mercoledì 18 agosto 2010


Italo Calvino

Le città invisibili 

Magritte_Il Castello dei Pirenei_ Israel Museum Gerusalemme


"la città cui tende il mio viaggio...forse mentre noi parliamo sta affiorando"
 



L'atlante del Gran Kan contiene anche le carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la Citta del Sole, Oceana, Tamoé, Armonia, New-Lanark, Icaria.
 



Chiese a Marco Kublai: - Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale di questi futuri ci spingono i venti propizi.
 



- Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell'approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s'apre nel bel mezzo d'un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s'incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d'istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t'ho detto.
 



Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World.

Dice: - Tutto è inutile, se l'ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.


 



E Polo: - L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.




  • Italo Calvino, Le città invisibili, Mondadori, pagg. 163-164


  • Magritte, Il Castello dei Pirenei




 



E' questa l'ultima pagina del libro, l'ultimo dialogo in «corsivo» tra Marco Polo e Kublai Kan : contiene le ultime riflessioni del viaggiatore veneziano e dell'imperatore dei Tartari alla fine del lungo viaggio per le città invisibili. Intanto Kublai Kan sfoglia il suo atlante con le "carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o pensate" e le "carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni".
 

2 commenti:

  1. Mi ci prenoto per le vacanze fino al 2013............



    [ciao carissima: la tua saggezza illumina questi tempi bui. TpnO come sempre]

    RispondiElimina
  2. Mi ci prenoto per le vacanze fino al 2013............



    [ciao carissima: la tua saggezza illumina questi tempi bui. TpnO come sempre]

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