domenica 15 aprile 2012

"Una utopia egalitaria" sulle colline dei Teletubbies








Queste lievi colline in un parco ai bordi della laguna di Venezia, con i prati erbosi, gli alberelli verdi e rosa, le nuvolette nel cielo celeste (comme il faut nelle fiabe), strane creature gialle che spuntano dal terreno e perfino le montagne, quelle vere, con la neve e tutto il resto, sono in tutto simili al posto incantato dove vivono Laa-Laa, Po, Dipsy e Tynky Winky.





Avevo superato i tre anni di età da molto molto tempo quando entrai nell'Eden dei Teletubbies, subito conquistata dalla loro felice armonia, scandita dal percorso di un Sole bambino, tra attività che si ripetono e variano nelle ripetizioni con quel ritmo lento e sognante che tanto piace ai bambini. 

Me li ha ricordati due giorni fa Carola Susani, scrittrice di Marostica, in un inatteso articolo pubblicato dal Venerdì di Repubblica (13 aprile 2012):

 L'utopia egalitaria è roba da bambini (infatti si trova solo nei Teletubbies)






Così sono tornata a un periodo quasi felice dei miei giri in bicicletta nel Parco di San Giuliano, finis terrae di Mestre di fronte alle isole della Serenissima, e  finis terrae delle propaggini estreme delle montagne che si manifestano solo in rari limpidi attimi di splendore nell'aria.





Conclude così Carola Susani:

"Colpisce che negli anni a cavallo del secolo, anni che hanno dato forma al nostro presente, si sia concepito (Anne Wood e Andrew Davenport sono gli autori) un paradiso terrestre, una utopia egalitaria, un sogno anni Sessanta, come se la sete di quel bene fosse ancora ardente.

Solo che la contemplazione di quella condizione di amonia, pace, eguaglianza è stata considerata adatta giusto ai bambini di età prescolare.

La rappresentazione delle contraddizioni del presente ha travolto buona parte dei programmi per ragazzini appena un po' più grandi e ha spostato la trincea del dover essere in direzione della lallazione.

L'utopia si è ritratta dalle parti della prima infanzia, unico e ultimo baluardo della speranza."





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