domenica 9 maggio 2004

MANSUETUDINE DEGLI INQUISITORI ANTICHI


di Victor Hugo


Le camere di tortura erano sedi disagiate;


Non vi si trascorreva mai più di quattro o cinque ore,


E vi si entrava giovani e si usciva vecchi.


Il giudice per il codice e il boia per l'arte


Si sfiancavano e, mischiando ferro arroventato e legge romana,


A lavorare sulla carne umana,


Non risparmiavano nulla per ottenere la confessione.


Sotto le loro mani, l'osso, il muscolo, e l'unghia e i capello


Fremevano e, urlando più forte secondo la fibra,


Che trasale, e secondo il nervo profondo che vibra,


Un uomo diventava la tastiera su cui Vouglans,


Suonava l'agonia con le dita sanguinanti.


Non crediate però che nè lui nè Farinace o Leverat,


A cuor non avessero che la minaccia;


Se occorreva pregavano il prigioniero garrotato:


Inzuccheravano la tortura con la bontà;


L'accusato che resiste rattrista il tribunale;


Benevoli, lo imploravano fratturandogli un arto.


Erano paterni; si chinavano, per convincerlo,


Supplicarlo, gli rincresceva, con atteggiamento non cattivo,


A quell'occhio spento e triste, a quella bocca,


A quell'anima in pena per far vomitare la feroce confessione.


Nota: Vouglans e Farinace sono due giureconsulti, il primo del XVIII secolo, il secondo del XVI; Bodin e de Lance si sono occupati, nel XVI e XVII secolo, di processi per stregoneria; Pasquier fu relatore nell’affaire del generale Lally-Tollendal, giustiziato e poi riabilitato nel ‘700; Leven si fece notare per la ferocia contro i repubblicani dopo il 1848. (da L’ UNITA’, GIOVEDì 6 Maggio 2004)



Questa poesia, testimonianza di Victor Hugo in forma di poesia, la considero uno strumento della memoria: memoria di tempi della nostra storia che dovrebbero essere definitivamente chiusi, soprattutto dopo la presa di coscienza maturata dopo la seconda guerra mondiale. Evidentemente quegli orrori fanno ancora parte della nostra storia, quella dell’ Occidente. Confesso che non sono sorpresa, per due motivi:



  1. lo scempio dei diritti umani a Guantanamo, addirittura esibito e giustificato con la negazione ai “terroristi” dello status di prigionieri, non induceva all’ottimismo riguardo alla sorte dei prigionieri iracheni in Iraq, considerati anche loro “terroristi”;

  2. nell’informazione internazionale, stampa e web, era possibile cogliere funeste preoccupazioni.


Ho ben presenti anche alcune cose che è necessario vengano chiarite: come è possibile che gli alleati non sapessero nulla? In particolare i maggiori alleati degli Stati Uniti: Gran Bretagna, Italia, Polonia, Spagna (governo Aznar).



In questo momento le informazioni non sono ancora abbastanza chiare e complete, forse non lo saranno mai, tuttavia credo che sia giusto aspettare. Ma le domande ai nostri rappresentanti al governo, sì, le domande bisogna porle a voce alta e sicura. E le risposte non potranno essere vaghe, ambigue, interessate. Per decenza sarà bene che tutti/e evitino qualsiasi riferimento alla campagna elettorale, come è già stato fatto. h


Houria Niati / - retour au texte


Houria Niati (Algeria), No alla tortura, 1982 - Trittico


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