domenica 27 marzo 2011


Leghismo elettorale

BOLOGNA 2011

 Bologna_Amministrative 2011


 



Questo manifesto, a mio parere, sottende un'ideologia razzista o xenofoba. Sicuramente i leghisti diranno che intendevano solo proporre ai bolognesi un diritto di precedenza ai servizi sociali in base alla residenza. Non sarebbe stato possibile allora concepire un manifesto diverso da questo che esplicita, invece, intenti razzisti o xenofobi con la forza dell'immagini e dello slogan? Gli osservatori, bolognesi e no, i "democratici" soprattutto, si accontenteranno ancora una volta delle spiegazioni di rito? Le conosciamo benissimo: folklore, necessità di arrivare alla "gente", anzi alla pancia di gente che pensano sia sprovvista di encefalo, stile peculiare di un partito "popolare" (non populistico, siete matti?). Ecco, questo è l'approccio con l'elettorato di una città dalle grandi tradizioni civili. Mi dispiace, Bologna, cara, amata Bologna.
 



 


  28 marzo 2011




"Italia razzista", la denuncia
di Human Rights Watch


 

  


4 commenti:

  1. Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari
    e fui contento perché rubacchiavano.

    Poi vennero a prendere gli ebrei
    e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

    Poi vennero a prendere gli omosessuali
    e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

    Poi vennero a prendere i comunisti
    ed io non dissi niente perché non ero comunista.

    Un giorno vennero a prendermi
    e non c'era rimasto nessuno a protestare.

    (attribuita a Bertolt Brecht)

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  2. C'è molto da pensare e anche da preoccuparsi , date le tradizioni della città!
    ( ti ho scritto via Splinder)

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  3. @ Gemisto

    La poesia di Brecht dice una verità lampante che molti non riescono a vedere. Figurarsi i leghisti duri e duri.

    @ stefanomassa

    Incredibile il manifesto fra innumerevoli altre cose incredibili, che, però, fanno parte della nostra vita ormai e si insinuano nelle coscienze per abitudine, per leffetto della ripetizione ossessiva, per l'ndifferenza.

    @ marzia

    Si insinuano dovunque. Bologna è un esempio allarmante di ciò che sta succedendo e che sembra inarrestabile.

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