martedì 13 gennaio 2004

Intervista a Milena ...

Intervista a Milena Gabanelli (Redazione Articolo 21)


Un tempo eravamo le Ferrovie più sicure d’Europa, lo siamo ancora? Era una delle domande che vi ponevate nel corso della puntata che ha portato, due giorni fa, al licenziamento di due ferrovieri che vi avevano aiutato.


L'azienda sostiene che hanno messo in pericolo la sicurezza


dei passeggeri. Noi di articolo 21 pensiamo sia una forma di censura. Vietato raccontare cose che, secondo Trenitalia, non dovrebbero essere raccontate. Tu che giudizio ne dai?
Di questo passo non saremo più le ferrovie più sicure d'Europa, ed era questo il senso della nostra puntata.


Ridurre il numero dei macchinisti e la manutenzione può solo portare disastri, purtroppo.


E' vero che le 4 persone licenziate hanno violato il regolamento di ferrovie


(permettendoci di filmare dalla cabina), e dal punto di vista di Ferrovie meritano una sanzione,


ma il licenziamento è qualcosa che ci riporta alla Fiat di Valletta.


Quei ferrovieri, peraltro non iscritti al sindacato, hanno dimostrato grande coraggio e buon senso,


perchè in ballo oltre alla loro vita c'è quella di tutti i passeggeri.


Trenitalia farebbe bene ad occuparsi di più dei problemi che riguardano


la sicurezza anzichè reprimere coloro che denunciano le carenze.


Peraltro già denunciate, inutilmente, in un rapporto interno di Ferrovie nel 1997.


Qualche giorno fa un treno ha fatto 25 km da solo, senza macchinista a bordo.


Non basta forse questo a sostenere che ci sono grandi problemi di sicurezza?


O parlare della vicenda di Solignano del giugno del 2000?



Nel riportare la notizia i giornali hanno sottolineato la questione sicurezza come "emergenza",


senza però fare riferimento al fatto che "chi parla, paga". Questo è un errore.


Già!!!


I nostri egregi giornali non hanno parlato del licenziamento dei quattro


ferrovieri. Chi li difenderà? Chi ridarà loro il lavoro?


In ogni caso, potrei capire una sanzione, ma il licenziamento no,


il licenziamento è un provvedimento di una gravità assoluta,


assimilabile a quello di una condanna capitale in certi casi. (h)





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