domenica 7 ottobre 2007

     


Tutti i Diritti Umani per Tutti



Marcia della pace da Perugia ad Assisi col pensiero alla Birmania, al Darfur, al Tibet e a tutti i luoghi senza giustizia e senza libertà, dove i diritti umani sono violati ogni giorno. E nel ricordo di Anna Politkovskaja, e di tutti i giornalisti e le giornaliste vittime come lei. E con l'angoscia infinita delle guerre in Afghanistan, in Palestina, in Iraq, e di tutte le guerre.



Affari (&) generali è un post dell'amico Tuareg sulle possibili azioni concrete per la liberazione dei birmani. Ogni gesto preso signolarmente si imprime nell'intera vicenda umana, per quanto rimanga ininfluente nelle situazioni immediate. Ma molti gesti singoli possono sviluppare la potenza di una valanga e determinare un cambiamento. Io credo fermamente nel valore di ogni singolo gesto non violento volto a diffondere l'attuazione dei diritti umani.


Le virtù nella Bhagavad Gita, virtù hinduiste e buddhiste fissate molti secoli prima della nostra era, in Convivium.

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giovedì 4 ottobre 2007


Per creare una rete nella rete.



Accendi la candela della speranza



PeaceReporterPeaceReporter, per un giorno, è birmano .





International Bloggers' Day for Burma on the 4th of October


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TIBET E BIRMANIA 


  



Un confronto atroce e improponibile.


I Birmani sono prigionieri di un potere criminale sostenuto da "grandi" complici se non mandanti. In Birmania esiste anche il lavoro forzato o, meglio, una forma occulta di schiavitù. I birmani sono in stato di povertà estrema, ma la Birmania è un paese ricco di risorse naturali. Sulla Birmania incombe la Cina in compagnia della Russia e dell'India.


I Tibetani sono prigionieri di una potenza straniera che ha ingoiato il Tibet enza problemi. In Tibet è stato attuato un lungo violento genocidio che ora continua con mezzi meno cruenti ma non meno efficaci: lo spostamento di enormi masse di cinesi allo scopo di far scomparire la cultura tibetana e lo sfruttamento economico. I Tibetani rischiano di scomparire. Sul Tibet incombe la Cina in compagnia del mondo intero che solo formalmente e flebilmente si oppone a questo crimine.


I Birmani, prima o poi, dovrebbero farcela a scrollarsi di dosso la giunta militare, la Cina, la Russia, l'India e chiunque altro. I Tibetani, invece, non hanno speranze (mi auguro di sbagliarmi e di essere smentita). La dimostrazione è in quella mappa in cui il Tibet appare come un boccone nella pancia di un grande mostro.


Io continuo la mia lotta solitaria contro il potere economico della Cina ( una su 6 miliardi, non importa ). I giochi olimpici sarebbero una grande occasione, ma non credo che si farà nulla di dirompente. La pretesa che le Olimpiadi siano un momento di apertura e di possibile sostegno alla civiltà dei diritti umani non ha grande peso. I governanti cinesi incasseranno gli utili in termini economici e di immagine e tutto rimarrà come prima. Io continuerò, pateticamente, a non comprare nulla di cinese.


Informazioni:  BBC Burmese [ About BBC Burmese ]


   Burmese government partially blames poverty for the use of forced labour. (Photo by Paula Bronstein/Getty Images)


Ultime notizie da una fonte "quasi" locale:  Irrawaddy updates

martedì 2 ottobre 2007

Aggiornamento del 3 ottobre 06:48


Birmania, la Total sotto inchiesta in Belgio



L'accusa: «Ha collaborato con la giunta militare». La magistratura accoglie la denuncia presentata da alcuni rifugiati per crimini contro l'umanità


BRUXELLES - La magistratura belga ha deciso di accogliere la denuncia presentata nel 2002 da alcuni rifugiati birmani e di mettere sotto inchiesta l’azienda petrolifera francese Total per presunti reati di complicità in crimini contro l’umanità: lo hanno reso noto i legali dei querelanti.


BATTAGLIA LEGALE - La denuncia era stata presentata nel 2002 da quattro rifugiati birmani, secondo i quali la Total avrebbe utilizzato manodopera forzata fornita dalla giunta militare al potere in Birmania - accusata di crimini contro l’umanità - per la costruzione di un gasdotto. Dopo tre anni di battaglie legali, la denuncia era stata dichiarata ammissibile nel 2005 dalla Corte Costituzionale belga; lo scorso marzo tuttavia la Cassazione aveva stabilito che la giustizia belga non aveva giurisdizione dato che i querelanti erano di nazionalità estera. La Corte Costituzionale è però intervenuta nuovamente stabilendo che in base alle convenzioni internazionali un rifugiato gode degli stessi diritti di un cittadino belga in materia di giustizia e dunque la legge di competenza universale (che sancisce la possibilità per la magistratura belga di indagare crimini commessi ai danni di cittadini belgi anche all’estero) è applicabile anche al caso presente.

SOSTEGNO ALLA GIUNTA - La Total è stata oggetto di numerose denunce da parte di lavoratori birmani anche in Francia, dove la magistratura ha infine optato per il non luogo a procedere. La denuncia è diretta contro l’azienda, il suo ex responsabile Thierry Desmarest e l’ex direttore delle operazioni della Total in Birmania, Hervé Madeo: a loro viene contestato il sostegno logistico e finanziario fornito negli anni Novanta alla giunta militare, che avrebbe a sua volta messo a disposizione manodopera forzata per la realizzazione dei progetti petroliferi. Fonte:
Il Corriere della Sera, 02 ottobre 2007 - qui


Nelle more del processo, per prudenza, NIENTE PIU' TOTAL per me. D'altra parte già da tempo non compro più prodotti cinesi. Il lato tragicomico della mia lotta alla don Chisciotte è nelle sue inaspettate difficoltà e nei tranelli tesi dovunque. Provate, anche solo per curiosità, a fare compere evitando la "grande" Cina. E' difficilissimo, anche perché il famoso "made in" non garantisce nulla.  Andate alla Feltrinelli e provate a comprare un libro per bambini che non sia stampato in CinaDue domande: ma questi colossi proprio non possono fare a meno di queste squallide dittature e dei loro crimini? come premere sui suddetti colossi, UE compresa?





Total : la Belgique rouvre une enquête pour crimes contre l'humanité. LEMONDE.FR avec Reuters | 01.10.07 | 19h59  •  Mis à jour le 01.10.07 | 20h06. 02.10.07 | 10h11 -  Total/Birmanie: plainte pour complicité de crime contre l'humanité relancée. QUI


Aggiornamento del 2 ottobre 22:08



Dall'amico Tuareg arriva quest'agenzia:


(ANSA) - ROMA, 2 OTT - ''Purtroppo per una grande democrazia come l'India, forse la piu' grande al mondo, il silenzio di questi giorni non e' un fatto positivo''. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Gianni Vernetti, riferendosi alla reazione del governo indiano dopo che la giunta militare birmana ha risposto con le armi alle manifestazioni pacifiche antigovernative. Vernetti ha parlato di un ''silenzio imbarazzante'' ed ha aggiunto che ''sull'India c'e' molto lavoro da fare''.
''Fra una settimana - ha sottolineato - il ministro D'Alema sara' in India e porra' con grande energia ai dirigenti della repubblica indiana il fatto di coinvolgersi di piu'''.
''Dobbiamo coinvolgere di piu' l'India - ha aggiunto - perche' puo' giocare un ruolo importante per indebolire la giunta militare birmana e costringere quel paese al dialogo''.
Quanto al faccia a faccia, tenutosi stamani fra l'inviato speciale del segretario dell'Onu, Ibrahim Gambari e il generale Than Swe, Vernetti non esclude la possibilita' di ''tornare in Consiglio di sicurezza per adottare nuove decisioni''.
''Il lavoro dell'Italia di queste ore - ha concluso - e' di aumentare la pressione diplomatica su Cina, Russia e India''.(ANSA).


Io aggiungerei anche la pressione nostra sull' Unione Europea che ha un grande potere, se vuole. E perché non unirci agli USA questa volta? Le pressioni economiche sono più forti di qualsiasi cosa. E non c'è bisogno di affamare il popolo. Ho sentito parlare di interessi della compagnia Total. Verifichiamo e smettiamo di comprare la loro benzina, se necessario.



The Democratic Voice of Burma


"Continuano in tutto il mondo le manifestazioni di solidarieta' per la Birmania, da dove arrivano nuove conferme alla brutalita' della repressione. Secondo il quotidiano britannico Daily Mail sarebbero migliaia le vittime e i monaci uccisi sarebbero stati seppelliti nella giungla. La foto di un monaco riverso in uno stagno, proveniente da un video, girato domenica, che è stato diffuso da The Democratic Voice of Burma, ha fatto il giro del mondo.

Il regime contrattacca la comunita' internazionale: il ministro degli esteri invita l'Onu a "non intervenire su questioni interne birmane" e afferma che "la protesta e' stata sobillata da potenze straniere, e aggiunge "ma ora l'ordine regna di nuovo in Birmania". [
RAINews24
]



La Ruota della Vita


Appelli per il Popolo Birmano


An appeal to the UN Security Council to protect the people of Burma


  Myanmar: appello per cessare la repressione  di Amnesty International


Avaaz.org - The World in Action - Stand with the Burmese Protesters


domenica 30 settembre 2007

Appelli per il Popolo Birmano



An appeal to the UN Security Council to protect the people of Burma


  Myanmar: appello per cessare la repressione  di Amnesty International


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    L'appello del Dalai Lama:


"Estendo il mio sostegno e la mia solidarietà al recente movimento pacifico per la democrazia in Birmania."


"Sostengo pienamente la loro richiesta di libertà e democrazia e colgo questa opportunità per chiedere alla gente amnate della libertà in tutto il mondo di supportare questi movimenti non violenti."


"Da monaco buddhista mi sto appellando ai membri del regime militare che crede nel Buddhismo perché agiscano in accordo con il sacro dharma nello spirito della compassione e della non violenza."


"Prego per il successo di questo movimento pacifico e la pronta liberazione del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi."


   


Fonte: The Government of Tibet in exile . Foto dal sito BBCNews.


Aggiornamento 1 ottobre 2007


Da Leira è arrivato questo suggerimento per firmare un altro appello:


Avaaz.org - The World in Action - Stand with the Burmese Protesters


   After decades of military dictatorship, the people of Burma are rising – and they need our help. Marches begun by monks and nuns have snowballed, bringing hundreds of thousands to the streets. Now the crackdown has begun...

When the Burmese last marched in 1988, the military massacred thousands. But if the world stands up and supports their struggle, this time they could succeed. We'll send our petition to United Nations Security Council members (including the dictatorship's main backer China) and to media at the UN, while also alerting the Burmese to our support:
Take action now »

giovedì 27 settembre 2007


Una maglietta rossa per la Birmania
"In tutto il mondo, venerdì 28"


Un messaggio sta circolando in queste ore per sms e sui blog per chiedere a tutti un segno di solidarietà per i monaci buddisti e per il popolo birmano. (La Repubblica)


Ricordiamoci di collegarci con i blogger birmani (i link sono un po' su tutti i giornali online). Nel sito BBCNews ho trovato questo: Ko Htike's blog .


Il sito di notizie dal punto di vista dei birmani:  "The Irrawaddy News Magazine [Covering Burma and Southeast Asia] . Un altro sito suggerito da Linodigianni : http://www.mizzima.com/





"L'intera popolazione guidata dai monaci attua una protesta pacifica per la liberazione dalle generali crisi politiche economiche e sociali recitando la Metta Sutta". Questa è la frase con cui si apre la dichiarazione dell'Alleanza dei Monaci Birmani e degli Studenti della generazione del 1988.


Metta Sutta



Parole del Buddha sulla gentilezza amorevole



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Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto, non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova
ciò che il saggio poi disapprova.
continua qui



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Sulla Metta Sutta: La pratica di "Metta" nella meditazione di visione profonda [ ivi ] nel sito Santacittarama . La maglietta dal blog di Rosalba.


mercoledì 26 settembre 2007


  


Protests are visible via pictures posted by bloggers like Ko Htike

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Burma blogger Ko Htike - Ko Htike's blog

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27 settembre 2007. L'informazione da un punto di vista birmano è offerta dalla pubblicazione indipendente   "The Irrawaddy News Magazine [Covering Burma and Southeast Asia]

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COMPLICITA'


Ci si chiede sempre come facciano questi regimi dittatoriali ad andare avanti per così lunghi periodi storici e come mai la comunità internazionale non intervenga, magari con le famose sanzioni, che generalmente si ritorcono contro le popolazioni. La risposta quasi sempre la si trova cercando i "complici". In questo caso, secondo varie agenzie d'informazione, sono tre: CINA, RUSSIA e INDIA. I monaci buddhisti e il popolo birmano non hanno solo la giunta militare di fronte, quindi, ma ben alri giganti, forti della loro potenza e della loro posizione in quei famosi organi internazionali.