sabato 27 marzo 2010


De Integritate

.in Emma Bonino | Facebook


est mulier summa integritate atque innocentia
 



 Non voto a Roma, ma il mio voto a Emma Bonino voglio darlo ugualmente. Ho copiato da Cicerone perché il latino mi sembra conferire intensità alle due virtù che questa donna possiede in alto grado: integrità e onestà, che si portano dietro innumerevoli altre qualità minime e massime. E, poi, un grande cursus honorum, o se vogliamo un ottimo curriculum.


Una scelta di saggia fermezza di E. SCALFARI

Se la tv spegne la vita di ILVO DIAMANTI

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venerdì 26 marzo 2010


INFORMAZIONE ITALIANA
 



Non ho voglia di riprendere dai nostri mezzi d'informazione la lunga e oscura storia della pedofilia fra i preti cattolici. Mi turba l'attenzione così intensa oggi sulle responsabilità di Benedetto XVI, prima e dopo l'elezione al papato. Mi stupisce anche l'imprecisione di molti racconti e commenti che raramente rimandano ai documenti perché il fruitore possa farsi un'idea delle vicende e del loro contesto stotico.
Da blogger navigante avevo trovato una notizia dirompente. Il San Diego Union-Tribune -Aug 16 7:05 PM parlava dell'immunità dovuta a un capo di Stato per Bendetto XVI imputato negli Stati Uniti: Lawyers for pope seek immunity in Texas sex abuse lawsuit naming Ratzinger as defendant . 
Composi un post il 17 agosto 2005, senza dover tradurre l'articolo, perché le vicende le trovai descritte in bell'ordine qui e qui . Subito dopo mi dedicai alla ricerca dei documenti e trovai quanto segue:

1962.   L'istruzione Crimen sollicitationis (latino crimine di "provocazione" o "adescamento") fu inviata dal Sant'Uffizio «a tutti i patriarchi, arcivescovi, vescovi e altri ordinari del luogo, anche di rito orientale». Il documento, redatto dal cardinal Alfredo Ottaviani e approvato da papa Giovanni XXIII, stabiliva la procedura da seguire secondo il diritto canonico nelle cause di sollicitatio ad turpia, cioè quando un chierico (presbitero o vescovo) veniva accusato di usare il sacramento della confessione per fare avances sessuali ai/alle penitenti
Il documento impone un vincolo assoluto di segretezza sia per le cause trattate che per il documento stesso, sia durante il procedimento che successivamente alla decisione ed esecuzione della sentenza (§11):« Nello svolgere questi processi si deve avere maggior cura e attenzione che si svolgano con la massima riservatezza e, una volta giunti a sentenza e poste in esecuzione le decisioni del tribunale, su di essi si mantenga perpetuo riserbo. Perciò tutti coloro che a vario titolo entrano a far parte del tribunale o che per il compito che svolgono siano ammessi a venire a conoscenza dei fatti sono strettamente tenuti al più stretto segreto (il cosiddetto "segreto del Sant'Uffizio"), su ogni cosa appresa e con chiunque, pena la scomunica latae sententiae, per il fatto stesso di aver violato il segreto (senza cioè bisogno di una qualche dichiarazione); tale scomunica è riservata unicamente al sommo pontefice, escludendo dunque anche la Penitenzieria Apostolica. [ossia: tale scomunica può essere ritirata solamente dal papa, NdT] »

Il giuramento di silenzio perpetuo su ogni cosa avvenuta durante le fasi del processo è obbligatorio per tutti gli intervenuti nel procedimento canonico: gli imputati ma anche le vittime dei crimini contestati e gli eventuali testimoni (§13). Per i membri del tribunale il testo del giuramento è fissato nella Formula A



« Prometto, mi obbligo e giuro che manterrò inviolabilmente il segreto su ogni e qualsiasi notizia, di cui io sia messo al corrente nell'esercizio del mio incarico, escluse solo quelle legittimamente pubblicate al termine e durante il procedimento »


( in Wikipedia: QUI )


 


1983.   In seguito alla promulgazione dei nuovi  Codice di diritto canonico (1983) e Codice  dei canoni delle Chiese orientali (1990), l'istruzione Crimen sollecitationis è stata parzialmente riveduta . ( QUI )

2001.  L'istruzione Crimen sollicitationis venne menzionata nel 2001 nella lettera De delictis gravioribus,[2] ... , firmata dall'allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Joseph Ratzinger, e dall'allora segretario della Congregazione, cardinale Tarcisio Bertone, e rivolta «ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e gerarchi interessati». Nella lettera si legge testualmente:

« Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare «i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti», per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere «a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche», poiché l'istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant'Uffizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici »

e si ribadisce che "le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio." QUI: De-Delictis-Gravioribus | anonimo italiano .

"Huiusmodi causae secreto pontificio subiectae sunt."   in      EPISTULA a Congregatione pro Doctrina Fidei missa ad totius Catholicae Ecclesiae Episcopos aliosque Ordinarios et Hierarchas interesse habentes:
DE
DELICTIS GRAVIORIBUS eidem Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis

 2010 . Lettera pastorale ai cattolici d'Irlanda. "Oltre a mettere pienamente in atto le norme del diritto canonico nellaffrontare i casi di abuso dei ragazzi, continuate (voi vescovi) a cooperare con le autorità civili nellambito di loro competenza." in Lettera pastorale ai Cattolici d'Irlanda, 19 marzo 2010, Benedetto XVI .

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E' stata così superata la segretezza pontificia? A me sembra che non sia stato scritto con sufficiente chiarezza che il "segreto pontificio" viene così abolito, ma non importa, forse non ho letto bene io. Comunque un passo avanti è stato fatto. 

           
    


martedì 23 marzo 2010



YES, WE DID
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.Obama Firma La Riforma Sanitaria: "La ...

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 Oggi ha firmato la riforma sanitaria. Forse perderà le elezioni di mid term. Rischia di non essere rieletto. E lo sa benissimo. Lo ha messo in conto.
Ma è già entrato nella storia per una grande quasi impossibile impresa.



 



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 La firma del president Barack Obama sulla ...

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.House Speaker Nancy Pelosi of Calif. clutches ...     The signature of House Speaker Nancy Pelosi ...
 



«Grazie Nancy, Hai fatto quello che nessun altro speaker prima di te aveva fatto» La prima telefonata del presidente Barack Obama dopo il voto sulla riforma sanitaria è stata per Nancy Pelosi. (Il Manifesto
     


domenica 21 marzo 2010


PRIMAVERA  20 Marzo 7:32 Universal Time

Roma. La difesa di Sora Acqua.













 



 





 



Milano. La memoria delle vittime e l'impegno contro tutte le mafie.

I familiari delle vittime in marcia a Milano


POESIA



La terza piazza a Roma è la piazza di un uomo solo e di tantissime persone che lo sostengono al potere, molte ignare e in buona fede.

 



Il colore della democrazia
di Barbara Spinelli


 



"... «Accadde in un teatro, che le quinte presero fuoco. Il Buffone uscì per avvisare il pubblico. Credettero che fosse uno scherzo e applaudirono; egli ripeté l’avviso: la gente esultò ancora di più. Così mi figuro che il mondo perirà fra l’esultanza generale degli spiritosi, che crederanno si tratti di uno scherzo». ..." Kierkegaard in Aut-Aut

Una bella piazza, un pessimo discorso
di EUGENIO SCALFARI



Se si interrompe lo spettacolo virtuale di I. DIAMANTI
 

domenica 14 marzo 2010


B...ismo

Contra Ius Publicum
Contro il Diritto Pubblico

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"... Gli attriti con Ciampi furono, come ho ricordato, numerosi. Due di essi in particolare avvennero in circostanze di estrema tensione. Il primo in occasione della nomina di tre giudici della Corte costituzionale, il secondo nel momento della promulgazione della legge Gasparri sul sistema televisivo nazionale.
Ho avuto la ventura di esser legato a Ciampi da un'amicizia che dura ormai da quarant'anni, sicché ebbi da lui un lungo racconto di quei due episodi poco tempo dopo   il loro svolgimento. Non ho mai rivelato quel racconto, del quale ho conservato gli appunti nel mio diario quotidiano. Spero che il presidente Ciampi mi perdonerà se oggi ne faccio cenno, poiché la riservatezza che finora ho rispettato non ha più ragion d'essere al punto in cui è arrivata la situazione politica italiana.

L'episodio concernente la nomina dei tre giudici della Consulta nella quota che la Costituzione riserva al Presidente della Repubblica, avvenne nella sala della Vetrata del Quirinale. Erano presenti il segretario generale del Quirinale, Gifuni e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. I temi da discutere erano due: i rapporti con la Commissione europea di Bruxelles dove il premier doveva recarsi per risolvere alcuni importanti problemi e la nomina dei tre giudici.
Esaurito il primo argomento Ciampi estrasse da una cartella i tre provvedimenti di nomina e comunicò a Berlusconi i nomi da lui prescelti. Berlusconi obiettò che voleva pensarci e chiese tempo per riflettere e formulare una rosa di nomi alternativa. Ciampi gli rispose che la scelta, a termini di Costituzione, era di sua esclusiva spettanza e che la firma del presidente del Consiglio era un atto dovuto che serviva semplicemente a certificare in forma notarile che la firma del Capo dello Stato era autentica e avvenuta in sua presenza. Ciò detto e senza ulteriori indugi Ciampi prese la penna e firmò passando i tre documenti a Berlusconi per la controfirma.
A quel punto il premier si alzò e con tono infuriato disse che non avrebbe mai firmato non perché avesse antipatia per i nomi dei giudici ma perché nessuno poteva obbligarlo a sottoporsi ad una scelta che non derivava da lui, fonte unica di sovranità perché derivante dal popolo sovrano.
La risposta di Ciampi fu gelida: "I documenti ti verranno trasmessi tra un'ora a Palazzo Chigi. Li ho firmati in tua presenza e in presenza di due testimoni qualificati. Se non li riavrò immediatamente indietro da te controfirmati sarò costretto a sollevare un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale. "Ti saluto" rispose altrettanto  gelidamente Berlusconi e uscì dalla Vetrata seguito da Letta. In serata i tre atti di nomina tornarono a Ciampi debitamente controfirmati.

Il secondo episodio avvenne nel corso di una colazione al Quirinale, sempre alla presenza di Gifuni e di Letta. Il Parlamento aveva votato la legge Gasparri e l'aveva trasmessa  a Ciampi per la firma di promulgazione. Presentava, agli occhi del Capo dello Stato, svariati e seri motivi di incostituzionalità e mortificava quel pluralismo dell'informazione che è un requisito essenziale in una democrazia e sul quale, appena qualche mese prima, Ciampi aveva inviato al Parlamento un suo messaggio.
La colazione era da poco iniziata quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi (così il suo racconto) restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L'altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale e aggiunse: "Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia".
A quel punto si alzò anche Ciampi e gli disse: "Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l'obbligo". "Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l'hai voluta. Non metterò più piede in questo palazzo".

Uscì con il fido Letta. Ciampi rinviò la legge. Il premier per sei mesi non mise più piedi al Quirinale.
Venerdì scorso ho rivisto su Sky un bellissimo film prodotto da George Clooney.  Si intitola "Good Night and Good Luck", Buona notte e buona fortuna, e racconta di una società televisiva che guidò la protesta dei democratici americani contro la campagna di intimidazione con la quale il senatore McCarthy, presidente d'una commissione di inchiesta del Senato, aveva intimidito e colpito giornalisti, docenti universitari, produttori ed attori, uomini d'affari, sindacalisti, scienziati e tutta la classe dirigente con l'accusa di essere comunisti o loro fiancheggiatori.
Quella società televisiva, guidata da un giornalista coraggioso, mise McCarthy sotto accusa, ne documentò la faziosità e suscitò un tale movimento di opinione pubblica che il Senato aprì un'indagine e destituì McCarthy da tutti i suoi incarichi.
Sky l'ha rimesso in onda l'altro ieri ed ha fatto a mio avviso un'ottima scelta: la sua attualità è stupefacente.
Citerò le parole con le quali il protagonista conclude: "La televisione è uno strumento che può e deve contribuire a rendere le persone più consapevoli, più responsabili e più libere. Se mancano questi presupposti e questi obiettivi la televisione è soltanto una scatola piena di fili elettrici e di valvole".
Aggiungo io: una scatola, ma a volte molto pericolosa se qualcuno se ne impadronisce e la controlla a proprio uso e consumo.
Good Night, and Good Luck."  

da: Peggio del McCarthy di 60 anni fa di E. SCALFARI


B...ismo

Contra Leges

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"Non c'è a Venezia alcuna autorità ch'abbia il potere di modificare un decreto in vigore; questo potrebbe essere invocato come un pericoloso precedente e dietro quell'esempio molti abusi potrebbero infiltrarsi nel corpo dello Stato."

Shakespeare, Il mercante di Venezia, Atto quarto, Scena I - Venezia, la corte di giustizia - Porzia



224  It must not be; there is no power in Venice
225  Can alter a decree established:
226  'Twill be recorded for a precedent,
227  And many an error by the same example
228  Will rush into the state: it cannot be. 

mercoledì 10 marzo 2010


B...ismo

Contra Leges

*




«
 "...Tirannide indistintamente appellare si deve ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto eluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono o tristo, uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammetta, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo". »
Vittorio Alfieri, Della Tirannide

lunedì 8 marzo 2010


Cento Anni


Maurice Denis Les muses ou bois sacré, 1893, Paris, Musée national d’art moderne



donne



Il senso dello Stato per l'iracondo egoarca

Fra Cristoforo e don Rodrigo

E IL PREMIER DISSE AL COLLE: SCATENO LA PIAZZA  (CONTI MARCO) 
Il Messaggero, sabato 6 marzo 2010

"...il Cavaliere, sbollita l'ira nei confronti del partito .../ "...La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio." ...

La Serajevo disinnescata di Bruno Vespa
Il Mattino 6.3.10


Scontro duro, poi le scuse del premier  di Marzio Breda
Corriere della Sera, 7 marzo 2010

"È durato un’ora il confronto più duro mai avvenuto tra Berlusconi e Napolitano. Il capo del governo si è espresso «con brutalità» e si è poi scusato con una telefonata."

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dal sito RADICALI.IT
Staderini a Napolitano: avevamo indicato una soluzione radicale e ragionevole

Pannella: c'è una soluzione radicale e ragionevolissima per uscire da questa situazione di "basso impero" nella quale il regime partitocratico si è cacciato














dal Corriere della Sera_7 marzo 2010

La vignetta sul Riso degli Angeli: manovra interpretativa

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Zagrebelsky: "Violate uguaglianza e imparzialità" di LIANA MILELLA
Il governo, la forma e la sostanza di BARBARA SPINELLI
Quel pasticciaccio di Palazzo Chigi
di EUGENIO SCALFARI 
Nostalgia dei vecchi partiti di ILVO DIAMANTI


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La satira in rete
Le proteste a Roma e a Milano

martedì 2 marzo 2010

La Grande Storia:
DITTATURA


Al posto di Ballarò. Una scelta coerente con la temperie politica di questi giorni e soprattutto con la decisione suprema di sopprimere i programmi d'informaszione della RAI.