lunedì 2 settembre 2019



Vita Prima di San Francesco
di Fra Tommaso da Celano


https://www.assisiofm.it/uploads/216-Vita%20prima%20di%20san%20Francesco.pdf


lunedì 26 agosto 2019

La stimolazione cerebrale non invasiva contro pregiudizi e stereotipi sociali

https://www.huffingtonpost.it/entry/la-stimolazione-cerebrale-non-invasiva-contro-pregiudizi-e-stereotipi-sociali_it_5d53c03fe4b0c63bcbef8e8d?ncid=other_facebook_eucluwzme5k&utm_campaign=share_facebook&fbclid=IwAR1e-nBdnBjCfZgCRB3fk2jPZ-SaTSliYRtsb4B8Z8Uold1nJHglijmBuicLa stimolazione cerebrale non invasiva contro pregiudizi e stereotipi sociali Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).


A cura di Maddalena Marini, ricercatrice IIT)
Nel corso degli ultimi decenni, la globalizzazione ha portato a un’intensificazione degli scambi internazionali nella nostra società, favorendo su una scala senza precedenti il crescere dell’economia mondiale e la coesistenza di differenti gruppi socioculturali.
Tale processo, però, oltre ad avere certamente aspetti positivi molto rilevanti per l’evoluzione della società moderna come il superamento dei confini spazio-temporali, la velocità e la circolazione delle comunicazioni, e l’arricchimento culturale, ha portato a ripercussioni e scontri a livello sociale dovuti allo scambio culturale tra civiltà e culture molto diverse tra di loro.
Infatti, nonostante la nostra società sia ora popolata da individui appartenenti a diverse culture, la nostra mente riflette ancora le tracce di un’eredità evoluzionistica dove gli esseri umani vivevano in piccoli gruppi composti da individui con caratteristiche genetiche e sociali simili tra loro, portandoci tuttora a preferire le persone che sono socialmente e culturalmente “simili a noi” rispetto a quelle che “differiscono da noi”.
A conferma di ciò, la ricerca scientifica ha mostrato che la nostra mente contiene stereotipi e pregiudizi che sono legati alle diverse caratteristiche sociali degli individui, quali ad esempio l’etnia, il colore della pelle, il peso, il genere, l’età, l’orientamento sessuale, politico o religioso, la disabilità e la malattia fisica o mentale.
In particolar modo, è stato provato che tali stereotipi e pregiudizi operano a livello inconscio, cioè senza la nostra consapevolezza, e influenzano il modo in cui percepiamo e ci rapportiamo con gli altri individui, generando anche serie conseguenze. Per esempio, studi hanno dimostrato che i pregiudizi inconsci di tipo etnico/razziale, influenzano persino le decisioni e i comportamenti dei medici e delle altre figure professionali in campo sanitario.
In particolare, medici con forti pregiudizi inconsci a favore delle persone bianche rispetto a quelle di colore, raccomandano meno spesso trattamenti terapeutici per quest’ultimi nonostante essi mostrino le stesse condizioni di salute e bisogno di cure dei pazienti bianchi.
Ma non solo questo. I pregiudizi e gli stereotipi possono influenzare anche le decisioni e i comportamenti che ci riguardano in prima persona, precludendo potenzialmente la nostra partecipazione in specifici settori lavorativi o ostacolando quelle che potrebbero essere le nostre potenzialità e quelle delle future generazioni.
Uno studio che ha analizzato dati raccolti in 34 nazioni per 8 anni ha infatti trovato che la forza dello stereotipo di genere in ambito scientifico (cioè il fatto che le discipline scientifiche siano maggiormente associate all’essere uomo anziché all’essere donna) di una nazione influenza la prestazione delle ragazze di 13-14 anni nei test di matematica e nelle altre discipline scientifiche in quella stessa nazione.
Per far fronte a questo problema, i ricercatori negli ultimi 20 anni hanno cercato di creare degli interventi che siano in grado di modificare tali stereotipi e pregiudizi. Per esempio, è stato scoperto che è possibile ridurre il pregiudizio etnico/razziale, fornendo delle informazioni che vanno contro lo stesso pregiudizio, come per esempio presentare uno scenario relativo a un’aggressione, in cui un uomo bianco interpreta il ruolo dell’aggressore e un uomo di colore interpreta il ruolo del soccorritore.
Questi interventi però, nonostante si siano mostrati efficaci hanno prodotto solo risultati limitati, soprattutto, in termini temporali. I loro effetti infatti non sono più presenti dopo qualche ora o giorno.
L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi.
In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze.
Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.
Queste tecniche, nonostante siano ancora relativamente sconosciute in ambito dello studio degli stereotipi sociali, sono molto diffuse in ambito clinico per la diagnosi dei disturbi legati al sistema motorio, come dopo un episodio di ictus, ma anche per il trattamento di malattie neurologiche e psichiatriche, come dolore neuropatico cronico, parkison e depressione.
In particolar modo, le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono molto efficaci nel trattamento della depressione farmaco-resistente, cioè in quelle situazioni in cui i farmaci non riescono a produrre benefici per il paziente, portando ad una riduzione dei sintomi depressivi in circa il 60% di questi pazienti, tanto che un terzo di essi mostra addirittura una remissione completa della malattia.
Studi che hanno iniziato a utilizzare queste tecniche nel campo degli stereotipi hanno permesso di definire una rete di regioni cerebrali causalmente coinvolte in questi processi e di dimostrare che aumentando o diminuendo l’attività di alcune di queste aree è possibile ridurre la forza degli stereotipi inconsci, come quello di genere in ambito scientifico e del pregiudizio che porta ad associare atti di terrorismo all’essere di origine araba rispetto al non esserlo.
L’uguaglianza è un diritto fondamentale di ogni cittadino e un dovere della nostra società. Le pari opportunità non rappresentano solamente una caratteristica indispensabile per una società democratica, ma anche un fondamento cruciale per l’innovazione, l’economia e il benessere generale di una nazione.



lunedì 5 agosto 2019

SOVRANITA'


1. La tua patria è il mondo intero di Lorenzo Marsili

"Il futuro scivola di mano a sette miliardi di esseri umani divisi nelle loro impotenti comunità nazionali.
Il grande scarto fra un mondo in tumultuosa trasformazione e una politica nazionale divenuta inconcludente avanspettacolo è sotto gli occhi di tutti. La crisi globale del nostro tempo vede un complesso di sfide economiche, ecologiche, tecnologiche e migratorie che nessuno Stato nazionale è più in grado di governare. Il risultato è una straordinaria provincializzazione delle nostre forme politiche rispetto alle prove che l’umanità si trova ad affrontare. Schiacciati fra una storia oramai mondiale e una politica rimasta tragicamente ancorata alla dimensione nazionale, ci ritroviamo tutti quanti come soggetti coloniali in un impero senza volto. Solo un nuovo internazionalismo e la costruzione di un nuovo movimento di liberazione mondiale potrà restituire alla democrazia il potere di guidare e non subire il futuro. Da dove cominciare? Non dalle tante proposte astratte di riforme istituzionali, ma da un nuovo protagonismo civico e da un nuovo modo di intendere la politica e il nostro ruolo nel mondo. È una sfida che parte da noi e che proietta proprio l’Europa e il suo destino al centro della scena."
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2. Stati murati, sovranità in declino di Wendy Brown

"I più noti sono quello americano, gigantesco, che corre lungo il confine meridionale degli Stati Uniti e quello israeliano che si snoda attraverso la Cisgiordania. Ma di muri ve ne sono molti altri. Il Sud Africa del post-apartheid mantiene una barriera elettrificata di sicurezza lungo il confine con lo Zimbabwe. L'Arabia Saudita ha ultimato la costruzione di una struttura di pilastri in cemento alti più di tre metri sul confine con lo Yemen e sta per iniziare quella di un muro lungo il confine con l'Iraq. L'India ha costruito barriere che "murano fuori" il Pakistan, il Bangladesh e Burma e "murano dentro" il territorio che contende al Kashmir. La Cina sta murando fuori la Corea del Nord, ma anche i nord coreani stanno costruendo un muro, parallelo a un tratto di quello cinese, per tenere fuori la Cina. E altri muri stanno nascendo. Ma perché gli Stati-nazione manifestano una vera e propria passione per la costruzione dei muri? Cosa nasconde quella paradossale, dura, ottusa fisicità dei muri?"

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3. Sovranità di Carlo Galli

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lunedì 1 luglio 2019

PARRESIA & CORAGGIO



La parresia comporta dei rischi più o meno grandi e richiede il coraggio necessario per affrontarli. E' questa una situazione in cui chiunque può ritrovarsi nelle vicende della vita, piccole o grandi, pubbliche o private che siano.. Ed è questa la situazione in cui molti di noi, in  particolare i politici e i giornalisti e i magistrati e...cittadini 'comuni', si ritrovano nei tempi correnti, difficili e bui.

Foucault sostiene che "quando un filosofo si rivolge a un sovrano, a un tiranno, e gli dice che la sua tirannide è pericolosa e spiacevole, perché la tirannide è incompatibile con la giustizia, in quel caso il filosofo dice la verità, o almeno crede di stare dicendo la verità, e ancor più, corre un rischio (giacché il tiranno può adirarsi, può punirlo, può esiliarlo, può ucciderlo)."

Fu questa esattamente la situazione in cui si trovò Platone con Dionigi di Siracusa – sulla quale ci sono interessantissimi riferimenti nella Lettera settima di Platone, e anche nella Vita di Dionigi di Plutarco. Vedete, il parresiastesè qualcuno che corre un rischio. Naturalmente, non è sempre il rischio della vita. Quando, per esempio, qualcuno vede un amico che sta commettendo un errore e rischia di incorrere nelle sue ire dicendogli che sta sbagliando, costui sta agendo da parresiastes. In tal caso, certo, non rischia la vita, ma può irritare l’amico coi suoi rilievi, e conseguentemente l’amicizia può risentirne. Se, in una discussione politica, un oratore rischia di perdere la sua popolarità perché la sua opinione è contraria a quella della maggioranza, o perché può condurre ad uno scandalo politico, egli sta usando la parresia.

La parresia dunque è legata al coraggio di fronte al pericolo: essa richiede propriamente il coraggio di dire la verità a dispetto di un qualche pericolo. E nella sua forma estrema, dire la verità diventa un «gioco» di vita o di morte."

lunedì 16 luglio 2018





Johann Sebastian Bach L'Offerta Musicale



 Iussu RegisCantio Et Reliqua Canonica Arte Resoluta


R I C E R C A R


Dedicato alla mente brillante di Paolo Pasquini e alle sue magie filosofico/matematiche.  





Bach - The Musical Offering "Musikalisches Opfer" (COMPLETE) Classical Music


https://www.youtube.com/watch?v=ma2g_mOL-A4&t=267s



martedì 26 dicembre 2017



NATALE 2017

Ritorno all'Infanzia con Benozzo Gozzoli


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1. Pseudo Pier Francesco Fiorentino - COPIA della Natività di Filippo Lippi nella Cappella dei Magi - Palazzo Medici-Riccardi Firenze 
Foto in Wikipedia

2. Flippo-Lippi_Adorazione del Bambino_Cappella dei Magi_ Palazzo_Medici-Riccardi_Firenze_1458_1460
ORIGINALE _ Gemäldegalerie_Berlin
Foto in Wikimedia Commons
3. Cappella Medici-Riccardi - Firenze
4. Benozzo Gozzoli - Cori Angelici
Cappella dei Magi - Palazzo Medici-Riccardi - Firenze 
Wikimedia Commons
5. Benozzo Gozzoli - Il cortedo del Re Magio Baldassarre - Cappella dei Magi - Palazzo Riccardi - Firenze
Wikimedia Commons

giovedì 10 novembre 2016

La confusione al potere

Regioni a statuto speciale senza senatori-consiglieri? Un pasticcio

Avvocato, presidente coordinatore della Federazione italiana dei Circoli di Giustizia e Libertà

Ridere per non piangere!
L'art. 57 della riforma costituzionale (contenuto nell'art. 2 della legge), in ordine alla nomina/elezione dei consiglieri-senatori, essendo norma costituzionale, si applica automaticamente ai consiglieri delle regioni a statuto ordinario, anche in deroga alle rispettive norme statutarie.
La disposizione transitoria contenuta nel comma 13 dell'art. 39, nella parte in cui esclude le regioni a statuto speciale soltanto dall'applicazione del nuovo Titolo V Cost.(a sua volta contenuto nel capo IV della riforma ), fa intendere che il nuovo art. 57 si applica anche alle regioni a statuto speciale.
Le regioni a statuto speciale, quindi, al pari delle regioni a statuto ordinario, nomineranno/eleggeranno i consiglieri-senatori, i quali però, un attimo dopo, si troveranno a rivestire due mandati reciprocamente incompatibili, in forza dei rispettivi statuti, che, essendo norme costituzionali speciali, comunque prevalgono sulla norma costituzionale generale posteriore, per il principio "lex etiam posterior generalis non derogat legi etiam priori speciali".
Conseguentemente i consiglieri-senatori delle regioni a statuto speciale dovranno optare per l'uno o l'altro incarico e sarebbe ragionevole attendersi che optino per il mandato senatoriale. A questo punto, però, scatterebbe la norma dell'art. 57, comma 6, secondo cui, quando sarà fatta, anche mai non essendovi termini perentori, la legge bicamerale che dovrà regolare l'elezione dei neo-senatori, o meglio come tenere conto dell'indicazione degli elettori per i consigli regionali che eleggono i senatori al proprio interno, sarà necessario prevedere la loro sostituzione per essere cessati dalla carica elettiva regionale.
Comunque, da subito, ai sensi del nuovo art. 66 (cfr. art. 7 della "riforma"), il Senato dovrebbe prendere atto della cessazione della carica elettiva regionale e della conseguente decadenza dalla carica di senatore. Un vero cortocircuito!
E nel frattempo, i neo-senatori in questione non riceveranno alcuna indennità per tale loro incarico, e ciò in ragione del nuovo art. 69 Cost, che prevede l'indennità parlamentare per i soli membri della Camera. E tuttavia, essendosi dovuti dimettere da consiglieri regionali in ragione dell'incompatibilità tra i due mandati, avranno anche perso l'indennità di consiglieri regionali.
Lo stato dell'arte è il seguente (sintetizzando) e tenutosi conto e del principio di gerarchia delle fonti e del principio di specialità e che regola la successione delle leggi nel tempo:
1. Per le Regioni a statuto ordinario che prevedono l'incompatibilità, la norma costituzionale Renzi/Boschi (art.57) prevale, nel senso di rimuovere la causa di incompatibilità.
2. Per le Regioni a statuto speciale, l'incompatibilità potrà essere rimossa solo con una diversa legge statutaria costituzionale. L'art.39 co.13, disposizione "transitoria", è da ritenere ragionevolmente norma sistematica quando prevede che la revisione degli statuti dei 5 superstati sia subordinata a "intese" con lo Stato centrale, giacché diversamente verrebbe meno la "specialità" da riferire all'intero articolato statutario.
3. Va da sé che, fino alla modifica degli statuti speciali (sempre che intervenga nel senso di rimuovere l'incompatibilità), la nomina ("elezione") di consiglieri senatori in quelle Regioni per produrre effetti richiederebbe le dimissioni dalla carica di consigliere di ciascun neosenatore.
Il che renderebbe impossibile il cumulo delle funzioni e la strombazzata "rappresentanza" del territorio di appartenenza da parte dei medesimi. Per di più rimasti in tal caso senza indennità devoluta dai consigli di appartenenza.
Potrebbe anche prospettarsi in tal caso una intrinseca ragione di decadenza dalla carica senatoriale (deliberata dallo stesso Senato), per assenza della qualificazione duale propria della carica, come indicata dall'art.57 (senatore part time e consigliere).
Un pasticcio enorme e scandaloso, capace di impedire e comunque ritardare sine die la integrale costituzione dell'organo senatoriale e di offendere il residuale senso del diritto di un popolo che ne è stato la culla.