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mercoledì 27 aprile 2011


FURTO DI SOVRANITA' POPOLARE

Il catalogo dei grimaldelli usati per

scardinare la democrazia:
 




  • MENZOGNA


  • inganno 


  • sotterfugio


  • falsificazione


  • disinformazione


  • frode


  • circonvenzione


  • truffa


  • spergiuro


  • SFACCIATAGGINE


  • impudenza


  • tracotanza


  • irrispettosità


  • paura


  • viltà


  • cinismo


  • IGNAVIA


  • populismo


  • "piazzistismo"


  • vanità


  • mercimonio


  • "orwellismo"


  • disistima


  • indifferenza


  • ignoranza

mercoledì 20 aprile 2011


  La lunga stagione dell' incubo



  



 **REMIGIO CERONI
 



Oggi l'interminabile incubo ha la faccia del deputato PdL Remigio Ceroni che ha proposto di modificare l' Art. 1 della Costituzione  in senso berlusconista.

Non è il primo il Ceroni , ci aveva pensato anche il Brunetta ministro tempo fa.

Ci ha messo la faccia il Ceroni. La faccia o la maschera?  Nega il vero ispiratore e utilizzatore finale, mascherato ma riconoscibilissimo, dell'ultimo progetto di scempio immaginato per distruggere la nostra democrazia e consolidare la costruzione di una nuova tirannide, che molti non vedono perché camuffata da modernità e volontà popolare.

Il lungo incubo opprime e aggiunge tormenti, un giorno dopo l'altro, un'invenzione dopo l'altra, una trappola dopo l'altra, un imbroglio dopo l'altro. 
 

mercoledì 13 aprile 2011


Carceri e tortura
due parole risuonate ieri a Montecitorio
 

Beccafumi Domenico_Benevolentia_Siena_Palazzo pubblico_Sala del Concistoro

Benevolentia

Scena 
Seduta n. 462 Martedì 12  

Personaggi




  • Deputato Furio Colombo


  • Deputata Rita Bernardini


  • Ministro della Giustizia Angelo Alfano



 



 



FURIO COLOMBO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori soltanto per far notare che, durante l'intera e appassionata perorazione dell'onorevole Bernardini, il Ministro della giustizia ha fatto una lunga telefonata e molte conversazioni. Mi sembrava giusto farlo notare.(Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). [pag. 86]
 

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bernardini. Ne ha facoltà.



RITA BERNARDINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche al Ministro della giustizia Angelino Alfano. Nel titolo di questa proposta di legge, che in tanti abbiamo ricordato in questa Aula, c'è scritto che essa viene emanata anche in attuazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Sapete tutti che questo provvedimento rafforza quanto previsto nella cosiddetta legge ex Cirielli, che distingue la posizione di coloro che sono incensurati, per quanto riguarda la prescrizione, da coloro che, invece, hanno commesso in passato alcuni reati.
Noi riteniamo - così come per la ex Cirielli - anche questo provvedimento ingiustificato perché è chiaro che gli incensurati rimarranno tali fino a che sono previsti provvedimenti di questo tipo.
Ma quello che rende veramente insopportabile questa norma - che è una norma ad personam e che non scalfisce minimamente il problema gravissimo della giustizia nel nostro Paese - è che questo Governo in questo momento non ha l'autorevolezza di parlare di giustizia attraverso questi provvedimenti quando tollera, e ha tollerato dall'inizio di questa legislatura, che nelle nostre carceri si attuino comportamenti [ Pag. 83 ] che costringono il detenuto a subire una vera e propria forma o forme di tortura (quel reato che voi non volete introdurre nel nostro ordinamento, e si capisce il perché), e io cercherò di spiegarvelo in questo intervento.
Lo scorso fine settimana, con una delegazione radicale, sono andata a visitare il
carcere Gazzi di Messina. So, signor Ministro, che ci è stato anche lei. Non so se lei abbia visitato due reparti: il primo che si chiama «La sosta», e il secondo che si chiama incredibilmente «Centro clinico». Ebbene, nel reparto «La sosta» si costringono esseri umani a vivere in uno spazio inferiore ai due metri quadrati. Sono costretti, questi esseri umani, ad arrampicarsi perché i letti a castello sono a quattro piani; ad arrampicarsi come scimmie perché non c'è nemmeno la scaletta per arrivare al quarto piano del letto a castello.
In queste condizioni, quindi senza potersi letteralmente muovere e con il degrado di queste cosiddette gabbie, celle (non so come le volete chiamare), questi esseri umani sono costretti a vivere per 21 ore al giorno, perché le ore d'aria sono un'ora e mezza la mattina e un'ora e mezza il pomeriggio.
Allora, cosa sono questi? Trattamenti disumani e degradanti. In più, la follia dell'amministrazione penitenziaria genera dei comportamenti nei confronti dei detenuti che sono assolutamente da pazzi.
Pensate che un detenuto, che si trovava presso il carcere di Catania, è stato trasferito al carcere Gazzi perché vi era un centro clinico. Questo detenuto deve fare ogni settimana una trasfusione di sangue perché è microcitemico. Ebbene, lo sapete dove lo portano ogni settimana? Ripeto che lui stava già a Catania. Lo portano, ogni settimana, da Gazzi, dove è stato trasferito, a Catania, con le scorte, con le macchine della polizia penitenziaria, ammanettato. Lo riportano a Catania per fare la trasfusione!

Signor Ministro, lei non risponde mai alle interrogazioni parlamentari che noi presentiamo su questo argomento. Ma vuole verificare? Si rende conto che l'amministrazione penitenziaria è letteralmente impazzita? Lo vuole comprendere o no, questo? Che cosa fate?
È di domenica scorsa la notizia che i NAS hanno sequestrato un milione e centomila galline perché erano trattate male, [ Pag. 84 ] si trovavano in spazi ristretti e le gabbie erano sporche, come quelle di Messina. Ma i NAS non ci vanno mai nelle carceri italiane? E, se ci vanno, che cosa fanno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)? E i magistrati di sorveglianza, che cosa stanno a fare? Non vedono quello che succede a Messina, a Poggioreale?

Noi tolleriamo, stiamo tollerando e siamo responsabili delle torture di questi esseri umani. Nessun passo avanti è stato fatto.
Ecco perché veramente mi appello a lei, Ministro della giustizia; lei è stato a Gazzi, ma ci è andato nel reparto «La sosta»? Ci è andato al «Centro clinico»? Lo ha visto, al Centro clinico, quel detenuto che è costretto a strisciare per terra perché non gli viene data una carrozzina? Lo ha visto, signor Ministro? Lo so, lei è distratto, ma che ci è andato a fare a Gazzi, a fare questa visita così, senza andare sul luogo per vedere come sono trattati i detenuti?



PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI (ore 17,30)



RITA BERNARDINI  . Signor Ministro, vi è un detenuto costretto a strisciare, a Gazzi, per potersi arrampicarsi su un WC lurido, sporco, perché avete tagliato persino i fondi per pulire le celle, per i detersivi. Questo cittadino, che non ha la carrozzella, deve strisciare in una cella piccola fino ad arrampicarsi sul WC. Non è una vergogna? Che autorevolezza ha uno Stato che si comporta in questo modo con degli essere umani? La giustificazione che ci hanno fornito per la mancanza della carrozzella è la seguente: la carrozzella non entra nella porta della cella del Centro clinico. E, allora, perché lo avete mandato lì? Perché spostate i detenuti senza nessuna ragionevolezza dalle loro regioni, li mandate dalla Campania alla Sicilia, da Brescia a Palermo? Perché fate questo?
Il grido di allarme: «stiamo morendo», mi è arrivato anche dal carcere della sua città, signor Ministro, da Agrigento. Non sono ancora andata a visitarlo; ci vogliamo andare insieme? Certo, sistemeranno qualcosa prima della nostra visita, ma non possono sistemare l'indecenza e l'incuria che dura da anni e per la quale non viene fatto niente. Avete tagliato i fondi Pag. 85persino degli psicologi, esattamente il 30 per cento quest'anno. Il 20 per cento dei detenuti ha problemi di tipo psichiatrico. Avete tagliato tutti i fondi per il lavoro in carcere.



Pag. 86



E, allora, vi dico che se un Governo vuole essere autorevole nel momento in cui propone delle leggi sulla giustizia deve anzitutto rispettare i principi fondamentali, a partire dall'articolo 27 della nostra Costituzione che è stato letto in quest'aula (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Futuro e Libertà per l'Italia).
 



*
12 APRILE 2011





 Camera dei Deputati: i cosiddetti 314  della maggioranza stanno sostenendo a rotta di collo un'ennesima legge ad Berlusconi personam (processo breve o prescrizione abbreviata? importa forse), i parlamentari del Partito Democratico leggono uno a uno gli articoli della Costituzione della Repubblica Italiana. Questione di vita o di morte per mister B., per i suoi ministri, per i suoi parlamentari (314? sì, uno più, uno meno).
All'interno della rappresentazione il racconto di una tragedia, la tragedia delle condizioni umane nelle carceri italiane. [ Citazioni dal resoconto stenografico]
 






    


 

martedì 12 aprile 2011


L'uomo senza dignità

Allegoria della dignità_da Wikipedia



Ricordo Musil mentre ascolto le deputate e i deputati dell'opposizione che in Parlamento leggono a turno gli articoli della nostra Costituzione, per fronteggiare una maggioranza fatta di
 



314 persone tetragone, sorde a ogni ragionamento, non toccate da dubbio alcuno.
314 parlamentari i cui nomi rimarranno nella Storia del nostro Paese.
314 donne e uomini.



Dignità è rispetto di sé e diritto al rispetto da parte degli altri.
 



DIGNITA', s. f.




  • decoro, onore, nobiltà, merito, elevatezza, elevazione


  • aspetto, contegno, portamento, fierezza, gravità, maestà, condotta signorile, orgoglio, amor proprio, punto d'onore


  • contr. indegnità, bassezza, abiezione, fellonia, indecenza, volgarità (Gabrielli)




E' pericoloso l'uomo senza dignità nell'amministrazione della res publica.

I parlamentari dell'opposizione continuino con la determinazione di chi lotta per la giustizia.

venerdì 28 maggio 2010


MAGGIORANZE



 da L'Espresso, 27 maggio 2010



Noi contro la legge di Umberto Eco



Le norme sulle intercettazioni. Il controllo dei tg della tv pubblica. E prima il lodo Alfano, i tagli alla scuola... Berlusconi trasforma le istituzioni un passo dopo l'altro, con lentezza. Perché i cittadini assorbano i cambiamenti come naturali. Così al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato.

nota la definizione della democrazia come sistema pieno di difetti ma di cui non si è ancora trovato nulla di meglio. Da questa ragionevole assunzione discende, per la maggior parte della gente, la convinzione errata che la democrazia (il migliore o il meno peggio dei sistemi di governo) sia quello per cui la maggioranza ha sempre ragione. Nulla di più falso. La democrazia è il sistema per cui, visto che è difficile definire in termini qualitativi chi abbia più ragione degli altri, si ricorre a un sistema bassamente quantitativo, ma oggettivamente controllabile: in democrazia governa chi prende più consensi. E se qualcuno ritiene che la maggioranza abbia torto, peggio per lui: se ha accettato i principi democratici deve accettare che governi una maggioranza che si sbaglia.

Una delle funzioni delle opposizioni è quella di dimostrare alla maggioranza che si era sbagliata. E se non ce la fa? Allora abbiamo, oltre a una cattiva maggioranza, anche una cattiva opposizione.

 


Quante volte la maggioranza può sbagliarsi?
 



  • Per millenni la maggioranza degli uomini ha creduto che il sole girasse intorno alla terra (e, considerando le vaste aree poco alfabetizzate del mondo, e il fatto che sondaggi fatti nei paesi più avanzati hanno dimostrato che moltissimi occidentali ancora credono che il sole giri) ecco un bel caso in cui la maggioranza non solo si è sbagliata ma si sbaglia ancora.


  • Le maggioranze si sono sbagliate a ritenere Beethoven inascoltabile o Picasso inguardabile,


  • la maggioranza a Gerusalemme si è sbagliata a preferire Barabba a Gesù,


  • la maggioranza degli americani sbaglia a credere che due uova con pancetta tutte le mattine e una bella bistecca a pasto siano garanzie di buona salute,


  • la maggioranza si sbagliava a preferire gli orsi a Terenzio e (forse) si sbaglia ancora a preferire "La pupa e il secchione" a Sofocle.


  • Per secoli la maggioranza della gente ha ritenuto che esistessero le streghe e che fosse giusto bruciarle,


  • nel Seicento la maggioranza dei milanesi credeva che la peste fosse provocata dagli untori,


  • l'enorme maggioranza degli occidentali, compreso Voltaire, riteneva legittima e naturale la schiavitù,


  • la maggioranza degli europei credeva che fosse nobile e sacrosanto colonizzare l'Africa.



In politica Hitler non è andato al potere per un colpo di Stato ma è stato eletto dalla maggioranza, Mussolini ha instaurato la dittatura dopo l'assassinio di Matteotti ma prima godeva di una maggioranza parlamentare, anche se disprezzava quell'aula «sorda e grigia».
 


Sarebbe ingiusto giocare di paradossi e dire dunque che la maggioranza è quella che sbaglia sempre, ma è certo che non sempre ha ragione.
 


In politica l'appello alla volontà popolare ha soltanto valore legale ("Ho diritto a governare perché ho ricevuto più voti") ma non permette che da questo dato quantitativo si traggano conseguenze teoriche ed etiche ("Ho la maggioranza dei consensi e dunque sono il migliore").

In certe aree della Sicilia e della Campania i mafiosi e i camorristi hanno la maggioranza dei consensi ma sarebbe difficile concluderne che siano pertanto i migliori rappresentati di quelle nobilissime popolazioni.
Recentemente leggevo un giornalista governativo (ma non era il solo ad usare quell'argomento) che, nell'ironizzare sul caso Santoro (bersaglio ormai felicemente bipartisan), diceva che costui aveva la curiosa persuasione che la maggioranza degli italiani si fosse piegata di buon grado a essere sodomizzata da Berlusconi. Ora non credo che Berlusconi abbia mai sodomizzato qualcuno,
ma è certo che una consistente quantità di italiani consente con lui senza accorgersi che il loro beniamino sta lentamente erodendo le loro libertà. Erodere le libertà di un paese significa di solito mettere in atto un colpo di Stato e instaurare violentemente una dittatura. Se questo avviene, gli elettori se ne accorgono e, se pure non hanno la forza di zione di colpo di Stato che è con lui cambiata.

 


Al colpo di Stato si è sostituito lo struscio di Stato.

 


All'idea di una trasformazione delle strutture dello Stato attraverso l'azione violenta il genio di Berlusconi è stato ed è quello di attuarle con estrema lentezza, passettino per passettino, in modo estremamente lubrificato. Pensate alla inutile violenza con cui il fascismo, per fare tacere la voce scomoda di Matteotti, ha dovuto farlo ammazzare. Cose da medioevo. Non sarebbe bastato pagargli una buona uscita megagalattica (e tra l'altro non con i soldi del governo ma con quelli dei cittadini che pagano il canone)? Mussolini era davvero uomo rozzissimo. Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, e cioè per dosi omeopatiche, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura - e infatti quando qualche cassandra lo fa viene sbertucciata. Il fatto è che per un nuovo populismo mediatico la stessa dittatura è un sistema antiquato che non serve a nulla. Si possono modificare le strutture dello Stato a proprio piacere e secondo il proprio interesse senza instaurare alcuna dittatura.
 


 



  • Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze.


  • E calmierare le intercettazioni attenta davvero alla libertà d'informazione? Ma suvvia, se qualcuno ha delitto lo sapranno tutti a giudizio avvenuto, e l'evitare di parlare in anticipo di delitti solo presunti rispetta se mai la privatezza di ciascuno di noi. Vi piacerebbe che andasse sui giornali la vostra conversazione con l'amante, così che lo venisse a sapere la vostra signora? No, certo. E se il prezzo da pagare è che non venga intercettata la conversazione di un potente corrotto o di un mafioso in servizio permanente effettivo, ebbene, la nostra privatezza avrà bene un prezzo.


  • Vi pare nazifascismo ridurre i fondi per la scuola pubblica? Ma dobbiamo risparmiare tutti, e bisogna pur dare l'esempio a cominciare dalle spese collettive. E se questo consegna il paese alle scuole private? Non sarà la fine del mondo, ce ne sono delle buonissime.


  • È stalinismo rendere inguardabili i telegiornali delle reti pubbliche? No, se mai le vecchie dittature facevano di tutto per rendere la radio affettuosissima. Ma se questo va a favore delle reti private? Beh, vi risulta che Stalin abbia mai favorito le televisioni private?
     



Ecco, la funzione dei colpi di Stato striscianti è che

 


le modificazioni costituzionali non vengono quasi percepite,
o sono avvertite come irrilevanti.

 


E quando la loro somma avrà prodotto non la seconda ma la terza Repubblica, sarà troppo tardi. Non perché non si potrebbe tornare indietro, ma perché la maggioranza avrà assorbito i cambiamenti come naturali e si sarà, per così dire, mitridatizzata. Un nuovo Malaparte potrebbe scrivere un trattato superbo su questa nuova tecnica dello struscio di Stato. Anche perché di fronte a essa ogni protesta e ogni denuncia perde valore provocatorio e sembra che chi si lamenta dia corpo alle ombre.

Pessimismo globale, dunque?
No, fiducia nell'azione benigna del tempo e della sua erosione continua. Una trasformazione delle istituzioni che procede a piccoli passi può non avere tempo per compiersi del tutto, a metà strada possono avvenire smandrappamenti, stanchezze, cadute di tensione, incidenti di percorso. È un poco come la barzelletta sulla differenza tra inferno tedesco e inferno italiano. In entrambi bagno nella benzina bollente al mattino, sedia elettrica a mezzogiorno, squartamento a sera. Salvo che nell'inferno italiano un giorno la benzina non arriva, un altro la centrale elettrica è in sciopero, un altro ancora il boia si è dato malato… Tagliare la testa al re o occupare il Palazzo d'Inverno è cosa che si fa in cinque minuti.

 


Avvelenare qualcuno con piccole dosi d'arsenico nella minestra prende molto tempo, e nel frattempo chissà, vedrà chi vivrà.



 


Per il momento, resistere, resistere, resistere.

 


La mia lettura per sottolineature e colorazioni in questo ormai triste giornale di bordo.