martedì 30 settembre 2008

PAURA (2)


Continuo a raccogliere analisi sul fenomeno della paura e dei suoi effetti sia sui singoli individui che sul tessuto sociale. Paure reali, paure infondate, paure indotte. La paura che mi fa paura è quella che annebbia le coscienze e porta alla diminuzione delle libertà e dei diritti conquistati con la fatica e il sangue di innumerevoli generazioni nel corso della storia umana. Oggi riporto un'intervista dello studioso polacco Zygmunt BAUMAN.


LA SOCIETÀ DELLA PAURA RINUNCIA ALLA LIBERTÀ

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La produzione di scarti umani è una delle industrie del capitalismo che non conosce crisi. E sono proprio quegli esclusi dalla società ad essere indicati come l'origine dell'insicurezza Un'intervista con lo studioso polacco

Benedetto Vecchi, Il Manifesto, 26 settembre 2008. QUI

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Lo sguardo mite di Zygmunt Bauman si accende ogni volta che si posa su un uomo o una donna che parla a voce alta con un telefono cellulare. E così lo guarda divertito, pensando forse che oltre alla paura e all'amore anche la privacy è diventata liquida.


A Roma per partecipare ai lavori del World Social Summit sulle «Paure planetarie», lo studioso di origine polacca è curioso di capire cosa sta accadendo nel nostro paese. Paese che ha cominciato a amare con la lettura, molti anni fa, dei romanzi di Italo Calvino e di Antonio Gramsci. Autore prolifico, a chi gli chiede come sta procedendo il suo affresco sulla globalizzazione Bauman risponde che procede, anche se è convinto che occorre modificare alcune parti del disegno, perché la globalizzazione sta cambiando pelle, senza però nessun ritorno al passato all'orizzonte.


Teorico della modernità liquida, attualmente sta studiando come in un mondo dove tutto è diventato fluido e dove l'individualismo sembra essere l'alfa e l'omega delle società contemporanee, il bisogno di stare in società si stia facendo largo seppure con difficoltà. Di tale bisogno e di come esso si manifesti ne scrive in alcuni saggi raccolta dalla casa editrice Diabasis con il titolo Individualmente insieme (pp. 137, euro 10).


Bauman sostiene tuttavia che tale bisogno è simmetrico rispetto a quella vita liquida dove l'identità, le relazioni sociali sono all'insegna della contingenza. E alla domanda se tale necessità di stare in società possa essere affrontata con la nozione di «individuo sociale» sviluppata da Karl Marx, preferisce parlare di ambivalenza, di processi contraddittori, talvolta aspramente confliggenti l'un con l'altro, che rendono nuovamente necessario affrontare il tema del «male», argomento che è al centro di un recente saggio che Bauman ritiene adeguato per mettere l'argomento sui binari giusti e che ha voluto introdurre anche nella edizione italiana.


Si tratta di Amore per l'odio. La produzione del male nelle società moderne del giovane filosofo polacco Leonidas Donskis (Erickson edizione). Paura, esclusione sociale, produzione del male: sono gli elementi che Bauman ritiene «gli effetti collaterali» proprio di quella globalizzazione che gli ideologi del libero mercato hanno presentato come il migliore dei mondi possibili. Ma come ama sempre ripetere:


il pessimismo della ragione non deve necessariamente coincidere con la rinuncia all'azione e si deve nutrire di molto ottimismo della volontà. ...


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World Social Summit. La prima edizione del World Social Summit affronterà il tema delle paure planetarie.   QUI . 




PAURA (1): QUI .

4 commenti:

  1. Anche io ho affrontato il tema della paura con un post, la settimana passata. E' un tema di notevole importanza in quanto può essere utilizzato per fini strumentali da chi gestisce il potere politico per favorire il controllo sociale.
    Hai fatto bene quindi ad occupartene.
    Ciao

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  2. @ paoloborrello
    Sono d'accordo. Ho letto il tuo post: Hillman e il suo pensiero sono un altro contributo fondamentale alla comprensione delle nostre paure.

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  3. Storie vecchie. A roma, con la propaganda della paura, hanno vinto le elezioni con un attacco mediatico continuo ed incessante su pochi sporadici e fisiologici episodi. Le statistiche smentiscono le dichiarazioni false di alcuni giornali e network televisivi. Quanto alla globalizzazione contesto tutti i sistemi neoliberisti o presunti tali al grido di ubuntu: umanità agli altri.
    Buon blogging, cara H.

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  4. Storie vecchie. A roma, con la propaganda della paura, hanno vinto le elezioni con un attacco mediatico continuo ed incessante su pochi sporadici e fisiologici episodi. Le statistiche smentiscono le dichiarazioni false di alcuni giornali e network televisivi. Quanto alla globalizzazione contesto tutti i sistemi neoliberisti o presunti tali al grido di ubuntu: umanità agli altri.
    Buon blogging, cara H.

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