martedì 4 novembre 2008


"...E' in seguito alla forma materiale, sensazioni, percezioni, attività mentali e coscienza che l'uomo esiste come appellativo, nozione comune, denominazione di usa corrente: un semplice nome". (Milindapanha, II, 1)


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Diario del 4 novembre 2008.


Un giorno brumoso, immalinconito da pioggerellina uggiosa e luce fioca. Un frammento di filosofia buddhista mi aiuta a stemperare ansie e preoccupazioni.


Non è un giorno qualsiasi: novanta anni fa per l'Italia finiva ufficialmente la "grande guerra". Che cosa si può celebrare se non la fine della "inutile strage", come la definì Benedetto XV nel 1917? Che cosa si può commemorare se non le vittime che in altissimo numero scesero all'Ade per la follia dei governanti e dei capi militari?


Non è un giorno qualsiasi: comunque vada l'elezione americana, oggi esce dalle nostre vite George W. Bush, anche se gli effetti della sua amministrazione dissennata e sciagurata continueranno a pesare sugli USA e sul mondo intero. L'uomo, infatti, ha compiuto devastazioni con le sue guerre, ha peggiorato le condizione del suo Paese e del mondo e, infine, si lascia dietro una tragica crisi economica determinata dalla folle arroganza dei liberisti senza freni morali e neanche semplicemente razionali.


Non sarà una notte qualsiasi.


 

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