Così l'hanno fatto
il 9 novembre sarà la «Giornata della libertà»
Leggo sul Corriere della Sera del 6 aprile scorso che "d'ora in avanti il 9 novembre sarà la «Giornata della libertà». Lo prevede una legge approvata dalla Camera con 247 sì, 206 no e 5 astenuti. Tutto il centrosinistra ha votato contro contestando l'opportunità della legge. ART. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 9 novembre, data storica che segnala ricorrenza dell’anniversario della caduta del muro di Berlino, « Giorno della libertà e dell’indipendenza dei Popoli europei » al fine di ricordare le barbarie di tutti regimi dittatoriali che hanno caratterizzato negativamente il nostro continente, come monito di garanzia per la libertà e la convivenza pacifica dei Popoli europei nel rispetto della democrazia e dei diritti fondamentali dell’uomo. In occasione del « Giorno della libertà e dell’indipendenza dei Popoli europei» sono organizzati cerimonie, iniziative,incontri e momenti di riflessione, in particolare nelle scuole di ogni ordine e rado, sui valori della democrazia e della libertà nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo in un’ottica di pacifica convivenza tra le varie identità nazionali che caratterizzano il nostro continente, troppo spesso ferito da barbare e cieche ideologie che hanno dato vita a regimi dittatoriali e totalizzanti.
Una data, quella del 9 novembre, che i Tedeschi, protagonisti dell'evento, hanno evitato accuratamente, infatti loro celebrano la propria festa nazionale il 2 ottobre 1990, giornata della riunificazione tra Germania Est e Germania Ovest.
Ma in Italia una legge votata dalla maggioranza di centro destra impone che il 9 novembre sia la «Giornata della libertà» in ricordo dell'abbattimento del muro di Berlino avvenuto nel 1989. Il Corriere riferisce anche: «Sono molto felice», ha commentato Silvio Berlusconi. È un omaggio alla fine «di un'ideologia che ha insanguinato il mondo e ha preoccupato anche il mondo che non è caduto sotto il potere comunista. La legge serve a consolidare il dovere della memoria di un fatto che celebreremo sempre».
Che cosa ha di speciale questo giorno, il 9 novembre, di per sé del tutto innocente come tutti gli altri giorni del calendario? Ha il triste destino di ricordare due fatti atroci che eventualmente farebbero pensare all'esaltazione delle dittature e non il contrario.
9 novembre 1938
La lugubre infame criminale "notte dei cristalli", con la quale ebbe inizio il genocidio degli Ebrei.
9 novembre 1926
Il fascismo introdusse in Italia le leggi speciali, cioè diventò dittatura totale. Per inciso, fu arrestato Antonio Gramsci che sarebbe poi morto in carcere, seguito da altri patrioti, tra i quali anche Sandro Pertini.
Per completare, anche se tutte le italiane e tutti gli italiani penso ne siano consapevoli, noi abbiamo già la nostra "Festa della Liberazione", quel 25 aprile 1945 che rappresentò per noi la liberazione definitiva dal nemico nazista e dai suoi complici fascisti, quel 25 aprile che dobbiamo difendere come la nostra "Festa della Libertà".
Una domanda
L'attuale maggioranza parlamentare è pronta a votare "perinde ac cadaver" qualsiasi cosa? Che cosa c'è in questa legge: ignoranza storica o occulta affermazione ideologica?
Io mi ribello e mi oppongo a questo modo di trattare gli eventi storici e la memoria storica di noi Italiane e Italiani.
Dal sito di Libertà e Giustizia riprendo quanto segue:
"Sessanta anni fa, in questi giorni, gli alleati risalivano la penisola e respingevano tedeschi e repubblichini. ll regime stava crollando; gli scioperi a Torino e Milano segnarono il punto di non ritorno e crearono le premesse per la crisi del 25 luglio del 43 e le condizioni per la Resistenza, fino all’insurrezione del 25 aprile del 1945.
''Il 25 aprile è la festa della Liberazione, non una manifestazione qualunque. Può essere equiparata a quello che il 14 luglio rappresenta per i francesi. E' la Patria che si ritrova su valori di fondo'', spiega il vicepresidente del Csm Virginio Rognoni.
Per la destra che non risparmia attacchi, è una festa “da cambiare”.
Massimo Rendina, presidente dell’Associazione nazionale partigiani del Lazio (Anpi) ricorda che il 25 aprile “è una festa nazionale decisa dal popolo italiano: festeggiare simbolicamente la Liberazione, anche se la resa dei tedeschi agli alleati è del 4 maggio del 1945. E quest’anno, proprio per quello che accade, si carica di un ulteriore significato: la difesa della Costituzione. È proprio dalla Resistenza che nasce la carta dei diritti e dei doveri dei cittadini”. Resta sempre la vergogna di una recente proposta di legge che vuole equiparare quanti morirono combattendo tra i partigiani a chi perse la vita schierandosi con i Repubblichini."