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venerdì 20 gennaio 2012

Bellezza





 


"In questi tempi di miserie onnipresenti, violenze cieche, catastrofi naturali o ecologiche, parlare di bellezza può sembrare incongruo, sconveniente e persino provocatorio. Quasi uno scandalo. Ma proprio per questo, si vede come, all'opposto del male, la bellezza si colloca agli antipodi di una realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Sono convinto che che sia per noi un compito urgente, e indifferibile, concentrare l'attenzione su questi due misteri che costituiscono i poli estremi dell'universo vivente: da una parte il male, dall'altra la bellezza."   François Cheng


* François Cheng, Cinque meditazioni sulla bellezza, Bollati Boringhieri editore, Torino, 2007, pag. 7 

sabato 30 agosto 2008

Intorno alla Bellezza


 


   "... la bellezza è qualcosa che è virtualmente presente, da sempre presente; è un desiderio che scaturisce dall'intimo degli esseri - o dell'Essere- come una sorgente inesauribile che, più che come figura anonima e isolata, si manifesta come presenza irradiante e unificante, capace di invitare al consenso, all'interazione, e dotata di un potere trasfigurante.


   Avendo a che fare con l'essere e non con l'avere, la vera bellezza non può mai essere definita come mezzo o strumento. Per essenza, essa è un modo d'essere, uno stato d'esistenza. Proviamo a osservarla attraverso un suo simbolo - la rosa - correndo il rischio di scadere in un discorso all'acqua di rose. In virtù di quale abitudine e deformazione la rosa ha finito col diventare l'immagine un po' banale, melensa che abbiamo spesso in mente, mentre ci sono voluti miliardi di anni per produrre questo miracolo di armonia, di coerenza e di risoluzione armonica? Accettiamo di posare il nostro sguardo una buona volta sulla rosa. Cominciamo col ricordare questo disrico di Angelo Silesio, un poeta del XVII secolo originario della Slesia, che viene nominalmente associato ai mistici renano-fiamminghi, come Eckhart o Boehme:


La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce;
senza cura di sé, né desiderio di essere guardata.


   Versi noti, degni di ammirazione, di fronte a cui non ci si può che inchinare. In realtà la rosa è senza perché, come tutti gli esseri viventi, come tutti noi. Se tuttavia un ingenuo osservatore volesse aggiungere qualcosa, potrebbe dire questo: essere pienamente una rosa, nella sua unicità, e assolutamente non un'altra cosa, costituisce già una sufficiente ragion d'essere. Ciò esige infatti dalla rosa che essa metta in moto tutta l'energia vitale di cui è dotata."


[ da Cinque meditazioni sulla bellezza di Francois Cheng, Bollati Boringhieri, pagg. 23-25. ]

venerdì 16 maggio 2008

La Bellezza Salverà Il Mondo


Firenze_San Lorenzo-Sagrestia Vecchia_Emisfero Celeste_1442


   "In questi tempi di miserie onnipresenti, violenze cieche, catastrofi naturali o ecologiche, parlare di bellezza può sembrare incongruo, sconveniente e persino provocatorio. Quasi uno scandalo. Ma proprio per questo, si vede come, all'opposto del male, la bellezza si colloca agli antipodi di una realtà con cui dobbiamo fare i conti. Sono convinto che sia per noi un compito urgente, e indifferibile, concentrare l'attenzione su questi due misteri che costituiscono i poli estremi dell'universo vivente: da una parte il male, dall'alltra la bellezza.


   Il male l'abbiamo ben presente, soprattutto quello che l'uomo infligge ai propri simili. In virtù dell'intelligenza e della libertà di cui è dotato, nel momento cin cui sprofonda nella crudeltà e nell'odio, può raggiungere degli abissi senza fondo. E' questo un mistero che non cessa di tormentare la nostra coscienza, incidendo in essa una ferita apparentemente inguaribile.


   Anche la bellezza sappiamo che cos'è. Per quanto poco vi si presti attenzione, esa non manca di suscitare il nostro stupore: l'universo non è tenuto a essere bello, eppure lo è. Alla luce di questa considerazione, anche la bellezza del mondo, malgrado le calamità che lo affliggono, ci appare come un enigma.


   Che significato ha per la nostra stessa esistenza l'esistere della bellezza? E, di fronte al male, che cosa significa la frase di Dostoevskij: 'La bellezza salverà il mondo?' Male e bellezza sono queste le due sfide che dobbiamo raccogliere. Ma non dimentichiamo che il male e la bellezza non si collocano soltanto agli antipodi l'uno dell'altra: talora possono essere strettamente connessi. Perfino la bellezza può essere volta dal male in strumento di inganno, di dominio o di morte.


   Ma una bellezza che non sia fondata sul bene può dirsi ancora bellezza? Istintivamente, noi sappiamo che una parte del nostro compito è proprio distinguere la bellezza vera da quella falsa. Perché ciò che è in gioco è esattamente l'autenticità del destino umano, un destino che presuppone il dato imprescindibile della nostra libertà."


[ da Cinque meditazioni sulla bellezza di Francois Cheng, Bollati Boringhieri, pagg. 7-8. ]


*


dal Corriere della Sera    In Italia in questi ultimi giorni sembra tornare un passato cupo di follia popolare, di pogrom (se non è una parola troppo grossa), questa volta contro i Rom. Il senso morale individuale si allenta nella folla, ma grandi sono e ancora più grandi le responsabilità dei capi politici che assistono o addirittura incoraggiano la violenza e non fronteggiano immediatamente sciagurate derive razziste. Spettacolo brutto e cattivo. Comincia così il nuovo corso?