole comprendere o no, questo? Che cosa fate?
È di domenica scorsa la notizia che i NAS hanno sequestrato un milione e centomila galline perché erano trattate male, [ Pag. 84 ] si trovavano in spazi ristretti e le gabbie erano sporche, come quelle di Messina. Ma i NAS non ci vanno mai nelle carceri italiane? E, se ci vanno, che cosa fanno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)? E i magistrati di sorveglianza, che cosa stanno a fare? Non vedono quello che succede a Messina, a Poggioreale?

Noi tolleriamo, stiamo tollerando e siamo responsabili delle torture di questi esseri umani. Nessun passo avanti è stato fatto.
Ecco perché veramente mi appello a lei, Ministro della giustizia; lei è stato a Gazzi, ma ci è andato nel reparto «La sosta»? Ci è andato al «Centro clinico»? Lo ha visto, al Centro clinico, quel detenuto che è costretto a strisciare per terra perché non gli viene data una carrozzina? Lo ha visto, signor Ministro? Lo so, lei è distratto, ma che ci è andato a fare a Gazzi, a fare questa visita così, senza andare sul luogo per vedere come sono trattati i detenuti?



PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI (ore 17,30)



RITA BERNARDINI  . Signor Ministro, vi è un detenuto costretto a strisciare, a Gazzi, per potersi arrampicarsi su un WC lurido, sporco, perché avete tagliato persino i fondi per pulire le celle, per i detersivi. Questo cittadino, che non ha la carrozzella, deve strisciare in una cella piccola fino ad arrampicarsi sul WC. Non è una vergogna? Che autorevolezza ha uno Stato che si comporta in questo modo con degli essere umani? La giustificazione che ci hanno fornito per la mancanza della carrozzella è la seguente: la carrozzella non entra nella porta della cella del Centro clinico. E, allora, perché lo avete mandato lì? Perché spostate i detenuti senza nessuna ragionevolezza dalle loro regioni, li mandate dalla Campania alla Sicilia, da Brescia a Palermo? Perché fate questo?
Il grido di allarme: «stiamo morendo», mi è arrivato anche dal carcere della sua città, signor Ministro, da Agrigento. Non sono ancora andata a visitarlo; ci vogliamo andare insieme? Certo, sistemeranno qualcosa prima della nostra visita, ma non possono sistemare l'indecenza e l'incuria che dura da anni e per la quale non viene fatto niente. Avete tagliato i fondi Pag. 85persino degli psicologi, esattamente il 30 per cento quest'anno. Il 20 per cento dei detenuti ha problemi di tipo psichiatrico. Avete tagliato tutti i fondi per il lavoro in carcere.



Pag. 86



E, allora, vi dico che se un Governo vuole essere autorevole nel momento in cui propone delle leggi sulla giustizia deve anzitutto rispettare i principi fondamentali, a partire dall'articolo 27 della nostra Costituzione che è stato letto in quest'aula (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Futuro e Libertà per l'Italia).
 



*
12 APRILE 2011





 Camera dei Deputati: i cosiddetti 314  della maggioranza stanno sostenendo a rotta di collo un'ennesima legge ad Berlusconi personam (processo breve o prescrizione abbreviata? importa forse), i parlamentari del Partito Democratico leggono uno a uno gli articoli della Costituzione della Repubblica Italiana. Questione di vita o di morte per mister B., per i suoi ministri, per i suoi parlamentari (314? sì, uno più, uno meno).
All'interno della rappresentazione il racconto di una tragedia, la tragedia delle condizioni umane nelle carceri italiane. [ Citazioni dal resoconto stenografico]
 






    


 

domenica 10 aprile 2011


              Riappropriamoci del Va pensiero 


Comitato per la Bellezza: Riappropriamoci di Va' pensiero
 



RIAPPROPRIAMOCI DI "VA' PENSIERO"
CORO RISORGIMENTALE E UNITARIO


 



Il Comitato per la Bellezza propone ad altre associazioni culturali di organizzare una campagna mediatica per
 



"Va' pensiero"

strumentalizzato dalla Lega Nord
in funzione anti-unitaria e quindi anti-italiana.

 




Nel periodo in cui lo scrisse per "Nabucco", Giuseppe Verdi era, fra l'altro, animato da spiriti fortemente mazziniani. Per cui scrisse all'amico e librettista Francesco Maria Piave. "Sì, sì, ancora pochi anni, forse pochi mesi, e l'Italia sarà libera, una e repubblicana". Nel 1861 "libera e una" lo fu, "repubblicana" soltanto nel 1946. Ma Giuseppe Verdi la pensava così fin dal 1848. Non solo: nel gennaio del 1849 "inaugurò", si può dire, la seconda Repubblica Romana (soltanto ora rivalutata appieno, con un suo Museo inaugurato da Giorgio Napolitano), rappresentando al Teatro Argentina la "prima" della "Battaglia di Legnano", opera più di ogni altra patriottica e italiana. Presenti gli stessi Mazzini e Garibaldi, il successo fu così fragoroso che il teatro venne invaso dal pubblico che agitava bandiere tricolori e reclamava il bis dell'intero ultimo atto (come avvenne).

In questo 150° dell'Unità d'Italia dobbiamo quindi riappropriarci di "Va' pensiero", non per contrapporlo all'Inno di Mameli (operazione musicalmente priva di senso), bensì per rifarne a pieno titolo uno dei canti fondamentali del nostro Risorgimento nazionale ed europeo (sottolineiamo, europeo), sottraendolo ad un uso ormai chiaramente anti-italiano. Questo dobbiamo fare con la più solenne delle dichiarazioni collettive.

p. il Comitato della Bellezza

Vittorio Emiliani -v.emiliani@virgilio.it