lunedì 31 maggio 2004

Stragi e crimini di terroristi islamici in nome di Dio.


Come è possibile questo orrore?












 


Il messaggio audio di Al Muqrin, braccio destro di Bin Laden, si


apre con la formula sacra consueta:


"In nome di Allah il Clemente il Misericordioso, la lode spetta ad


Allah e la fierezza al suo esercito".


"Allah ci ha regalato in questo giorno una vittoria chiara e una grande


conquista. Gli eroici mujahidin hanno compiuto oggi un'irruzione in


una delle società petrolifere americane occupanti, la Halliburton ed


altre che lavorano con esse nella città di Al Khobar, nella zona Est


della penisola araba. I mujahidin hanno ucciso e ferito numerosi


crociati di diverse nazionalità. Tra loro c'erano degli americani, uno di


loro è stato ammazzato per le strade. Tra loro c'era anche un inglese,


importante responsabile di una delle compagnie petrolifere".

"Abbiamo sgozzato un italiano e lo regaliamo al governo italiano ed al


suo capo, sciocco e superbo che annuncia con chiarezza la sua ostilità


all'Islam e manda le sue truppe a combattere i musulmani in guerre


come in Iraq e in altri paesi".


Tra le altre vittime, secondo il messaggio, indiani - "tra gli assassini


dei nostri fratelli musulmani in Kashmir"-, filippini e uomini delle


forze di sicurezza saudite.


"I mujaheddin sono stati attenti a evitare di versare sangue


musulmano." (da LA REPUBBLICA, 31 Maggio 2004)


Che cosa dice il Corano sul "jihad"?


Khaled Fouad Allam, ne 'L' Islam globale', scrive:


Sotto il profilo linguistico, la radice jhd- indica il concetto di sforzo interiore che può portare l'essere umano alla pienezza spirituale. Da questa stessa radice deriva un'altra parole araba, ijtihad, che, in quanto termine giuridico, indica la metodologia da seguire per la ricerca della verità; in quanto categoria teologica esprime la possibilità data all'uomo di utilizzare i criteri della ragione umana nell'interpretare un linguaggio che non è quello umano, ma di Dio. Va sottolineato che nel testo coranico la radice jhd- appare in trentacinque versetti: in ventidue nell'accezione di "sforzo generale", in dieci nel senso di "azione di guerra", e in tre in senso di "elevazione spirituale".


fonte: http://www.paceinpalestina.it


Un'altra fonte, http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/jihad.html, spiega:


[...] Jihâd nell’immaginario comune è associato all’idea che i musulmani debbano diffondere con la forza, con la guerra la propria religione. In realtà questo è esplicitamente e categoricamente proibito dal Corano:


"Non vi sia costrizione in fatto di religione" (II, 256). E ancora: "La verità viene dal vostro Signore: chi vuole creda, chi non vuole non creda" (XVIII, 29);


Altro che guerra: ognuno è libero di professare la propria religione senza alcuna forma di costrizione fisica, psicologica o di altro tipo. Ma il Corano ci dice ancora di più:


"Se qualcuno degli idolatri ti chiede asilo, accordaglielo affinché possa udire la parola di Dio e conducilo in un luogo per lui sicuro" (IX, 6).


Dunque addirittura il musulmano è tenuto a proteggere chi professa altre religioni. E tutto ciò ha una sua profonda giustificazione nel Corano:


"Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola comunità" (XI, 118).



Dunque per un musulmano il fatto che esistano più religioni, più comunità religiose non pone alcun problema: si tratta di una precisa volontà divina. Inoltre questa divisione tra più religioni, non è una divisione tra buoni e cattivi, non è stata fatta per dannare gli uni e salvare gli altri, perché dice sempre il Corano:


"Certamente quelli che credono [i musulmani], quelli che seguono la religione giudaica, i cristiani e i sabei, chiunque insomma creda in Dio e nel giorno ultimo e abbia compiuto opere buone, tutti avranno la mercede loro presso il Signore" (II, 62).


E ancora: "quando giungerà l’ora ultima, allora i facitori di vanità si perderanno; e ogni comunità sarà chiamata davanti al suo libro [e sarà detto loro:] Ecco, ora verrete retribuiti secondo ciò che avete fatto" (XLV, 27).


Dunque qualunque sia la comunità religiosa cui un uomo appartiene, questi avrà una sorte nell’aldilà in funzione di come si è comportato. Il senso dell’articolazione dell’umanità tutta in comunità religiose diverse, sta allora nel libero confronto tra le varie comunità nell’adorazione dell’unico Dio e nel compimento del bene, come afferma esplicitamente il Corano:


"A ognuno di voi abbiamo dato una legge e una via. Se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità: non lo ha fatto per provarvi mediante ciò che vi ha dato. Gareggiate dunque in opere buone! Ritornerete tutti a Dio, ed egli vi farà conoscere ciò su cui siete discordi" (V, 48) [...]


Questi versetti sono estrapolati dal contesto, quindi è necessario


leggere anche quelli che vengono immediatamente prima e dopo,


e riguardano lo stesso argomento. A esser sincera, a me la lettura


non ha chiarito del tutto le idee.


Di seguito l'autore affronta il tema della GUERRA NELL'ISLAM:



Chiarito quindi che l’Islâm non solo non prescrive, ma condanna la conversione con la forza, con la guerra, andiamo a veder qual è lo statuto della guerra nell’Islâm.


L’Islâm è una religione dell’equilibrio, della moderazione, direi del "giusto mezzo". È una religione che non ama gli eccessi, le esagerazioni. Dunque la guerra esiste, ma deve essere condotta all’interno di limiti ben precisi. Dice infatti il Corano:


"Combattete coloro che vi combattono, ma non superate i limiti, perché Dio non ama quelli che eccedono. Uccideteli quindi ovunque li troviate […] perché l’ingiustizia è peggio dell’uccisione. […] Ma se desistono, sappiate che Dio è indulgente e misericordioso. […] Se desistono non ci siano più ostilità." (II, 190-193).


E ancora: "Perché non combattete per la causa di Dio, per i più deboli tra gli uomini, le donne e i bambini che dicono: ’Signore, facci uscire da questa città di gente iniqua. Dacci per tua grazia un patrono. Dacci per tua grazia un difensore’" (Corano IV, 75).


Dunque la guerra è consentita solo se si è aggrediti o se si tratta di difendere un soggetto debole, incapace di difendersi ad solo. In ogni caso è assolutamente vietata la guerra di aggressione. Il musulmano non deve mai essere colui che inizia una guerra, una violenza. [...]


Sulla base della Sunna, cioè dei detti del Profeta Maometto, i limiti della guerra sono stati ulteriormente specificati. Così il diritto islamico ha stabilito che in ogni caso è proibito uccidere:



  1. La donna, purché non sia combattente con le armi come gli uomini. Non viene però uccisa se si limita a lanciare pietre o simili. Ricordo che, anche se oggi l’immagine della donna musulmana è quella di una reclusa, nella storia dell’Islâm sono state diverse le donne che hanno avuto parte attiva nella storia ed hanno anche combattuto e guidato eserciti in battaglia.

  2. Il ragazzo, con gli stessi limiti visti per le donne.

  3. Il malato di mente

  4. Il vecchio che non ha la forza di combattere

  5. Il paralitico, il malato cronico che non ha la forza di combattere o di camminare come lo storpio, il mutilato, ecc.

  6. Il cieco

  7. Il monaco


In pratica è possibile uccidere solo chi direttamente ci attacca con l’intenzione e la capacità di ucciderci. Ma la guerra è stata limitata nella storia dell’Islâm anche nei suoi aspetti distruttivi. Ecco quali sono le istruzioni che Abu Bakr, il successore di Maometto alla guida della comunità musulmana, dà ai comandanti dei battaglioni in partenza per la Siria:


"[…] chiedete l’aiuto di Dio nel combattere, nel rispetto delle regole date da Dio. Non tagliate alberi e non bruciateli, non uccidete bestie, non abbattete alberi da frutto, non demolite luoghi di culto, non uccidete bambini, anziani e donne. Troverete dei religiosi, che si dedicano all’adorazione nei loro monasteri o nei loro eremi. Non disturbateli."


 


I terroristi non possono appellarsi al Corano per giustificare i


propri crimini, anzi seminano falsità e vergogna e terribili


misconoscenze sull' Islam in tutto il mondo.


Capire questo costituisce la base per aprire un dialogo con i seguaci


dell'Islam che interpretano il Corano molto diversamente dai


correligionari fondamentalisti, e soprattutto in contrasto con le


blasfeme misinterpretazioni dei terroristi.





Qual è lo scopo di questo tentativo di capire?

domenica 30 maggio 2004










Chinese People’s Attitude is Cause for Optimism:
His Holiness the Dalai Lama









His Holiness the Dalai Lama delivers a lecture at Central Hall at Westminster, in London, REUTERS/Kirsty Wiggleswort/Pool

New York, 28 May: His Holiness the Dalai Lama today praised the Chinese people's positive outlook on Tibetan culture and said it was a source of optimism for the future of Tibet and China.


His Holiness was answering a question from the audience after his lecture on "A Human Approach to World Peace" at Westminster Central Hall in London.


The lecture was organised by The Temenos Academy, and attended amongst others by the Prince of Wales and the Duchess of York.


The Duchess of York, who is also a trustee of the Tibet House in London, told reporters later that she was moved to tears by the Dalai Lama's wider perspective on things.


His Holiness said economic reforms in China, coupled with grassroots level interest in Tibet and its Buddhist culture among the Chinese people, particularly the intellectual and business community, was helping to create conditions for the resolution of the Tibetan problem.


But Tibet still needs international support, he said.


Reiterating his position that he would be happy for Tibet to remain part of China as long as the Chinese government respected Tibetan culture, His Holiness said ordinary Chinese people are convinced that he is seeking genuine autonomy, rather than independence, for Tibet.


"But the leadership still pretends that it is not convinced."


Grassroots level movement, he declared, is the only effective way to bring about changes in the world.


"I think positive change or evolution on a global scale will not come through UN resolution or summits of leaders; a change must come from the grass roots."


He expressed happiness with the growing opposition to the war in Iraq, saying it is a positive sign of change in people's views about war.


Speaking on the interdependent nature of phenomena, His Holiness stressed the need to analyze every event and development from a wider perspective.


It is wrong to blame Saddam Hussein alone for everything that has gone wrong. Dictators are bad, no doubt, he said, but the important thing is to make efforts to change the wider global situation which produces such people.


His Holiness once again stressed the need to promote compassion to effect such a change.


"We need to develop a culture of non-violence and dialogue through education."


His Holiness called for a school curriculum that requires children to resolve their conflicts with each other through dialogue.


http://www.tibet.net/


Cina versus Tibet: dal 1950 a OGGI














Sono passati 54 anni dall'invasione Cinese del Tibet.

Sono passati 45 anni dalla rivolta nazionale dei Tibetani contro l'invasore. Era il 10 Marzo 1959.





Da allora il Dalai Lama, che aveva lavorato per una convivenza pacifica con i Cinesi, è in esilio. Ora è il capo di un governoTibetano fondato su principi democratici, e si è dichiarato pronto





a lasciare la sua carica in qualsiasi momento.





Per i Cinesi è un attivista separatista.





Il Tibet non esiste più come Paese indipendente, è soltanto una provincia dell'impero Cinese.






L'occupazione, per mano dell'esercito di liberazione Cinese, ha provocato 1 milione di vittime (ma è possibile tenere il conto?).



La Cina ha messo le mani sulle inestimabili ricchezze naturali del Tibet, depredandone il territorio e danneggiando in definitiva tutto il mondo. Il fatto che il governo Cinese abbia degni compagni di rapina e stragi non ne diminuisce le responsabilità le colpe.

Inoltre gran parte del patrimonio artistico e culturale del Tibet, e in definitiva di tutto il mondo, è stato distrutto per puro vandalismo istituzionalizzato.


OGGI i Cinesi portano avanti il loro genocidio, praticando la sterilizzazione e gli aborti forzati contro le donne Tibetane.


La repressione feroce contro la resistenza non violenta dei Tibetani continua: carcerazioni, condanne a morte dei resistential regime, discriminazione della popolazione autoctona in tutti i settori della vita sociale (scolastico, religioso, lavorativo), sommersione della popolazione Tibetana attraverso il trasferimento di enormi masse di Cinesi.


50mila soldati della Repubblica Popolare occupano il territorio.


Il Dalai Lama e il governo Tibetano hanno la loro sede a Dharamsala, villaggio indiano sulle montagne himalayane, dove vivono molti rifugiati.


Non odio i Cinesi e mi guardo dall'essere anticinese, ma condanno le politiche del governo della Cina e la complicità di capi, capetti e soldati semplici. E dei governi che fingono di non vedere, e ricevono i capi Cinesi ma non il Dalai Lama.


Che dire poi dei capitalisti e degli economisti che nelle loro analisi del "miracolo Cinese" tacciono o sorvolano sul lavoro da schiavi a cui sono condannati moltissimi Cinesi?











CINA versus INTERNET CAFE'



CINA: CHIUSI MIGLIAIA DI INTERNET CAFÈ
Fonte: Agenzia Misna

09.05.04 - Le autorità cinesi hanno chiuso oltre 8.600 Internet cafè in tutto il Paese da febbraio scorso. Lo ha annunciato il ministro della cultura, Sun Jiazheng, spiegando che questi locali - dove i giovani cinesi si recano per collegarsi al web ‘navigando’, ‘chattando’ o inviando email - hanno violato le regole ammettendo minorenni. Il ministro ha ricordato che le recenti iniziative fanno parte di una massiccia operazione di controllo a livello nazionale sugli Internet cafè prevista da febbraio ad agosto di quest’anno. Sun ha aggiunto che le sale non possono essere aperte in zone residenziali o nel raggio di 200 metri dalle scuole ed ha annunciato che diversi locali potranno essere chiusi nei prossimi mesi, specialmente quelli in provincia o nelle aree rurali. Oltre a riportare le parole del ministro, l’agenzia giornalistica statale ‘Xinhua’ ha citato l’Amministrazione generale per l’industria e il commercio (Gaic), organismo di controllo dei mercati cinesi, secondo il quale molti Internet cafè, specialmente quelli senza licenza, ammettono minorenni "in flagrante violazione delle regole" e "diffondono informazioni dannose per la salute". Da anni le autorità cinesi attuano una forte repressione contro gli ‘internauti’, che pure sono in continua crescita e hanno raggiunto i 79 milioni. Secondo Amnesty International almeno 54 cittadini cinesi sono attualmente in galera per reati ‘online’, condannati a pene detentive da uno a 12 anni. Oltre a imprigionare coloro che scelgono il web per esprimere il proprio dissenso, le autorità del Paese asiatico hanno creato uno speciale corpo di polizia addetto alla vigilanza su Internet, hanno bloccato l’accesso ad alcuni siti stranieri e chiuso quelli cinesi dove apparivano commenti critici nei confronti della leadership politica 


venerdì 28 maggio 2004







Wednesday, 26 May, 2004, 23:39 GMT 00:39 UK


Tanks roll into Tiananmen Square, December 1989 (AP)




Witnessing Tiananmen: Protests mount





27 April 1984 demonstration in Beijing (64.memo.com)

Students from dozens of universities joined the 27 April protest
Fifteen years ago, China witnessed huge protests and calls for change, before these were brutally crushed by tanks around Beijing's Tiananmen Square.

The BBC's Chinese Service has interviewed some of those who witnessed the protests and subsequent bloodshed.

Gao Wenqian was working at the Central Party Literature Research Centre in the Chinese capital at the time. He witnessed the 27 April demonstration sparked by student fury at an editorial in the People's Daily that said their gatherings in Tiananmen Square were aimed at stirring up unrest:


We had already heard from informed sources in our organisation about the number of troops the government was preparing to despatch for the occasion.

The 38 army unit, armed police forces and local security units were all called up to get ready.







1989 TIANANMEN EVENTS

Zhao Ziyang, 19 May 1989


15 April - reformist leader Hu Yaobang dies

22 April - Hu's memorial service, thousands call for faster reforms

13 May - Students begin hunger strike as power struggle grips Communist party

15 May - Soviet leader Mikhail Gorbachev visits China

19 May - Zhao Ziyang (pictured) makes tearful appeal to students to leave

20 May - martial law declared in Beijing

3-4 June - Security forces clear the square, killing hundreds




The troops, it was said, were not necessarily to be used to suppress the student demonstration.

The prime concern and intention was to prevent the students from leaving their campuses.

Students would be stopped from coming out of their universities. "Stop them and block them!" - that was the order given. We were rather concerned about such tactics.

I remember very clearly the events on that day. I was on my way to the office. People kept coming up and telling me where the students were at any particular time.

Students had now broken out of Zhong Guan Cun [campus of Qinghua University]. [...]






 



mercoledì 26 maggio 2004


L'editoriale del New York Times di ieri contrasta con le valutazioni nostrane. Come mai?

The New York Times

 


May 25, 2004


The President's Speech









 


If President Bush had been talking a year ago, after the fall of Baghdad, his speech at the Army War College last night might have sounded like a plan for moving forward. He was able to point to a new United Nations resolution being developed in consultation with American allies, not imposed in defiance of them, and to a timetable for moving Iraq toward elected self-government. He talked in general terms of expanding international involvement and stabilizing Iraq. But Mr. Bush was not starting fresh. He spoke after nearly 14 months of policy failures, none of them acknowledged by the president, which have left Iraq increasingly violent and drained Washington's credibility with the Iraqi people and the international community. They have been waiting for Mr. Bush to make a clean break with those policies. He did not do that last night. The speech reflected the fact that Mr. Bush has been backtracking lately, but he did not come close to charting the new course he needs to take. His "five steps" toward Iraqi independence were merely a recitation of the tasks ahead.


(Se il Presidente Bush avesse parlato un anno fa, dopo la caduta di Baghdad, il suo discorso all'Army War College sarebbe sembrato un piano per andare avanti. Egli è stato in grado di puntare su una nuova risoluzione delle Nazioni Unite che deve essere sviluppata in consultazione con gli alleati Americani, non imposta senza tenerne conto, e su un programma per portare l'Iraq verso un autogoverno eletto. Ha parlato in termini generali di espandere il coinvolgimento internazionale e di stabilizzare l'Iraq. Ma Mr. Bush non ha appena cominciato. Lui ha parlato dopo circa 14 mesi di fallimenti politici, nessuno dei quali ammessi dal presidente, che hanno lasciato l'Iraq sempre più violento e la credibilità di Washington logorata presso il popolo Iracheno e la comunità internazionale. Loro aspettavano che Mr. Bush avrebbe facesse una chiara rottura con quelle politiche. Non l'ha fatto la notte scorsa. Il discorso ha riflettuto il fatto che Mr. Bush stava tornando indietro tardi, ma non si è avvicinato al programma del nuovo corso che ha bisogno di prendere. Questi "cinque passi" verso l'indipendenza dell'Iraq sono stati soltanto un resoconto dei lavori in vista.)


Mr. Bush plans a series of addresses on Iraq before June 30. It was impossible not to wonder last night why he had waited until the security situation in Iraq had become disastrous, until Americans had begun losing faith in his leadership and, indeed, until just 37 days before a crucial new phase begins the transition to Iraqi sovereignty.


(Mr. Bush pianifica una serie di raccomandazioni sull'Iraq prima del 30 Giugno. E' stato impossibile la scorsa notte non meravigliarsi del perché abbia aspettato fino a quando la situazione della sicurezza in Iraq è diventata disastrosa, anzi, fino ad appena 37 giorni prima di una cruciale nuova fase che dia inizio alla transizione verso la sovranità dell'Iraq.)


It's regrettable that this president is never going to admit any shortcomings, much less failure. That's an aspect of Mr. Bush's character that we have to live with. But we cannot live without a serious plan for doing more than just getting through the June 30 transition and then muddling along until the November elections in the United States. Mr. Bush has yet to come up with a realistic way to internationalize the military operation and to get Iraq's political groups beyond their current game of jockeying for power and into a real process of drafting a workable constitution.


(E' deplorevole che questo presidente non arrivi ad ammettere delle manchevolezze, ancor meno dei fallimenti. Ma noi non possiamo vivere senza in serio piano per fare di più che superare la transizione del 30 Giugno e quindi arrabattarci fino alle elezioni di Novembre negli Stati Uniti. Mr Bush deve ancora arrivare a una realistica via per internazionalizzare le operazioni militari e portare gruppi politici dell'Iraq oltre il gioco corrente delle manovre per il potere e verso un reale processo di stesura di una costituzione realizzabile.)


The draft of the United Nations resolution that circulated yesterday was disappointingly sketchy on these points. It contains the phrases of international support — like references to a "multinational" military force — without committing the Security Council to do anything in particular. The draft endorses a continued American-led military presence in Iraq for at least a year beyond June 30, but it does not ensure expanded international participation. The resolution envisions that after the United Nations names the interim government leaders, it will proceed cautiously, and only when it deems it safe to do so.


(Il disegno della risoluzione delle Nazioni Unite che è circolata ieri era spiacevolmente approssimativa su questi punti. Contiene espressioni di supporto internazionale - come accenni a una forza militare "multinazionale" - senza affidare al Consiglio di Sicurezza nulla da fare in particolare. Il progetto riporta a una ininterrotta presenza militare a guida Americana in Iraq per almeno un anno oltre il 30 Giugno, ma assicura un'allargata partecipazione internazionale. La risoluzione prevede che le Nazioni Unite nomini i leader del governo a interim, procederà cautamente, e soltanto quando ...)


There are ways Mr. Bush can achieve the clean break that is so essential.


A good start, first put forward by the Center for American Progress in Washington, is to go much further in internationalizing the next phase of the Iraq operation. Mr. Bush could convene a summit meeting to create a multinational group to oversee the transition. The U.N. Security Council could step up its participation by appointing an international high representative who would actively supervise the interim Iraqi government until the first round of elections. Senator John Kerry, the presumptive Democratic nominee, has proposed restructuring the military force in Iraq under NATO, with an American commander. Mr. Bush should pursue that at the NATO summit meeting next month.


The president still has a number of speeches left to deliver before June 30. We hope he will use them to come up with a more specific plan, to stop listing the things we already knew needed to be done and to explain to us how he intends to do them. An acknowledgment of past mistakes would be nice.


lavori (modestissimi) in corso


Una notizia positiva. Questione di equilibrio.


TASHI DELEK!


French Parliamentary Group for Tibet Dedicates
 
2005 to Tibet

Paris, 26 May: Tibet Group, the French Parliamentary Group for Tibet in French Lower House of Parliament, declared the year 2005 a ‘Year of Tibet’. It would organise various activities to promote awareness and gather support for Tibet during the year 2005, said Mr. Lionel Luca, the President of the group and a member in the Lower House of French parliament. It would call upon the various TSGs, parliamentarians, mayors, and regional authorities to take part in its activities to dedicate the year to Tibet. He was speaking after Kalon Tripa addressed the press on the issue of Tibet. 8 members of parliament from the Tibet Group also attended the meet held in the National Assembly.


Earlier, Mr. Lionel Luca and former Tibet Group President Mr. Richard Cazneve hosted a luncheon reception in the Assembly in honour of the visiting Kalon Tripa of the Central Tibetan Administration. Mr. Tashi Phuntsok, the Representative of His Holiness the Dalai Lama, accompanied Rinpoche.


Later in the day, Rinpoche was invited for a public talk at the Salle Victor Hugo in the Parliament. Speaking to over 200 people, Kalon Tripa said that the problem between China and Tibet is not of ideology, race or power but of truth and untruth, justice and injustice. Rinpoche also pointed out that the problem of last 50 years between the two parties would not overshadow the friendly relations both peoples enjoyed over a 1000 years ago. He believed the Tibetan struggle based on truth, non-violence and democracy will triumph.


Rinpoche spent most of his day talking to media and touring the French Parliament. Kalon Tripa will travel to London later today.


A report by OoT, Paris


http://www.tibet.net/


martedì 25 maggio 2004

ritrovato splendente nitore della bellezza sublime



Non ha l'ottimo artista alcun concetto


c'un marmo solo in sé non circonscriva


col suo superchio, e solo a quello arriva


la man che ubbidisce all'intelletto


Michelagnolo Buonarroti


 


dal blog http://lallalalla.splinder.it/







Le domande senza risposta sull'assassinio di Berg
di Anthony Gregory



http://www.arabcomint.com/


Due arresti per l'uccisione dell'ostaggio americano.


Potrebbe essere «falso» il video della decapitazione


di Marco Birolini


http://www.db.avvenire.it/avvenire/index.jsp


Il falso video della decapitazione


http://www.arabcomint.com/


Mi domando dove sia la verità.



da ALJAZEERA e da HAARETZ


Palestine, occupation and self-criticism







By Lawrence Smallman









Yosef Lapid is the only Holocaust survivor in Israeli cabinet (Yosef Lapid è l'unico sopravvissuto all'olocausto nel governo di Israele)




Israeli politicians have for decades been known to severely criticise their own government's heavy-handed approach to Palestine. (I politici Israeliani per decenni hanno notoriamenete criticato severamente l'approccio pesante alla Palestina da parte del loro proprio governo.)




After 42 violent deaths, dozens of destroyed Palestinian homes and a critical UN resolution, even prominent Israelis are adding their voice to a chorus of world outrage. (Dopo 42 morti violente, dozzine di case Palestinesi distrutte e una risoluzione di condanna dell'ONU, anche Israeliani importanti stanno aggiungendo la loro voce al coro dell'indignazione mondiale.)


Israeli Justice Minister Yosef Lapid stunned Prime Minister Arial Sharon when he compared a television image with his personal experience of the Holocaust. (Il Ministro Israeliano della Giustizia Yosef Lapid ha sbalordito il Primo Ministro Sharon quando ha paragonato un'immagine televisiva con la propria personale esperienza dell'Olocausto.) [Attenzione: il confronto è fra episodi e immagini, non fra due eventi storici non comparabili. h]


Leader of the centrist Shinui Party, he has became the first cabinet minister to criticise the most recent Gaza raid and called on the cabinet on Sunday to halt the demolitions. (Leader del centrista Shinui Party, egli è stato il primo ministro del governo (Sharon) a criticare il più recente raid di Gaza e domenica ha invitato il gabinetto a fermare le demolizioni.)








Scene reminiscent of the ghettos
of mid-twentieth century?


"I saw on television an old woman picking through the rubble of her house in Rafah, looking for her medicine. ("Io ho visto in televisione una vecchia donna che frugava tra le macerie della sua casa a Rafah, cercando la sua medicina.


"She reminded me of my grandmother who was expelled from her home during the Holocaust," political sources quoted him as saying. ("Mi ha ricordato mia nonna quando fu espulsa dalla sua casa durante l'Olocausto," fonti politiche hanno citato ...

Lapid's grandmother died in the gas chambers at Auschwitz death camp. (La nonna di Lapid morì nelle camere a gas del campo della morte di Auschwitz.)

Dismissed


But an angry Sharon retorted that Lapid's remarks were "unacceptable and intolerable", the sources said. (Ma un irato Sharon ha ribattuto che le osservazioni di Lapid erano "inaccettabili e intollerabili", hanno riferito le fonti.)

However, there are numerous examples of other prominent Israeli politicians and military figures criticising their own brutal policies. (Comunque, ci sono numerosi esempi di altri eminenti politici e figure militari che criticano le loro stesse politiche brutali.)


Former Israeli Prime Minister Ehud Barak was quoted in Haaretz on 3 June 1998 saying if he were a Palestinian, he would also join a resistance group. (Il precedente Primo Ministro Ehud Barak è stato citato in Haaretz on 3 June 1998 quando diceva che se lui fosse stato un Palestinese, si sarebbe unito a un gruppo della resistenza.)






"We're told all the time the Palestinians want to throw us into the sea. We have six million people in the strongest Army in the region yet we speak of them as if they were two equal powers. It's just manipulating people's fears"

Shrilamut Aroni,
former cabinet member


Israel's first prime minister, David Ben-Gurion, was quoted by Nehum Goldman in the book The Israeli Paradox, as going a step further: (Il primo Primo Ministro Israeliano, David Ben-Gurion, è stato citato da Negum Goldman nel libro "Il paradosso Israeliano", mentre andava oltre:)


"If I were an Arab leader I would never sign an agreement with Israel. It is normal, we've taken your country.


"There has been anti-Semitism, the Nazis, Hitler, Auschwitz, but was that their fault? They see but one thing, we have come and we have stolen their country. Why would they accept that?"

Military criticism


More recently, Israeli tactics have come in for severe criticism from the very people ordered into the occupied Palestinian territories to "prevent terrorism".


On 4 April 2002, a reservist who refused to serve - Ishai Rosen-Zvi – questioned his own army's tactics.


"We are at war again, what is this war intended for? Preventing terrorism? This isn't even an unfunny joke. It is clear and embarrassing to repeat that these operations are the ultimate laboratories for the creation of terrorism."








Leaving their Rafah home to an
Israeli 'defence force' bulldozer


"Occupation of towns and villages, the breaking and entry and vandalising of homes. The cutting off, the humiliation, the suppression, killing by the fastest and most effective factories of terrorism."


Rosen-Zvi even claimed that in the late 90s, support among Palestinians for human bombing ran at about 20%. "Today it is hard to find someone among them who will denounce this phenomenon."


"Nobody believes that more occupation, more killing, destroying and humiliation will help to decimate it."


Explanation


Former cabinet member Shrilamut Aroni attempted to explain why more Israeli politicians fail to see the brutality of their policies.


"The Jews were once victims. Now we're brainwashed to believe we'll always be victims and victims can do no wrong. Suddenly we've become strong and greedy and pretend we can justify everything.


"We're told all the time the Palestinians want to throw us into the sea. We have six million people in the strongest Army in the region yet we speak of them as if they were two equal powers. It's just manipulating people's fears."






"It is clear and embarrassing to repeat that these operations are the ultimate laboratories for the creation of terrorism"

Ishai Rosen-Zvi,
Israeli reservist refusnik


But the final word must go to Moshe Dayan - one of the most candid, and charismatic, generals in Israeli history.


Speaking to Haaretz on 4 April 1969, he summarised the number one reason for the current Intifada.


"Jewish villages were built in the place of Arab villages. You do not even know the names of these Arab villages. I do not blame you because geography books no longer exist, not only do the books not exist, the Arab villages are not there either.


"There's not one single place built in this country that did not have a former Arab population."



http://english.aljazeera.net/NR/exeres/E4D19123-9DD3-11D1-B44E-006097071264.htm


da HAARETZ


'Help us free our boys' - By Lily Galili



Two weeks ago, the refusenik movement in Israel received an unexpected expression of support from Attorney General Menachem Mazuz, who openly spoke of his understanding and sympathy for conscientious objectors of all sorts. It provided an ideological shot of encouragement to refuseniks and their supporters. The parents of the five refuseniks now serving jail terms in civilian prisons for their refusal to serve in the Israel Defense Forces will use Mazuz's statement in an upcoming publicity campaign prior to a June 15 hearing to discuss lightening the prison sentence. The attorney general's statement is quoted in a flyer appearing under the headline "Free the boys." (Due settimane fa, il movimento refusenik in Israele ha ricevuto una inattesa espressione di supporto dal Procuratore Generale (?) Menachem Mazuz, che apertamente ha parlato della sua comprensione e simpatia per gli obiettori di coscienza di ogni tipo. Questo ha fornito una possibilità di incoraggiamento per i refuseniks e i loro sostenitori. I genitori di cinque refusenik, che stanno scontando una condanna in prigioni civili per il loro rifiuto di servire nelle Foze della Difesa di Israele, useranno la dichiarazione di Mazuz in una imminente campagna pubblicitaria di un'udienza il 15 Giugno per discutere lightening the prison sentence. La dichiarazione del procuratore generale è citata in un opuscolo sotto il titolo "Free the boys".)

The parents offer Mazuz's statement as a sympathetic statement by the civilian justice system that acts as a counterweight to the military justice system, which is treating the case in a way that appears to them as being vindictive and lacking proportionality. The message of the campaign is intentionally non-ideological but rather emotional: "Help us free our boys." It is an attempt to enlist support not necessarily from those who traditionally back the refusal to serve, but from the public at large, which can rally around the call to reduce the refuseniks' sentence, a right that is granted to murderers and rapists. (I genitori presentano la dichiarazione di Mazuz come un'affermazione di comprensione da parte del sistema della giustiziacivile che che agisce in qualità di contrappeso rispetto al sistema della giustizia militare, che sta trattando il caso in un modo che gli appare vendicativo e sproporzionato. Il messaggio della campagna è intenzionalmente non-ideologico ma piuttosto emotivo: "Aiutateci a liberare i nostri ragazzi". E' un tentativo di ottenere un sostegno non necessariamente da coloro che tradizionalmente appoggiano il rifiuto a servire, ma da un pubblico più largo, che può riunirsi aound the call per ridurre la condanna per i refusenik, un diritto che è garantito ad assassini e stupratori.)


However, immediately after Mazuz made his statements came the week of carnage in Gaza. Although there is seemingly no connection between the two issues, heart and emotion are now being given to the dead sons, but not necessarily to the imprisoned sons. One doubts that the crowd that rose to its feet to applaud the Givati Brigade commander on Yair Lapid's talk show at the height of the Rafah operation would identify with the parents of the refuseniks. "It most certainly makes things harder," says Marit Zameret, the mother of the imprisoned Shimri. "When I was handing out the first flyers with the demand to release them, at the demonstration at Rabin Square, people were telling me that it's safer to sit in jail than to be in Gaza. It's true. Right now, even I'm happy that he's sitting in jail." [...]
(In ogni caso, immediatamente dopo che Mazuz ha fatto la sua dichiarazione, è arrivata la settimana della strage di Gaza. Sebbene apparentemente non vi sia connessione tra le due cose, cuore ed emozione stanno ora battendo per i figli morti, non per i figli imprigionati. ... scusatemi ma non riesco ad andare avanti con la traduzione, forse rifiuto di capire o non capisco davvero. Scusatemi ancora.)


http://www.haaretzdaily.com/hasen/objects/misc/BackHome.jhtml


Ho scelto due articoli per dare almeno uno sguardo al punto di vista dell'altro. h

























lunedì 24 maggio 2004










Michael Moore

CANNES - 22 Maggio 2004


Palma d'oro per Fahrenheit 9/11 di Michael Moore


Michael Moore:


"Ma cosa avete fatto?".


"Avete fatto tutto questo per mettermi nei guai. Abbiamo avuto non poche difficoltà".

«Ora abbiamo una distribuzione anche in Albania, così il film sarà visto in tutto il mondo tranne che negli Stati uniti. Ma sono ottimista, so che ce la faremo, voglio che gli americani vedano Fahrenheit, c'è molta gente che vuole la verità».


«Che ore sono ora in America? Probabilmente (Bush) non sarà neppure alla Casa Bianca. E sapete una cosa? Sarà persino contento, in fondo è un onore per l'America portare un premio così ambito a casa».


«Avete dato una nuova luce a questo film. Le persone vogliono la verità ma ci sono altre persone che vogliono nascondere la verità. Avete fatto uscire la verità dall'ombra. Un presidente americano diceva che bisogna dire la verità alle gente perché le cose vadano meglio. Ma era Lincoln, un altro repubblicano. Credo che le cose possano cambiare, credo in un mondo migliore, e chi è morto in Iraq non deve essere invano. Noi americani siamo responsabili di questa classe politica, ma quando un presidente arriva al potere rubando le elezioni è chiaro che pensi di potersi permettere tutto. Anche dire `che ne pensate dell'Iraq?' pensando alla guerra come se fosse un gioco. Sono davvero felice, anche per questo, del premio. È la cosa più bella che si poteva dedicare a tutti i morti in questa guerra».


"Ieri ero in America per consegnare dei diplomi nella scuola di mia figlia, ho ricevuto una chiamata in cui ci si diceva di tornare a Cannes senza dirci perché. Per questo motivo vorrei dedicare la Palma d'oro a mia figlia, ai ragazzi in America e in Iraq e a tutti quelli che soffrono per le azioni degli Stati Uniti".


"Ho la speranza che le cose inizieranno a cambiare, ci sono milioni di americani che la pensano come me. Spero che questo premio possa dare nuova speranza al mondo. Spero che coloro che hanno perso la vita in Iraq almeno non siano morti invano".


"All'inizio delle riprese abbiamo perso il distributore americano ma ora abbiamo un distributore anche in Albania. In questi giorni i produttori Bob e Harvey Weinstein stanno trattando molto seriamente con la Disney, tutti si comportano in modo adulto e confido in una soluzione positiva. In palcoscenico ho dimenticato di ringraziare gli attori, il presidente Bush per primo, che dovrebbe avere un premio speciale per il miglior ruolo comico, ma la scena d'amore tra il vicepresidente Cheney e il ministro Rumsfeld mi dà ancora i brividi. Non so se il presidente saprà di questo premio e di che cosa si tratti".
"Io e mia moglie abbiamo potuto studiare solo fino agli esami di maturità e siamo quindi particolarmente orgogliosi per nostra figlia, ma anche perché pensiamo che sempre di più ai ragazzi deve esser data la possibilità di studiare, sapere, capire".

Anch'io la penso come Michael Moore. E come gli Americani che non si sentono rappresentati né da Bush né dai suoi volenterosi collaboratori. Come si può amare l'America ed essere d'accordo con Bush e non ribellarsi alla sua politica di devastazione? h







domenica 23 maggio 2004

 





Dove


Dove la mente è senza paura
e la testa resta ben alta;
Dove il sapere è libero;
Dove il mondo non è stato ridotto in frammenti
dalle strette mura di casa;
Dove le parole escono a fiotti
dal profondo più fondo di verità;
Dove lo sforzo mai vinto tende le braccia
all’estremo e al perfetto;
Dove il chiaro corso della ragione
non ha perso il suo letto
nel deserto delle morte abitudini;
Dove la mente è guidata per mano
da te verso azioni e pensieri più alti;
In quel cielo, o Padre, di liberi spazi
Fa’ che la mia terra si svegli.


Rabindranatha Takur (Tagore)

venerdì 21 maggio 2004




Michael Berg is comforted by his son David at their house in Chester, Pennsylvania Nick Berg (archive picture)       George W Bush



George Bush never looked into Nick's eyes




Ancor più che gli assassini che hanno tolto la vita a mio figlio,


io condanno coloro che fanno politiche per porre fine alle vite


Michael Berg


Friday May 21, 2004 - The Guardian

My son, Nick, was my teacher and my hero. He was the kindest, gentlest man I know; no, the kindest, gentlest human being I have ever known. He quit the Boy Scouts of America because they wanted to teach him to fire a handgun. Nick, too, poured into me the strength I needed, and still need, to tell the world about him. [Mio figlio, Nick, era il mio maestro e il mio eroe. Egli era il più premuroso, il più gentile uomo che io conosca, no, l'essere umano più gentile che io abbia conosciuto. Lasciò i Boy Scout d'America perché volevano insegnargli a sparare. Nick, anche, mi infondeva la forza di cui avevo bisogno, e di cui ancora ho bisogno, per parlare al mondo di lui.]


People ask me why I focus on putting the blame for my son's tragic and atrocious end on the Bush administration. They ask: "Don't you blame the five men who killed him?" I have answered that I blame them no more or less than the Bush administration, but I am wrong: I am sure, knowing my son, that somewhere during their association with him these men became aware of what an extraordinary man my son was. I take comfort that when they did the awful thing they did, they weren't quite as in to it as they might have been. I am sure that they came to admire him. [La gente mi domanda perché mi concentri nell'attribuire la riprovazione per la tragica e atroce fine di mio figlio sull'amministrazione Bush. Mi domandano: "Non condanni i cinque uomini che l'hanno ucciso?" Io ho risposto che li condanno né più né meno di quanto condanni l'amministrazione Bush, Ma sono in errore: sono sicuro, conoscendo mio figlio, che in qualche posto durante il loro rapporto con lui questi uomini abbiano avuto consapevolezza di quale straordinario uomo fosse mio figlio. Traggo conforto dal fatto che, quando loro hanno fatto la tremenda cosa che hanno fatto, ... . Sono sicuro che loro hanno finito per ammirarlo.]


I am sure that the one who wielded the knife felt Nick's breath on his hand and knew that he had a real human being there. I am sure that the others looked into my son's eyes and got at least a glimmer of what the rest of the world sees. And I am sure that these murderers, for just a brief moment, did not like what they were doing. [Sono sicuro che quello che maneggiava il coltello ha sentito il respiro di Nick nella sua mano e ha capito che aveva un vero essere umano là. Sono sicuro che gli altri hanno guardato negli occhi di mio figlio e hanno colto un barlume di ciò che il resto del mondo vede. E sono sicuro che questi assassini, proprio per un breve momento, non hanno trovato attraente ciò che stavano per fare.]


George Bush never looked into my son's eyes. George Bush doesn't know my son, and he is the worse for it. George Bush, though a father himself, cannot feel my pain, or that of my family, or of the world that grieves for Nick, because he is a policymaker, and he doesn't have to bear the consequences of his acts. George Bush can see neither the heart of Nick nor that of the American people, let alone that of the Iraqi people his policies are killing daily. [George Bush non ha mai guardato negli occhi di mio figlio. George Bush non conosce mio figlio, e lui è il peggiore per questo. George Bush, per quanto padre lui stesso, non può sentire la mia pena, o quella della mia famiglia, o del mondo che è addolorato per Nick, perché lui è un politicante, e non ha da sopportare le conseguenze dei suoi atti. George Bush non può vedere né il cuore di Nick, né quello del popolo Americano, per non parlare del popolo Iracheno che le sue politiche stanno uccidendo ogni giorno.]


Donald Rumsfeld said that he took responsibility for the sexual abuse of Iraqi prisoners. How could he take that responsibility when there was no consequence? Nick took the consequences. [Donald Rumsfeld ha detto di essersi preso la responsabilità per gli abusi sessuali sui prigionieri Iracheni. Come potrebbe prendersi quella responsabilità se non ci sono conseguenze? Nick ha subito le conseguenze.]


Even more than those murderers who took my son's life, I can't stand those who sit and make policies to end lives and break the lives of the still living. [Perfino più che quegli assassini che hanno tolto la vita a mio figlio, io non posso sopportare coloro i quali sono in carica e fanno politiche per porre fine alle vite e spezzare le vite di chi è ancora vivo.]


Nick was not in the military, but he had the discipline and dedication of a soldier. Nick Berg was in Iraq to help the people without any expectation of personal gain. He was only one man, but through his death he has become many. The truly unselfish spirit of giving your all to do what you know in your own heart is right even when you know it may be dangerous; this spirit has spread among the people who knew Nick, and that group has spread and is spreading all over the world. [Nick non era nell'esercito, ma aveva la disciplina e la dedizione di un soldato. Nick Berg era in Iraq per aiutare le persone senza alcuna aspettativa di guadagno personale. Era soltanto un uomo, ma per la sua morte egli è diventato molti. L'autentico spirito altruista ...; questo spirito si è diffuso tra le persone che hanno conosciuto Nick, e quel gruppo si è sparso e si sta spargendo in tutto il mondo.]


So what were we to do when we in America were attacked on September 11, that infamous day? I say we should have done then what we never did before: stop speaking to the people we labelled our enemies and start listening to them. Stop giving preconditions to our peaceful coexistence on this small planet, and start honouring and respecting every human's need to live free and autonomously, to truly respect the sovereignty of every state. To stop making up rules by which others must live and then separate rules for ourselves. [Così, che cosa dovevamo fare noi quando in America siamo stati attaccati on September 11, quel giorno infame? Io dico che avremmo dovuto fare ciò che mai prima avevamo fatto: smettere di parlare alla gente che abbiamo etichettato come nostri nemici e cominciare ad ascoltare. Mettere fine alle precondizioni per la nostra coesistenza pacifica su questo piccolo pianeta, e cominciare a onorare e rispettare ogni bisogno umano di vivere in libertà e autonomia, per rispettare veramente la sovranità di ogni stato. Smettere di stabilire le regole in base alle quali gli altri devono vivere e poi scegliere le regole per noi stessi.]


George Bush's ineffective leadership is a weapon of mass destruction, and it has allowed a chain reaction of events that led to the unlawful detention of my son which immersed him in a world of escalated violence. Were it not for Nick's detention, I would have had him in my arms again. That detention held him in Iraq not only until the atrocities that led to the siege of Fallujah, but also the revelation of the atrocities committed in the jails in Iraq, in retaliation for which my son's wonderful life was put to an end. [L'inefficace leadership di George Bush è un'arma di distruzione di massa, e ha permesso una reazione a catena di eventi che ha portato all'illegale detenzione di mio figlio che lo ha immerso in un mondo di violenza intensificata. Se non fosse stato per la detenzione di Nick, l'avrei avuto di nuovo tra le mie braccia.Quella detenzione l'ha trattenuto in Iraq non solo fino alle atrocità che fatte alla sede di Falluja, ma anche dopo la rivelazione delle atrocità commesse nelle prigioni Irachene, come rappresaglia fo which la meravigliosa vita di mio figlio è stata stroncata.]


My son's work still goes on. Where there was one peacemaker before, I now see and have heard from thousands of peacemakers. Nick was a man who acted on his beliefs. We, the people of this world, now need to act on our beliefs. We need to let the evildoers on both sides of the Atlantic know that we are fed up with war. We are fed up with the killing and bombing and maiming of innocent people. We are fed up with the lies. Yes, we are fed up with the suicide bombers, and with the failure of the Israelis and Palestinians to find a way to stop killing each other. We are fed up with negotiations and peace conferences that are entered into on both sides with preset conditions that preclude the outcome of peace. We want world peace now. [Il lavoro di mio figlio va avanti. Dove c'era un apcifista prima, io ora vedo e ho sentito da migliaia di pacifisti. Nick era un uomo che agiva in base ai suoi principi. Noi, il popolo di questo mondo, abbiamo bisogno di agire coerentemente con i nostri principi. Noi abbiamo bisogno di di far sapere ai malfattori su entrambe le sponde dell'Atlantico che ne abbiamo abbastanza della guerra. Noi ne abbiamo abbastanza di uccidere e bombardare e mutilare persone innocenti. Sì, noi ne abbiamo abbastanza dei kamikaze, e del fallimento di Israeliani e Palestinesi nel cercare una strada per smettere di massacrasi a vicenda. Noi ne abbiamo abbastanza di negoziazioni e conferenze di pace che vengono avviate da antrambe le parti con condizioni programmate che precludono il raggiungimento della pace. Noi vogliamo un mondo di pace ora.]


Many have offered to pray for Nick and my family. I appreciate their thoughts, but I ask them to include in their prayers a prayer for peace. And I ask them to do more than pray. I ask them to demand peace now. [Molti hanno offerto preghiere per Nick e la mia famiglia. Apprezzo i loro pensieri, ma chiedo loro di includere nelle loro preghiere una preghiera per la pace. E chiedo loro di fare di più che pregare. Io chiedo loro di pretendere la pace ora.]


Cambridgeshire: Pasque Flower


Michael Berg è il padre di Nick Berg, il contractor US decapitato in video in Iraq questo mese da un gruppo che si ritiene legato ad al-Qaida. This is an extract from his message of support for the Stop The War Coalition's demonstration, End the Torture - Bring the Troops Home Now, which will be held at 11am tomorrow at the Embankment in London


http://www.guardian.co.uk/0,6961,,00.html


http://www.stopwar.org.uk/








Festa di matrimonio



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'US soldiers hanno cominciato a parare contro di noi, uno per uno'

I sopravvissuti descrivono il massacro del matrimonio, mentre i generali rifiutano di scusarsi

Rory McCarthy in Ramadi
Friday May 21, 2004
The Guardian

La festa del matrimonio era finita e le donne avevano appena condotto la giovane sposa e lo sposo alla tenda del loro matrimonio quando Haleema Shihab ha sentito i primi suoni dei caccia che stridevano attraverso il cielo in alto.


Erano le 22.30 nel remoto villaggio di Mukaradeeb ai confini con la Siria e gli ospiti si afferttavano a tornare alle loro case a festa finita. Mentre la cognata dello sposo, Mrs Shihab, 30, dormiva con suo marito e i bambini nella casa, la villa della famiglia Rakat. Lei è stata una dei pochi nella casa che sono sopravvissuti nella notte.


"Il bombardamento è cominciato alle 3 del mattino," ha detto ieri dal suo letto nel reparto di emergenza dell'ospedale generale di Ramadi, 60 miglia a ovest di Baghdad. "Siamo venuti fuori dalla casa e i soldati Americani hanno cominciato a sparare contro di noi. Loro sparavano in basso a terra e ci bersagliavano uno a uno," ha detto. Lei è corsa via con il figlio più giovane tra le braccia e i suoi due ragazzi, Ali and Hamza, che la seguivano da vicino. Mentre attraversavano i campi un proiettile è esploso vicino a lei, fratturandole le gambe e sbattendola a terra.


Lei rimane e un secondo colpo l'ha colpita al braccio destro. Ormai i suoi due ragazzi rimangono morti. "Li ho lasciati perché erano morti," ha detto. Uno di loro, l'ha visto, era stato decapitato da un proiettile.


"Io sono caduta nel fango e un soldato Americano si è avvicinato e mi ha dato dei calci. Ho finto di essere morta perché non mi uccidesse. Il mio bambino più piccolo era vivo vicino a me."


La descrizione di Mrs Shibab, sostenuta da altri testimoni, di una attacco a un villaggio addormentato è in contrasto con la dichiarazione Americana secondo cui loro erano sotto il fuoco (dei nemici) mentre puntavano a un combattente straniero sospettato safe house.


La signora ha descritto come nelle ore prima dell'alba ha visto che le truppe Americane hanno distrutto la villa di e la casa accanto, riducendo le costruzioni in macerie.


Un altro parente ha portato Mrs Shihab e il suo bambino sopravvissuto all'ospedale. Là le hanno detto che anche suo marito Mohammed, il più vecchio dei Rakat sons, era morto.


Mentre parlava, Mrs Shihab gesticolava con le mani ancora colorate del rosso scuro dell'hennè che le donne avevano usato per decorarsi per il matrimonio. Accanto a lei ieri c'erano tre bambine della famiglia Rakat gravemente ferite: Khalood Mohammed, di appena una anno e struggling for breath, Moaza Rakat, 12, e Iqbal Rakat, 15, al quale i medici avevano già amputato il piede destro.


Dall'alba di mercoledì sulla casa della famiglia Rakat, il raid ha stroncato 42 vite, secondo Hamdi Noor al-Alusi, manager dell'ospedale genrale al-Qaim general hospital, il più vicino al villaggio.


27 dei morti erano mebri della famiglia Rakat, i loro ospiti al matrimonio e perfino il gruppo di musicisti ingaggiati per suonare alla cerimonia, tra cui Hussein al-Ali from Ramadi, uno dei più popolari cantanti dell'Iraq occidentale.


Il Dr Alusi ha detto che 11 dei morti erano donne e 14 erano bambini. "Voglio sapere perché gli Americani abbiano bersagliato questo piccolo villaggio," ha detto al telefono. "Queste persone erano miei pazienti. Conosco ognuno di loro. Che cosa ha causato questo disastro?"


A dispetto della compelling testimonianza di Mrs Shihab, il Dr Alusi e altri ospiti del matrimonio, l'esercito US, messo di fronte alla manifesta evidenza di una ltro scandalo ancora in Iraq, ha offerto un inspiegabile diverso rapporto sull'operazione.


L'esercito ha ammesso che c'era stato un raid sul villaggio alle 3 del mattino di mercoledì ma ha detto che aveva preso di mira una "suspected foreign fighter safe house".


"Durante l'operazione, le forze della coalizione si sono trovate sotto il fuoco nemico e il vicino supporto aereo ha provveduto," si è detto in una dichiarazione. I soldati sul luogo allora hanno recuperato armi, dinari Iracheni e pounds Siriani (valore approssimativo £800), passaporti stranieri e una "Satcom radio", presumibilmente un satellite telephone.


"We took ground fire and we returned fire," ha detto il Brigadier General Mark Kimmitt, direttore delegato delle operazioni per l'esercito US military in Iraq. "Stimiamo che siano state uccise circa 40 persone. Ma abbiamo operato secondo le nostre regole di ingaggio."


Major General James Mattis, commander of the 1st Marine Division, criticava coloro che hanno sostenuto che fosse stato colpita una festa di matrimonio. "Quante persone vanno in mezzo al deserto ... per partecipare a un matrimonio, a 80 miglia (130km) dalla più vicina civilisation? Costoro erano più di due dozzine di miliziani uomini. Non siamo ingenui."


Quando i reporters gli hanno fatto domande sulfilmato alla televisione Araba di bambini che venivano calti in una tomba, ha replicato: "Non ho visto le foto ma cose brutte accadono in guerra. Non ho da scusarmi per la condotta dei miei uomini."


La festa a Mukaradeeb era un dei più grandi eventi dell'anno per un piccolo villaggio di appena 25 houses. Haji Rakat, il padre, aveva finalmente combinato un'unione tribale a lungo negoziata per mettere insieme due metà di una famiglia molto estesa, i Rakats e i Sabahs.


Il secondo figlio di Haji Rakat, Ashad, avrebbe sposato Rutba, una cugina dei Sabahs. In una seconda ceremonia una delle cugine di Ashad, Sharifa, avrebbe sposato un giovane Sabah, Munawar.


Un'ampia tenda da sole era stata messa nel giardino di villa Rakat per ospitare la cerimonia. Era stata chiamata una banda musicale, condotta da Hamid Abdullah, che dirige lo studio di registrazione Music of Arts a Ramadi, la più vicina major town.


Aveva portato il suo amico Hussein al-Ali, un cantante popolare Iracheno che canta su un canale televisivo di Ramadi. Un gruppo di altri musicisti fra i quali il fratello del cantante Mohaned, hanno suonato i tamburi e le stastiere.


Le cerimonie sono cominciate mercoledì mattina e si sono protratte fino alla tarda serata. "Eravamo felici per il matrimonio. Las gente danzava e parlava," ha detto Ma'athi Nawaf, 55, uno dei vicini.


A sera tarda gli ospiti hanno sentito il rumore dei jet in cielo. Allora da lontano hanno visto le luci di ciò che sembrava essere un convoglio militare che heading their way attraverso il deserto.


La festa è finita intorno alle 22.30 e i vicini sono andati nelle loro case. Alle 3 del mattino è cominciato il bombardamento. "La prima cosa che hanno bombardato è stata la tenda per la cerimonia," ha detto Mr Nawaf. "Abbiamo visto la famiglia che correva fuori di casa. Le bombe cadevano, distruggendo l'intera area."


Allora veicoli militari armati sono entrati nel villaggio, sparando colpi di mitragliatrice e supportati da attack helicopters. "Loro hanno cominciato a colpire la casa e la gente fuori della casa," ha detto.


Prima dell'alba due grandi elicotteri Chinook sono scesi e hanno fatto sbarcare dozzine di soldati. They appeared to set explosives in the Rakat house and the building next door and minutes later, just after the Chinooks left again, they exploded into rubble.


"Ho visto qualcosa che nessuno ha mai visto al mondo," ha detto Mr Nawaf. "C'erano corpi di bambini tagliati a pezzi, donne a pezzi, uomini a pezzi."


Tra i morti c'era sua figlia Fatima Ma'athi, 25, e i suoi bambini, Raad, 4, e Raed, 6. "Ho trovato Raad morto tra le sue braccia. L'altro bambino stava lying (?) accanto a lei. Ho trovato solo la sua testa," ha detto. Sua sorella Simoya, la moglie di Haji Rakat, era stata uccisa anche lei con le sue due figlie. "Gli Americani chiamano queste persone combattenti stranieri. E' una bugia. Voglio soltanto una prova di ciò che stanno dicendo."


Eccezionalmente tra i sopravvissuti le due coppie sposate, che stavano in tende lontano dalla casa principale, e Haji Rakat stesso, un uomo vecchio che era andato a letto prima in una casa vicina.


Sono stati chiamati dei volontari dalla moschea di Ramadi per scavare nel cimitero della tribù, alla periferia meridionale della città.


Là ci sono 27 tombe: mounds of dirt ciascuno segnato da un singolo quadrato di marmo crudely tagliato, un nome scarabocchiato in nero. Alcune hanno soltanto un nome, e una, appartenente alla signora Hamda Suleman, la più breve delle spiegazioni: "The American bombing."


Special report
Iraq



http://www.guardian.co.uk/0,6961,,00.html


Incoraggiamento e speranza da un amico saggio


Irak e Palestina. Ma è tutto il mondo a soffrire crudeltà e morte.


La compassione non basta, ma cosa fare? Intanto difendiamo la


nostra personale capacità di reazione e di partecipazione dal


rischio di implodere sotto lo sgomento. Poi seminiamo piccolo


bene intorno - forse un poco di bene qui serve, per inconosciute


vie, anche là. E speriamo: speranza contro la disperazione.


http://ilvecchio.splinder.it/