giovedì 20 novembre 2003

20 Novembre 2003 - Parlamento Europeo


BERLUSCONI PRIMO PRESIDENTE DI TURNO UE


A RICEVERE UNA CENSURA UFFICIALE DAL PARLAMENTO EUROPEO


PER LE POSIZIONI ASSUNTE SU CECENIA E KYOTO


IN CONTRASTO CON L'ASSEMBLEA CHE RAPPRESENTA


A proposito delle leggende Cecene

Cecenia: Berlusconi, dopo la deplorazione del Parlamento, rettifichi alla sessione di dicembre
Dichiarazione degli onn. Pasqualina Napoletano e Claudio Fava, europarlamentari DS-PSE

Come ampiamente previsto, il Parlamento ha deplorato le dichiarazioni del presidente di turno del Consiglio Europeo, Silvio Berlusconi, a proposito della politica russa in Cecenia, del sostegno dato al presidente Putin sulla situazione dei diritti umani in quella regione e della condizione della democrazia nella Federazione russa.
La risoluzione che contiene la "deplorazione" per il presidente di turno è un fatto, forse senza precedenti, nella storia del Parlamento Europeo. La censura nei confronti del presidente in carica trova fondamento in una posizione politica consolidata di tutte le istituzioni dell'Unione nel quadro delle relazioni tra l'UE e la Russia.
Dopo il voto del Parlamento Europeo, il presidente di turno farebbe bene a rettificare le dichiarazioni del 6 novembre, a conclusione del summit di Roma, e a dare conto di questa rettifica nel corso della presentazione dei risultati del semestre alla sessione di dicembre.


Strasburgo, 20 novembre 2003



Qualche considerazione sull' INFORMAZIONE


Nonostante gli orrori di questi giorni, i nostri telegiornali avrebbero


dovuto dare rilievo a questa notizia importante per noi Italiani:


da una parte è bene che prendiamo atto di questa umiliazione


che ci tocca per interposta persona, dall'altra è bene sapere che


il nostro rappresentante non viene meno alla lealtà solo nei


confronti delle cittadine e dei cittadini Italiani.


Il Parlamento Europeo si occuperà anche della LIBERTA' DI


INFORMAZIONE nel nostro Paese.


Personalmente ripongo molte speranze in un possibile


intervento Europeo che mitighi l'attuale stato della


NOSTRA LIBERTA' DI ESPRESSIONE E DI INFORMAZIONE


SEMPRE PIU' SOFFOCATA.


     


 












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