venerdì 31 dicembre 2004




SU RICHIESTA DEL GOVERNO BELGA IL DALAI LAMA CANCELLA LA SUA VISITA A BRUXELLES

Bruxelles, 9 maggio 2007. (Phayul/TibetNet)
Cedendo alle ripetute pressioni cinesi, il governo belga ha chiesto al Dalai Lama di cancellare la sua visita a Bruxelles dove, i giorni 11 e 12 maggio, il leader tibetano avrebbe partecipato alla sessione inaugurale della quinta conferenza mondiale dei Gruppi di Sostegno al Tibet e incontrato alcuni parlamentari europei. Il governo belga, nel motivare la sua richiesta, ha messo in relazione la visita del Dalai Lama a Bruxelles con la prossima visita (16 – 26 giugno 2007) di una delegazione commerciale, guidata dal Principe Filippo del Belgio, a Pechino ed ha ammesso di aver ricevuto ripetute sollecitazioni dal governo cinese affinché il capo dei tibetani non effettuasse il suo viaggio.


Il Dalai Lama, non volendo creare problemi al paese che ospiterà la conferenza, ha acconsentito alla cancellazione della visita. In un comunicato diramato il 7 maggio 2007, Tempa Tsering, Ministro degli esteri del governo tibetano in esilio, afferma: “La decisione di Sua Santità il Dalai Lama è in sintonia con la convinzione che, in quanto cittadino del mondo, è suo primo dovere essere di aiuto all’umanità. In quanto monaco buddista, è suo secondo dovere fare da ponte tra le religioni. Infine, come tibetano, il suo terzo dovere è quello di servire la causa del Tibet e dei tibetani”.


La richiesta del governo belga ha un precedente: nel 2005 il Dalai Lama fu costretto a posporre una sua visita a Bruxelles, programmata per il giugno di quell’anno, a causa della concomitanza con la visita in Cina del Re Alberto II.


Quest’anno il governo belga si è spinto oltre e, piegandosi alla caparbia intromissione di Pechino, ha fatto sì che il leader tibetano rinunciasse a presenziare alla conferenza mondiale dei Gruppi di Sostegno. “È vergognoso che il Belgio, uno stato membro dell’Unione Europea e un paese con una lunga tradizione democratica rinneghi i propri valori e prenda ordini da un regime repressivo”, ha dichiarato Yael Weisz-Rind, direttore di Free Tibet Campaign. Sullo stesso tono anche le parole di Tsering Jampa, direttore di International Campaign – Europa: “Siamo molto dispiaciuti che il Belgio, uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea, si sia piegato alle maniere forti di Pechino ed abbia impedito al Dalai Lama di parlare. L’UE dovrà ora riflettere sulle implicazioni e sul significato di questa cancellazione a una settimana dall’inizio del dialogo UE – Cina sui diritti umani, in programma a Berlino i giorni 15 e 16 maggio”.


Anche l’Associazione Italia-Tibet esprime il proprio stupore e il proprio rammarico per l’accaduto. A un anno dalle Olimpiadi del 2008, è evidente che la Cina non ha alcuna intenzione di risolvere il problema tibetano né di aprirsi ad alcuna riforma. L’arroganza di Pechino e la facilità con cui, in nome di interessi economici, ottiene la compiacenza di paesi sovrani e democratici devono essere motivo di profonda riflessione. [ Associazione Italia-Tibet - QUI ]


IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA UNA RISOLUZIONE SUL TIBET

Strasburgo, 15 febbraio 2007. (ICT/Phayul)
Con un’astensione e settantuno voti a favore su un totale di settantadue eurodeputati presenti, il Parlamento Europeo ha approvato una “Risoluzione sul Dialogo tra il Governo Cinese e gli Inviati del Dalai Lama”. Il documento, nei primi tre punti, afferma che il Parlamento Europeo:

- Chiede al Governo della Repubblica Popolare Cinese e al Dalai Lama di riprendere e continuare il dialogo senza precondizioni e in modo lungimirante tale da consentire una soluzione pratica che rispetti l’integrità territoriale della Cina e soddisfi le aspirazioni del popolo tibetano

- Si dichiara soddisfatto delle leggi e dei regolamenti sull’autonomia etnica regionale adottati dal Governo della Repubblica Popolare ma teme che molte di queste leggi contengano condizioni che ne impediscono o ne rendono difficile l’applicazione

- Chiede alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa e agli Stati Membri di sostenere attivamente il consolidarsi del dialogo e, in assenza di tangibili risultati su questioni di fondo e dopo aver consultato entrambe le parti, definiscano il futuro ruolo che l’Unione Europea potrà svolgere per facilitare una soluzione negoziata del problema tibetano, compresa la nomina di uno Speciale Rappresentante dell’Unione Europea per il Tibet. continua QUI





 




Caro diario,


oggi voglio raccogliere alcune immagini fra quelle che rappresentano questi ultimi giorni dell'anno che sono stati così intensamente drammatici da sembrare lunghi quanto e più di un intero anno.



in alto: 10 gennaio 2003 - in basso: 29 dicembre 2004


Satellite images show Indonesia's Aceh province before and after Sunday's tsunami. (CRISP)



Il livello catastrofico del terremoto in Indonesia è tale che evoca quasi automaticamente l'idea di Apocalisse nel senso di evento sconvolgente al punto da far pensare alla fine del mondo. Ma, se ne ricordiamo il significato etimologico, il nostro pensiero può organizzarsi intorno all'idea di 'rivelazione'. E' come una campana che suona e dà l'allarme, richiamando alla riflessione e al lavoro di riadattamento, riarmonizzazione della nostra presenza su un pianeta vivo e dinamico, e generatore di vita proprio in virtù della sua attività 'distruttiva'.


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Certo non saranno queste considerazioni a consolare le vittime di questo sconvolgimento. Non c'è consolazione in questo momento per il dolore umano di chi è stato direttamente colpito. Potrebbe essere accaduto a me o a qualche persona che mi è cara. Che cosa avrei pensato, provato, urlato? L'ineluttabilità dell'evento naturale avrebbe sostenuto una dolorosa rassegnazione, appunto perché questo è il sistema in cui ci troviamo a vivere. Ma il pensiero di una possibilità di salvezza non offerta per incuria o altro, esacerberebbe oltre ogni misura il mio dolore e mi farebbe provare una devastante ribellione. "Si poteva fare qualcosa?". Non per fermare il terremoto e lo tsunami, ma per avvisare il maggior numero possibile di persone dell'arrivo dell'onda. La domanda mi ossessionerebbe per sempre.


Poi penso alle migliaia di persone che vengono volontariamente uccise con armi che sono meraviglie della tecnologia del nostro tempo. Quante morti a causa delle guerre e di una in particolare quest'anno? No, a quelle morti non potrei mai rassegnarmi, e non mi rassegno. Quelle morti sono fuori della natura, sono contro la natura, sono contro ogni idea di etico e di sacro.


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E poi penso ai morti per fame. Sono milioni ogni anno. Più di un olocausto ogni anno. La ragione stessa si ribella di fronte a queste morti. Non voglio dire che queste tragedie immani possano minimamente essere prese come elemento di conforto per la sciagura nell'Oceano Indiano. No, voglio solo sottolineare che quest'ultima è stata causata da eventi naturali, incontrollabili e giganteschi, che sono nell'ordine universale delle cose, mentre le altre ricadono pienamente nella nostra responsabilità. Per questo mi colpisce lo scarto tra le diverse entità delle reazioni. Giustissima l'enorme reazione emotiva di questi giorni, incomprensibile la reazione di equilibrio o di indifferenza negli altri casi, non inferiori né quanto a numero né quanto a intensità della sofferenza.





Immagini:


- This photograph was taken by the crew of Apollo 11 from the Columbia spacecraft just before the first manned landing on the moon in 1969. Widely titled 'Earthrise', it was seen by billions of people worldwide.


- http://www.washingtonpost.com/?nav=globetop;


- Bittersweet sunset : A man watches the sun set at deserted Suk Samran beach as most of the locals stayed away from the sea after news of an expected second tidal wave in Kaboe, close to the southern Thai border with Myanmar. Thu Dec 30, 5:08 PM ET (AFP/Saeed Khan)


- Billowing plumes : Plumes of smokes rise over the city of Mosul after large explosions were heard close to the area of US Camp Marez military base. Wed Dec 29, 4:32 PM ET (AFP/Mauricio Lima)


- Duccio da Boninsegna, Nozze di Cana, Museo dell'Opera del Duomo, Siena





 


14 commenti:

  1. Un bacio e tantissime cose (le migliori) per il 2005!!!!
    8-)

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  2. Un bacio e tantissime cose (le migliori) per il 2005!!!!
    8-)

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  3. buontempo,e qualche occasione di vento..

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  4. Harmonia, grazie per la tua sensibilità...
    Ti auguro buoni giorni.

    un abbraccio.
    Salvatore

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  5. Harmonia, grazie per la tua sensibilità...
    Ti auguro buoni giorni.

    un abbraccio.
    Salvatore

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  6. Condivido il tuo pensiero e ti lascio un abbraccio silenzioso per stanotte, e tanto bene per te!

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  7. ...per un anno sereno, un caro abbraccio...:::(*):::...

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  8. ciao, harmonia, auguri per l'anno nuovo (questo post è davvero molto bello, specie quando sottolinei lo scarto tra le reazioni, giuste e sincere, a questo disastro e l'assuefazione o l'indifferenza alla quotidiana strage per fame e malnutrizione)

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  9. Grazie per le tue riflessioni, anch'io non riesco a rassegnarmi per i tuoi stessi motivi e spero caldamente che siano sempre più numerose le persone come noi.
    Buon anno Rosi

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  10. Grazie per le tue riflessioni, anch'io non riesco a rassegnarmi per i tuoi stessi motivi e spero caldamente che siano sempre più numerose le persone come noi.
    Buon anno Rosi

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  11. mia cara, ero convinta di averti già lasciato i miei auguri...ma non li trovo più!
    ...in tutti i casi, meglio due volte che nessuna! :)))

    (per tutto il resto non c'è bisogno che ti replichi ancora la mia sin-tonia....)

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  12. mia cara, ero convinta di averti già lasciato i miei auguri...ma non li trovo più!
    ...in tutti i casi, meglio due volte che nessuna! :)))

    (per tutto il resto non c'è bisogno che ti replichi ancora la mia sin-tonia....)

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