giovedì 13 aprile 2006


«Fine della corsa per il padrino»: con un titolo che gioca con l'arresto di Bernardo Provenzano, «The Independent» dedica un lungo articolo alla fine dell'era del Cavaliere dopo le elezioni del 9 e 10 aprile e alla cattura del "capo dei capi". «Il fatto che un'era sia finita - scrive il quotidiano britannico - è stata sottolineata dalla straordinaria notizia, appena sette minuti dopo che la sconfitta di Berlusconi è apparsa certa, che il mafioso più ricercato della Sicilia...era stato arrestato». Si è trattato della «più strana delle coincidenze», secondo «The Independent».



«Pensavate forse di esservi liberati di me?».



Fonte: Il Corriere della Sera


No, signor primo ministro, io semplice cittadina, lavoratrice senza successo, perché il mio lavoro, pur socialmente importante, non mi ha resa ricca, io non ho mai pensato che sarebbe stato come nei Paesi normali.


La conosco bene, sa? La conosco direttamente, dai suoi discorsi che ho ascoltato con grande attenzione in tutti questi anni. Così come ho ascoltato le sue smentite, le sue ri-affermazioni, le sue nuove smentite, e tutto il resto. Credo di aver mancato pochissime occasioni per farmi inondare dal suo verbo.


Nella mia famiglia sono stata la prima laureata. I miei genitori hanno fatto sacrifici inenarrabili per darmi la stessa possibilità delle figlie dei professionisti. A scuola non stavo nei primi banchi, ma solo per questioni di statura.


La comunicazione, verbale e non verbale, è una delle mie specializzazioni. Per questo la conosco bene, signor primo ministro, direttamente, forse meglio di chi le è più vicino, anche perché so concentrarmi nell'ascolto. Soprattutto non mi sfuggono facilmente i tratti soprasegmentali del discorso.


Poi, so anche di Storia e di processi storici. Lei ha ragione quando ci dice che non ci libereremo facilmente di lei. Ci vorrà del tempo, molto tempo, temo, per uscire dalla sua ideologia.


Non è forse così per il "fascismo eterno" che sembra sparire, ma carsicamente continua a scorrere, e ciclicamente ricompare nella nostra storia? Appunto come è successo con alcuni candidati della sua coalizione, sinceri e limpidi nell'affermare che quella fiamma continua a bruciare.


La saluto, signor primo ministro. E le auguro di poter un giorno guardarsi dentro e capire.


mercoledì 12 aprile 2006

Non è ancora finita




La Casa delle Libertà chiede di procedere alla verifica di quarantamila schede contestate, ed è nel suo pieno diritto. La procedura, però, sarà lunga, troppo lunga per l'Italia stremata dall'attesa. Per quanti giorni bisognerà continuare a vivere in questo stato di sospensione?


C'è una stranezza nella nuova svolta del premier. Chiede una verifica del voto e nello stesso tempo propone una "grande coalizione", da attuare quindi anche nel caso che la verifica dovesse risolversi a suo favore. Ha già dimenticato tutto quello che ha detto, gridato, insinuato contro la coalizione "nemica", irrimediabilmente nelle mani dei "comunisti", di cui Prodi era l'uomo di facciata. Nuova metamorfosi del cavaliere: quasi un agnello (molto "quasi" e pochissimo "agnello").


Mi piacerebbe fidarmi e brindare alla riconcialiazione. Ma non ci riesco. Troppe disillusioni e inganni e imbrogli, alcuni ancora freschi di giornata. Giusto verificare le schede. Se l'uomo del balcone a Napoli ha vinto, che governi, possibilmente in maniera meno indegna di quanto non abbia fatto finora. Ho guardato gli eletti della sua coalizione. Tre nomi per tutti: Cuffaro, Dell'Utri, Previti. Per la legge italiana sono ancora "innocenti", d'accordo, ma il lavoro di parlamentare non è uguale agli altri lavori, lo è di meno o di più, ma comunque richiede una prudenza politica e giudiziaria superiore, una prudenza che non va confusa con un giudizio  preventivo, ovviamente non giusto. Nel caso specifico della rappresentanza del popolo, però, il garantismo è mistificazione. In tutti gli altri Paesi democratici non esiste. Ci si dimette per questioni di contributi alla babysitter e altre cose di simile gravità. O si divorzia anche, come ha fatto la blairiana moglie dell'ineffabile avvocato Mills.


Il voto popolare non è acqua battesimale che lava i peccati del mondo e nemmeno unzione divina che supera la giustizia dei comuni mortali. Sul cavaliere sono stati scritti innumerevoli libri, il cui contenuto pesa come macigni. Lui sarà puro come un angelo, voglio crederci, ma non mi risulta abbia lottato per far emergere questa sua immagine. Ricordo invece che il "cattivissimo" Di Pietro affrontò tutti i processi che gli furono intentati.


Non voglio seminare zizzania, anzi sono convinta che piano piano dovremo in Italia ritrovare un minimo di comunanza su alcune cose fondamentali. Purtroppo nella nostra vicenda nazionale non si tratta di mettersi d'accordo con uno schieramento di destra normale: questo è il problema. Ci sono state leggi e comportamenti e voti che non solo non vanno dimenticati, ma vanno corretti in nome della giustizia e della convivenza civile. E l'elenco è lungo, ahimè!



Rosolaccio

domenica 9 aprile 2006

Aspettando il voto (2)



Ricominciare! Avvoltolata nel silenzio di casa mia, penso che in qualche modo bisognerà ricominciare, comunque vadano le cose. Se dovesse vincere Berlusconi e con lui dovessero vincere i Previti e i Dell'Utri e i Casini, i Mussolini e i Buttiglioni e i Fini, i Cuffaro e i Giovanardi e i Calderoli, bisognerà pur ricominciare. Dovrà esserci una possibilità di rinnovamento anche nella prospettiva di altri cinque anni barbarici. Non mi sto fasciando la testa prima del tempo, solo voglio alleggerire l'oppressione dell'ansia con qualche progetto.


Ri-prendersi la dignità perduta in politica estera e ri-costruirsi come nazione europea e ri-affermare nella pratica politica il nostro ripudio della guerra. Dobbiamo ben sapere che cosa fare se il "cristiano rinato" dovesse riuscire a dar corso alla sua ultima follia, follia atomica questa volta, contro l'Iran. L'osceno caso è stato rivelato dal celebre Seymour Hersch sul New Yorker: THE IRAN PLANS - Would President Bush go to war to stop Tehran from getting the bomb?


Ri-tornare all'idea che tutte le figliole e tutti i figlioli, a prescindere dal lavoro e dalla ricchezza dei genitori, abbiano uguali diritti a mettere a frutto i propri talenti e ad avere sogni e aspirazioni.


Ri-pensare il dovere di pagare le tasse. Le tasse, già, il grande spauracchio e il grande imbroglio per chi si è lasciato ottenebrare dalla propaganda immorale del riccastro. Forse avere ampie tasse da pagare è una sventura? Non è forse indice di ricchezza e abbondanza (prosit!)? E il riccastro piange, si lagna e si dimena, e odia lo Stato che gli porta via parte della "sua" roba. E istiga gli altri a farlo.


Ri- ... ri- ... ri- ... riacciuffare noi stessi, con i famosi valori umani e civili, con la nostra splendente "identità".



Elezioni: la posta in palio di Alex Zanotelli : un articolo appassionato in cui il missionario comboniano richiama l'attenzione sul pericolo che corre la democrazia e afferma che "Dobbiamo prendere coscienza della gravità di questo momento storico, a ogni livello, e avere il coraggio di contribuire a voltar pagina."


Iris

sabato 8 aprile 2006

Aspettando il voto



Caro diario, sarà una lunga notte fino a lunedì o forse anche martedì. Oscillo tra ottimismo e pessimismo, incapace di trovare un giusto distacco dagli eventi. Nel silenzio ristoratore di queste ore, però, ci sono molte cose che mi si agitano nella mente e che mi opprimono, perché proprio in questi giorni, che mi auguro siano gli ultimi del suo governo, il nostro primo ministro ha svelato il suo vero pensiero, forse suo malgrado, forse addirittura inconsapevolmente.


" Non è dunque l'innocente volgarità da caserma — cui tutti, pur non presidenti del Consiglio, abbiamo largamente fatto ricorso senza per questo sentirci particolarmente infami — che deve essere bollata. Nella frase di Berlusconi c'è qualcosa di ben più grave e sovversivo, che perverte il senso della politica. Il presidente in uscita ha offeso - poco importa con quanta finezza - chi vota senza pensare solo al proprio interesse.


Con un unico insulto, ha liquidato secoli di pensiero liberale e di riflessione sul rapporto tra l'individuo e lo Stato, fra l'interesse privato e quello pubblico, fra il bene individuale e quello comune." Claudio Magris, Il vero insulto, Corriere della Sera 6 aprile 2006


Diventano importantissime anche per noi le richieste di impeachment per Bush junior, che dall'alto della sua fede cristiana persiste nella sua follìa bellica. Si è parlato della nostra partecipazione alle imprese del "cristiano rinato", ma non abbastanza. L'idea di un conflitto con l'Iran non induce all'ottimismo, anzi è un incubo fra i peggiori. Comunque è molto probabile che un nuovo governo Berlusconi, più forte e tracotante che mai, sosterrebbe la politica dell'ex alcolista e non si unirebbe ai Paesi europei decisi a impegnarsi nella ricerca di soluzioni pacifiche dei conflitti. Come non essere in ansia per la pace, mentre ci si distrae per pochi spiccioli? L'impeachment di mister Bush W. riguarda anche il suo amico italiano, e la sua maggioranza parlamentare, e tutti noi, e queste elezioni, non dimentichiamolo.



 



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Johann Heinrich Füssli, L'incubo II, 1781 - Il silenzio

martedì 4 aprile 2006

Caro diario, è da un po' di tempo che qua e là leggo qualche notizia riguardo a richieste di


Impeachment per George Bush


  

Finalmente qualcosa si sta muovendo. La gente ha cominciato a parlare di una possibile procedura di impeachment nei confronti del Presidente George W. Bush – non attraverso pettegolezzi e sussurri, ma apertamente, sui giornali, nella rete, nel corso di ordinarie conversazioni ed addirittura all'interno del Congresso. Come ex membro del Congresso che ha preso parte alla Commissione di Inchiesta della Camera durante l'azione di impeachment contro il Presidente Richard Nixon, credo che abbiano ragione a parlarne. Ricordo ancora con precisione la sensazione di vuoto alla bocca del mio stomaco durante quelle sedute, quando divenne chiaro che il Presidente aveva abusato in maniera così sistematica dei poteri della presidenza e che aveva talmente minacciato l'integrità dello stato di diritto da dover essere rimosso dalla carica.


Come esponente del Partito Democratico che si è opposto a numerose politiche del Presidente Nixon, continuo a pensare che votare per il suo impeachment sia stato uno dei più seri e spiacevoli compiti che io abbia mai dovuto intraprendere. Nessuno dei membri della Commissione provò piacere a votare per l'impeachment; dopo tutto, Democratici o Repubblicani, Nixon era pur sempre il nostro Presidente. A quell'epoca, speravo che il lavoro della nostra Commissione avrebbe inviato un segnale forte ai futuri Presidenti riguardo al fatto che essi sono tenuti ad obbedire alle regole dello stato di diritto. Mi sbagliavo. ... continua


di Elizabeth Holtzman - Traduzione per Megachip di Giulia Sandri


Fonte: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=1706


lunedì 3 aprile 2006


  



    



    Dove sei, o mio dolce bambino? Ah! ch'io pensi che il tuo spirito nutre colla sua vita intensa e soave, l'amore delle vive erbe e delle foglie, fra queste tombe e deserte rovine: - ch'io pensi che attraverso i profondi semi dei dolci fiori e dell'erbetta al sole, nei loro colori e nelle loro tinte, possa passare una parte di te...



Per il tenero Tommaso, dal compianto di Shelley per il suo figlioletto.