mercoledì 30 dicembre 2009


Ayatollah Khamenei guida della Repubblica Islamica



Questo è l'uomo che ha in pugno la vita e la morte di milioni di iraniani. Forse un usurpatore, certo uno dei massimi responsabili degli eventi in Iran: "il suo appoggio incondizionato a Ahmadinejad, ai Pasdaran, ai picchiatori e torturatori Basiji, le sue minacce ai leader di opposizione e l’avallo che viene dal suo Ufficio nei confronti di chi invoca la fucilazione di Mir Hussein Moussavi e di Mahdi Karrubi e l’arresto di Mohammad Khatami e Hashemi Rafsangiani, hanno notevolmente compromesso il prestigio di Khamenei all’interno degli ambienti, associazioni e circoli religiosi." ( QUI )
Quest'uomo si serve del suo Dio quando dichiara "nemici di Dio" i cittadini in rivolta contro un regime durissimo, crudele, soffocante. Al tempo dello shah gli iraniani avevano come controparte un uomo, soltanto un uomo, per quanto imperatore. Con la presa del potere da parte di Khomeini e dei suoi seguaci gli iraniani hanno come controparte Dio, secondo la dottrina dello Stato teocratico islamico. Non so quanto sia immaginabile una cosa del genere per chi non ne ha mai fatto l'esperienza diretta. Tutto è permesso ai detentori del potere teocratico, che non ha remora alcuna nel calpestare i diritti umani, anzi sostiene la giustezza della tortura e delle condanne a morte, come rispondenti alla legge divina.
Ci vuole molto coraggio, forse un'infinita disperazione, per affrontare un simile potere. Ammetto di non esserne provvista. Potrei forse correre il rischio di morire, ma l'idea di cadere viva nelle mani di quei criminali, capaci di infliggere le peggiori torture, mi impedirebbe di ribellarmi. E sono giovani innocenti gli oppositori che riempiono le strade di Tehran e di altre città persiane. Innocenti perché è toccata loro in sorte una vita terribile a causa degli errori dei loro padri e della politica internazionale al tempo della rivoluzione khomeinista. Questi giovani erano bambini allora, forse nn erano ancora nati, ma già su di loro gravava l'oscuro peso di una gerarchia religiosa molto più repressiva e sanguinaria dello shah stesso.

domenica 27 dicembre 2009

Denis Verdini su Eugenio Scalfari


All'articolo "Ecco perché non ci fidiamo di Bersani & C." Verdini ha dato seguito con un altro articolo "Giusto il confronto. Ma il PDL andrà avanti anche da solo". Vale la pena di leggerlo integralmente per capire ben bene verso quale meta tenda il PdL.


" ... Eugenio Scalfari, nel suo sermone domenicale, oltre a cambiarmi la biografia, indicandomi come co-fondatore di Forza Italia ed ex capo di Publitalia (a quei tempi militavo orgogliosamente nel Pri di Spadolini), ha elencato i miei obiettivi:

1. smontare la Costituzione e adeguarla alla Costituzione materiale;

2. cambiare il sistema di elezione del Csm e quello della Consulta;
3. riformare la giustizia separando le carriere dei magistrati inquirenti da quelle dei giudicanti;

4. concentrare nella figura del premier i poteri dell’esecutivo e sancire che tutti gli altri poteri siano tenuti a collaborare lealmente con lui perché lui solo è l’eletto del popolo e quindi investito della sovranità che dal popolo emana.



Tutti propositi in cui non ho difficoltà a riconoscermi, perché ritengo siano perfettamente legittimi, ma che Scalfari non esita a giudicare addirittura «eversivi». ... "

In effetti questo è il riassunto che Scalfari ha fatto del nocciolo dell'articolo del 18 dicembre. Corrispondeva al vero, tuttavia mi era sembrato un po' azzardato messo così alla maniera della lista della spesa. Mi sbagliavo, purtroppo, perché Verdini nel successivo articolo del 22 dicembre, sempre sul Giornale, ha confermato in pieno il tremendo elenco che mi spaventa a dismisura. Mi domando se l'opposizione tutta riuscirà a fronteggiare questa "cosa". Mi sostiene il pensiero che siamo in Europa. 

domenica 20 dicembre 2009


CON CHI VUOLE FARE L'INCIUCIO D'ALEMA?


Con il Popolo della Libertà, anzi con il leader eletto dal suddetto popolo, pro tempore Presidente del Consiglio. Guidata da Eugenio Scalfari nel suo editoriale di oggi, sono andata a leggermi l'articolo integrale di Denis Verdini, Coordinatore nazionale del PdL, pubblicato su "Il Giornale" del 18 dicembre 2009. Intenti e obiettivi del PdL sono esposti con grande chiarezza.


Ecco perché non ci fidiamo di Bersani & C. di Denis Verdini



"...il Pdl non è un partito populista. È semplicemente un partito con una forte leadership, e - come sostiene Panebianco - tramontata l’era dei partiti ideologici, è solo la leadership che può ridare forza alla politica.
Un partito moderno ha due doveri primari: sostenere il suo leader e rispettare gli impegni assunti con gli elettori. Punto. Spetta ai suoi uomini nelle istituzioni portare poi avanti le necessarie mediazioni." ...


"Dire che la Costituzione è stata concepita in un’epoca ormai arcaica e che va riformata è un peccato mortale o un diritto della maggioranza di governo?
Dire che la Corte Costituzionale è formata in un certo modo che ha portato a squilibrarla a sinistra è un attacco alle istituzioni o la semplice descrizione della realtà? ...
E affermare che la volontà popolare è la base fondante della democrazia, e che la Costituzione materiale della seconda Repubblica ha inserito nel nostro ordinamento un’elezione di fatto del premier che gli conferisce non solo il diritto di governare, ma un surplus di legittimazione rispetto ai presidenti del consiglio della prima Repubblica, è un attentato alla Costituzione?
E soprattutto: mettere in chiaro che un ordine dello Stato, quello giudiziario, da Tangentopoli in poi, ha pesantemente condizionato la vita dei governi, di destra e di sinistra, diventando il dominus della vita politica e degli equilibri istituzionali è un’esagerazione o una verità che tutti hanno sotto gli occhi? ...

"Io sostengo convintamente che un partito ha il diritto e il dovere di raccogliere l’impulso che gli viene dal suo elettorato e di lavorare conseguentemente per il cambiamento - che gli è stato richiesto - della politica e delle istituzioni." ...

L'INCIUCIO cosa non buona e ingiusta di EUGENIO SCALFARI

L'INCIUCIO DA TOGLIATTI A D'ALEMA

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D'Alema elogia l'"inciucio"


L'articolo sull'inciucio dà conto delle diverse posizioni nel PD, da Togliatti a D'Alema. In Micromega ho trovato due provvidenziali citazioni del pensiero di Paolo Sylos Labini sulla bicamerale e di Calamandrei sull'Art. 7 della Costituzione Italiana. Eccole qui, tanto per ragionare sulle cose. Massimalisti o azionisti?

"La legittimazione politica scattò automaticamente quando fu varata la Bicamerale: non era possibile combattere Berlusconi avendolo come partner per riformare, niente meno, che la Costituzione, con l’aggravante che l’agenda fu surrettiziamente allargata includendo la riforma della giustizia, all’inizio non prevista. E la responsabilità dei leader dei Ds è gravissima." Sylos Labini

Difficile dunque dire quale parte sia stata vittoriosa. Ma forse la vera sconfitta è stata, insieme colla sovranità italiana, la democrazia parlamentare.
Alla base della democrazia e del sistema parlamentare sta un principio di lealtà e di buona fede: le discussioni devono servire a difendere le proprie opinioni e a farle prevalere con argomenti scoperti, e i voti devono essere espressione di convinzioni maturate attraverso i pubblici dibattiti. Quando i voti si danno non più per fedeltà alle proprie opinioni, ma per calcoli di corridoio in contrasto colla propria coscienza, il sistema parlamentare degenera in parlamentarismo e la democrazia è in pericolo.
Proprio per questo il voto sull’art. 7 lasciò alla fine, in tutti i sinceri amici della democrazia, un senso di disagio e di mortificazione. L’on. Togliatti, in un articolo dedicato al partito di azione (sull’«Unità» del 2 aprile), ha espresso l’opinione che la fondamentale debolezza di questi «ultimi mohicani» consista nella mancanza del «senso delle cose reali, che dovrebbe invece essere ed è la qualità prima di chi vuole impostare e dirigere un’azione politica». Ma quali sono le «cose reali?». Qualcuno pensa che anche certe forze sentimentali e morali, che hanno sempre diretto e sempre dirigeranno gli atti degli uomini migliori, come potrebb’essere la lealtà, la fedeltà a certi principi, la coerenza, il rispetto della parola data e così via, siano «cose reali» di cui il politico deve tener conto se non vuole, a lunga scadenza, ingannarsi nei suoi calcoli.
Potrebbe darsi che i comunisti, quando hanno compiuto con estremo virtuosismo quell’abilissimo esercizio di acrobazia parlamentare che è stato il voto sull’art. 7, non abbiano calcolato abbastanza l’impressione di disorientamento e di delusione ch’esso avrebbe prodotto sulla coscienza del popolo ingenuo, che continua a credere nella democrazia. E non abbiano pensato che anche la delusione e il disgusto sono stati d’animo idonei a produrre nel mondo certe conseguenze pratiche, dei quali il politico, se non vuole andare incontro ad acerbi disinganni, deve tener conto come di «cose reali». [da: ART. 7: STORIA QUASI SEGRETA DI UNA DISCUSSIONE E DI UN VOTO, «Il Ponte», anno III, n. 4, aprile 1947] Calamandrei

Micromega: QUI
Carrteggio Sylos Labini-D'Alema: QUI e QUI
Art. 7: Storia quasi segreta di una discussione e di un voto -
QUI

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lunedì 14 dicembre 2009

CONTRA VIOLENTIAM

Lorenzetti_Allegoria uono e cattivo governo_Siena


La violenza contro un uomo mai. M'indigna l'attacco fisico contro il presidente del Consiglio, al quale con spirito di solidarietà auguro di guarire presto da un colpo inferto al suo volto e alla sua persona.  Il contrasto fra le idee di Berlusconi e le mie è quasi totale, per questo tanto più considero dolorosa e sciagurata a un tempo questa vicenda.
Ieri ho seguito con ansia il discorso del cosiddetto "predellino 2". Mentre seguivo la diretta, guardando l'immagine sorridente e paciosa del premier, pensavo al suo desiderio di riuscire simpatico, di essere amato. Quasi mi dispiaceva non potergli offrire altro che la mia simpatia umana, nonostante la forte avversione alla sua politica. I suoi sorrisi e i toni gioviali dell'inizio mi hanno fatto sperare che non avrebbe ripetuto il discorso di Bonn.
E, invece, l'ha fatto, alternando la benevolenza verso il "suo popolo" a invettive violente contro l'altra parte, la "minoranza" avversa e avversata, "certa" magistratura e certi sostenitori della Costituzione, riaffermando ancora una volta un conflitto profondo non solo tra idee o partiti, ma addirittura tra le massime istituzioni dello Stato.
Il "suo popolo" era felice, entusiasta, completamente affidato a lui, il capo. Ho pensato che una tale fiducia debba essere rassicurante e proteggere dai dubbi, dalle preoccupazioni, dai ragionamenti in cui sia contemplato il punto di vista altrui. Un po' li ho invidiati (a proposito dell'invidia che secondo B. genera la perfidia degli oppositori), moralmente rattrappita nella mia sofferenza di cittadina.
Poi, improvviso, l'imprevisto, da paventare sempre in situazioni come questa. 
Un gesto violento raggiunge il premier, un colpo che lo ferisce nel corpo e nell'anima. E ferisce anche la nostra in-nocenza
Ora è il momento della solidarietà per l'uomo, ma non basta. E' il momento di fermarsi e riflettere su questa nostra situazione politica che degenera di giorno in giorno verso l'assoluta incomunicabilità. Non è certo il momento, tuttavia, di abbandonare la resistenza a sostegno dei fondamenti costituzionali della nostra vita nazionale.

venerdì 11 dicembre 2009

COMPOS SUI?

Il Corriere Adriatico- http://www.corriereadriatico.it/fotogallery.php?id_fg=3855&id_news=83738

 

 

La risata 


Siamo nelle mani di quest'uomo che si diverte e ride e mènte?  


Almeno una menzogna la dice l'uomo, come chiarisce il Presidente emerito Ciampi:

«Faccio fatica a commentare sortite co­sì inqualificabili, che riflettono tempi molto tristi. Certo, ognuno è responsabi­le di ciò che fa e dice e, nel caso di un politico, sta ai cittadini esprimere un giu­dizio. Ma stavolta ci sarebbe quasi da va­lutare anche se chi lancia questo genere di accuse sia davvero 'compos sui', vale a dire pienamente padrone di sé. Per quel che mi riguarda, poi, mi verrebbe voglia di rivolgere una domanda al premier: per­ché mai venne nel mio studio, il pomerig­gio del 3 maggio 2006, accompagnato da Gianni Letta, a implorarmi di accettare il rinnovo del mandato da capo dello Stato? Perché lo fece, se mi considerava un uo­mo di parte, di sinistra?». [da La Stampa, 11 dicembre 2009: qui]

martedì 8 dicembre 2009

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Berlusconismo - Cattolicismo - Leghismo - Particularismo
versus

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Venti di cattiveria in Longobardia. I leghisti oppongono la propria visione del mondo anche a chi rappresenta i valori cattolici, che nel loro populismo dicono di voler difendere con le buone e con le cattive. Appunto. Ho riunito 4 tendenze ideologiche che si tengono tra loro nell'affermazione di una morale civile e politica del tutto "particulare".

La religione senza Dio di Ilvo Diamanti

La corona longobarda di Gad Lerner


giovedì 3 dicembre 2009


Mi piace quel "popolo del 5 dicembre", prima di tutto perché non pretende di essere "il popolo" tout court o "il popolo italiano. Tanto per la chiarezza.



 

Partecipo virtualmente come blogger. Non potrò partecipare di persona con mio grande dispiacere.

 

 

martedì 1 dicembre 2009


Sono entrati in vigore oggi. Per me è un giorno di festa, preludio di nuovi sviluppi di libertà, di giustizia e di pace per noi europee ed europei e il mondo intero.



* In varietate concordia *


 

"Dal punto di vista degli assetti politici e di governo, l'avvio della nuova stagione europea non è certo esaltante. Resta vero che l'Europa è un gigante economico e un nano politico, che l'Unione «non ha un numero di telefono» e non è una potenza militare. Ed è vero che la coppia Van Romuy - Lady Ashton è debole - la situazione non sarebbe stata migliore con Blair, che sulla Carta dei diritti ha sempre espresso pesanti riserve e come inviato in Medioriente ha dimostrato una capacità politica pari a zero, mentre sarebbe stata certamente migliore con D'Alema, che nel ruolo di Mr. Pesc sarebbe riuscito a dare un segno positivo alla politica estera dell'Unione. Nomine a parte, pensare che nella temperie internazionale di oggi l'Europa possa ambire a un ruolo politico e militare di peso rispetto alle vere superpotenze è del tutto irrealistico. Ma se ha una chance, questa sta proprio nella cultura e nella politica dei diritti. L'Europa è la regione del mondo dove la tutela dei diritti è più alta, e questa è una risorsa da giocare e far valere sulla scena internazionale, dove infatti la Carta è già diventata un punto di riferimento. Oggi che le grandi narrazioni novecentesche sono finite, l'unica narrazione che percorre il mondo globale è quella dei diritti fondamentali. Il dissidente birmano, il ragazzo cinese, la donna africana che rivendicano diritti vecchi e nuovi sono i protagonisti di un universalismo tendenziale che si afferma a partire dalla lotte sul campo. In questo processo, un'Europa che sappia mantenere e giocare la sua cultura del diritti oltre l'impronta eurocentrica che storicamente li connota può avere sì un ruolo importante." Stefano Rodotà ( QUI )

venerdì 27 novembre 2009

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«La dignità umana nel nascere e nel morire»

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"Nascere» e «morire» sono due momenti decisivi della nostra esistenza, su cui si concentrano moltissimi interrogativi." ...

Il messaggio del Cardinal Martini ai medici cattolici fa rifulgere anche la dignità della vita che si snoda tra i punti estremi della vita e della morte. E' la dignità del vivere di cui siamo responsabili singolarmente, nonostante i condizionamenti delle alterne vicende e dell'ambiente in cui ciascun percorso si attua. Ringrazio il Cardinale per le sue parole, luminoso esempio soprattutto quando ci si sente smarriti o scoraggiati.   

venerdì 13 novembre 2009

Mobilitazione web contro il lodo Ghedini


red. Leg, 13-11-2009



Giustizia, torniamo in piazza per informare


"Il Parlamento che approva il lodo Ghedini, ennesima legge per premiare i potenti e massacrare i più deboli non mi rappresenta".


Libertà e Giustizia chiede di inviare questo testo via mail ai presidenti di Camera e Senato. Una mobilitazione via web per ribadire che deputati e senatori che votano quella legge non mi rappresentano, non lo fanno a mio nome. Ecco di seguito il testo girato via mail, via Facebook e via Twitter a tutti i contatti dell'associazione, con una catena virtuale per costruire una diga, il principio di una resistenza per dire che la misura è colma.



Ai presidenti di Camera e Senato:
Fermate lo scempio della giustizia

Il Parlamento che approva il lodo Ghedini, ennesima legge per premiare i potenti e massacrare i più deboli non mi rappresenta.

Se sei d'accordo, invia anche tu questo testo ai presidenti di Camera e Senato (
schifani_r@posta.senato.it, fini_g@camera.it e cc lgiustizia@yahoo.it)


Ci rimane soltanto l'aria ANTONIO SCURATI 19 novembre 2009


giovedì 12 novembre 2009

Voci da Destra sulla Riforma della Giustizia

Foto dal sito: www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Caso-Mills...



Ieri il Presidente della Camera a Otto e Mezzo su LA7 ha ripetuto alcune idee dirompenti per il mondo berlusconista, sia pure con minore determinazione e rimostranze consuete ai giornalisti che equivocano o lavorano troppo di fantasia.

Oggi un'intervista di Caterina Perniconi alla deputata Angela Napoli dal titolo
"Il disagio di Angela: il PdL si occupa solo del Capo". Il Fatto quotidiano, 12 novembre 2009.

Intanto continua,con toni dai più drammatici ai più funesti o tragicomici, la battaglia per il Capo, da una parte, e per il rspetto delle leggi, dall'altra. Forse più tardi farò la mia piccola e incompleta rassegna stampa. Un'antologia esauriente di articoli sulla "Riforma della Giustizia" si trova nella Rassegna stampa completa della Camera (il link si trova nel sito di Libertà e Giustizia). 

mercoledì 4 novembre 2009



 



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Intorno all'ostensione del Crocifisso nei luoghi pubbici in Italia
La sentenza del Consiglio d'Europa e le reazioni italiane

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La sentenza integrale in italiano. (Parte essenziale: QUI)

Memoria del Consiglio di Stato sul Crocefisso:
QUI .

AINIS Nessuna legge lo prevede


Crocifissi a "La vita in diretta" Rai 1, parte 1/4...


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Nella prima parte le opinioni e le argomentazioni che concordano con la sentenza o che NON concordano ma con argomentazioni che in parte condivido, nella seconda quelle contrarie dai toni scortesi o violenti o sostenute da argomentazioni che non condivido.
Da laica, "diversamente credente" (), schierata non solo in difesa dei principi di libertà religiosa dello Stato laico ma soprattutto in difesa del Crocifisso, che rispetto profondamente, e della religiosità autentica che non ama le divisioni tra guelfi e ghibellini, raccoglierò dopo le mie piccole idee.
Buon senso e lungimiranza suggerirebbero ai cattolici di sostenere la laicità dello Stato, garanzia di equità per tutti, credenti di religioni diverse e "diversamente" credenti di nessuna religione, soprattutto in considerazione dei cambiamenti sociali, quelli in atto e quelli futuri.

I PARTE

 






Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che ha detto «no» all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana. Finalmente una buona notizia dagli Organismi della Unione Europea che restituisce, in parte, quella realtà istituzionale alla democrazia ed ai diritti di cittadinanza.

Questa nostra valutazione è coerente con tutta la storia delle comunità di base che si sono sempre impegnate per l’affermazione di una laicità positiva in ogni ambito di vita, “nella società, nello stato, nella chiesa” come recita il titolo di un importante Convegno che le stesse comunità base tennero a Firenze già nel 1987.
Sappiamo di essere controcorrente perché la maturazione della società, della realtà religiosa e della politica sul tema della laicità è un percorso lungo e conflittuale. Ma non siamo affatto soli.
“Meno croce e più Vangelo” valeva nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. ...
qui .
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La Corte Europea dei diritti dell'uomo ha detto «no» al crocifisso in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana. Si è subito scatenato il putiferio. In Italia la laicità è un obiettivo ancora lontano. Questo non deve indurre allo scoraggiamento. Deve anzi suscitare una spinta a lavorare con più lena perché la cultura della laicità divenga sentire comune. Finché la religione cattolica era l'unica religione dello stato si poteva ancora sostenere che l'esibizione pubblica del crocifisso corrispondesse all'interesse pubblico.
Ma oggi, dopo gli Accordi del 1984, la religione cattolica non è più la sola religione dello stato. Quindi i simboli religiosi, tutti i simboli religiosi, anche quelli della spiritualità o della fede laica, hanno uguale dignità. Le leggi e chi le interpreta devono adeguarsi di diritto e di fatto.
Ma è proprio vero che il crocifisso ha un valore universale e che è la bandiera dell'identità italiana? Che tutti i cittadini, di qualsiasi religione o credo, possono e devono accettare? Ma allora com'è che Costantino ha messo la croce sui suoi labari e in quel segno ha ucciso e in quel segno ha vinto? Com'è che da quel momento la croce è trionfo e vittoria? E' vero che poi Costantino in omaggio alla croce ha abolito la crocifissione. Non però la sostanza del supplizio. Ha continuato a sacrificare innocenti con altri strumenti avvalendosi della protezione della croce. Si potrebbe continuare sul filo della storia, dalla croce indossata dai crociati alla croce brandita dai conquistatori, usata per accendere i roghi di eretici e streghe, fino alla croce sui simboli di partito e alla croce che s'insinua negli attuali arsenali militari.
Lo so bene che la croce ha alimentato anche la speranza del riscatto storico degli oppressi, la loro lotta e le loro rivoluzioni. Ma per lo più ciò è stato considerato una eresia. In realtà ogni volta che il cristianesimo si è aperto e legato ai movimenti storici che puntavano al riscatto dei poveri e degli oppressi, qui in terra e non solo in cielo, ha subito feroci repressioni. Contro quel cristianesimo ribelle puntualmente si sono accesi i roghi fisici o morali. Fino all'attuale allontanamento di don Alessandro Santoro dalla Comunità delle Piagge di Firenze. Non risulta per niente vero che è consentito vedere nella croce il simbolo della prevalenza dell'amore sul potere, come sostiene un teologo alla moda come Vito Mancuso (la Repubblica di ieri 4 novembre). Tutti i movimenti popolari rivoluzionari animati dal Vangelo che hanno visto nella croce il segno della liberazione storica e non solo della redenzione sacrificale trascendente sono stati repressi spesso nel sangue. Quante croci della teologia della liberazione sono state abbattute e calpestate dai crociati della croce esibita come trionfo! La croce si può anzi si deve esporre solo in quanto è segno del potere.


Non per nulla «meno croce e più Vangelo» valeva anche nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. Meno croce e più Vangelo valeva per un cattolico come Mario Gozzini, il senatore della legge sulla carcerazione, il quale nel 1988 scrisse sull'Unità due forti articoli di critica verso i difensori dell'ostensione pubblica della croce. E vale oggi per tante esperienze di fede cristiana aperte al globalismo dei diritti e alla pace, vale per le comunità di base, vale per tante oscure parrocchie e associazioni, vale per i valdesi. Il problema è che il sistema dei media non ne dà notizia. Le suggestioni di Gozzini sarebbero da rileggere oggi, tanto sono attuali. Egli da fine politico e da buon legislatore fa la proposta di «uno strumento che impegnasse il presidente del Consiglio a studiare e compiere i passi opportuni per ottenere, dalla Conferenza episcopale, l'assenso a togliere di mezzo un segno diventato, quantomeno, equivoco. Ci vorrà tempo e pazienza ma ho speranza che alla fine la ragione e l'autentica coscienza cristiana (quella che bada a Cristo più che ai patrimoni storici) avranno la meglio». La speranza di Gozzini è sempre più la nostra speranza. Il Manifesto, 6 novembre 2009


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Ma io difendo quella Croce 


di Marco Travaglio, Il fatto quotidiano 5 novembre 2009

Il crocifisso, simbolo di sofferenza
che non può offendere nessuno 
di Claudio Magris, Corriere della Sera 7 novembre 2009

La selva di croci sopra Strasburgo di Lorenzo Mondo, La Stampa 8 novembre 2009



Povero Cristo in mano a Berlusconi
di don Paolo FarinellaSe c’è un'immagine blasfema è quella del Cavaliere che tiene in mano un Crocifisso: colui che ha varato una legge incivile contro i "cristi immigrati", che parla di "difesa dei valori cristiani".
MARTELLI Crocifisso, una sentenza ineccepibile
GIULIETTI
Intollerabile assalto alla Corte | CORNAGLIA Morale laica
ODIFREDDI
Simbolo offensivo e anacronstico
COMUNITÀ CRISTIANE DI BASE
Meno croce e più Vangelo
DON ANTONELLI
Il posto della croce è la coscienza di chi crede
FO
Dietro al crocefisso una storia di misfatti e violenze
RODOTÀ
La battaglia su un simbolo |
NOI SIAMO CHIESA La fede si vive nelle coscienze
DON SCACCAGLIA
Simboli religiosi, non togliere ma aggiungere [ link da Micromega ]


II PARTE

lavori in corso

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La caduta del muro nell'Italia di Berlusconi di Eugenio Scalfari, La Repubblica 8 novembre 2009

Quel muro che cadde sulla sinistra di Barbara Spinelli, La Stampa 8 novembre 2009

martedì 3 novembre 2009

BERLUSCONISMO
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Il senso dello Stato? La magistratura è importante.

«I giudici sono potenti e ci tengono ad esserlo. Berlusconi si difende».

Scappando dai processi, cambiando le leggi…
«Le leggi ad personam? Le fa per proteggersi. Se non fai la legge ad personam vai dentro. Una volta dentro, poi non ti chiedono scusa. È il sistema della giustizia in Italia. I magistrati sono gli unici che non pagano mai: irresponsabili».


*

 

Lui dice: «Purtroppo non ho il cinquantun per cento»...
«Trattare non gli piace. Gli riesce difficile prendere atto che la democrazia pone dei freni. Silvio è un uomo del fare. I freni gli danno fastidio. Ma non è un dittatore come dicono».

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Dica.
«Se Berlusconi si fosse limitato alla televisione, oggi avrebbe più del novanta per cento dei consensi. Ma ha voluto giocare in prima persona. E ha spaccato in due il Paese».


*


Stralci dall'intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Fedele Confalonieri. Da leggere tutta:
qui . Confalonieri fa un ritratto del suo amico B. e certo deve sembrargli un bel ritratto.
Non mi sembra strano essere d'accordo con l'intervistato su parecchi punti: ciò che non sopporto nel berlusconismo coincide spesso con ciò che lo rende amabile e lodevole agli occhi degli elettori, che comunque hanno votato per il PdL e non in maggioranza, anzi.
 A questo proposito:
La leggenda del premier eletto dal popolo di Ilvo Diamanti - Repubblica 11 ottobre 2009 

domenica 1 novembre 2009

PREGHIERA E RELIGIOSITA'

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La preghiera fragile dei vecchi vicini a Dio  del Cardinale Carlo Maria Martini (La Repubblica, 31 ottobre 2009)


La preghiera del cardinale e quella di un laico 
 di Eugenio Scalfari (La Repubblica, 1 novembre 2009)

lavori in corso

domenica 25 ottobre 2009

OPPOSIZIONE

dal sito di Repubblica, 25 ottobre 2009
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   Oggi è il giorno dell'Opposizione, l'Opposizione che possono esprimere tutte le cittadine e tutti i cittadini che non sono d'accordo con la politica del governo Berlusconi e con l'idea di Stato che il Berlusconi medesimo cercherà di imporre con tutta la forza (immane) del suo potere (al momento immenso), travolgendo e stravolgendo la nostra Costituzione quanto più possibile a suo piacimento.
   Ho esitato e cambiato idea molte volte sulla mia partecipazione alle primarie del PD, per rabbia e delusione, ma oggi sono più che decisa: andrò a votare. Non è il momento dei dispettucci o dello snobismo, non è nemmeno il momento del cinismo o della pigrizia, e nemmeno quello della sfiducia o dell'autolesionismo. Per chi vota PD e per tutta l'Opposizione, che oggi appunto ha la
possibilità (rara) di far sentire la propria voce e il peso della propria presenza.   

giovedì 22 ottobre 2009

VIRTU' (5)


LA CORTESIA
"parvenza di una virtù, forse inizio di ogni virtù"

DA LA  STAMPA, 22 OTTOBRE 2009_Francesco Speroni, eurodeputato leghista, fa un gestaccio dopo la bocciatura della proposta del centrosinistra sulla libertà di stampa.
Afp



'La cortesia non ispira sempre bontà, equità, compiacenza, gratitudine; ne dà però almeno le parvenze, e fa sembrare l'uomo, fuori, come dovrebbe essere interiormente.'
La Bruyère
Come considerare la mancanza di cortesia, quella esteriore che è solo la "parvenza di una virtù"? Sappiamo che anche un criminale può apparire cortese e tuttavia il rispetto delle regole è doveroso. Scrive Comte-Sponville: "La cortesia, dunque ('non si fa'), è anteriore alla morale ('non si deve fare'), la quale si costituirà soltanto a poco a poco, come una cortesia interiorizzata, liberata da apparenze e da interessi, e interamente concentrata nell'intenzione (di cui la cortesia non si cura affatto)."







 VIRTU' (4)  - VIRTU' (3)  .  Pazienza - VIRTU'(2)  - VIRTU'

sabato 17 ottobre 2009

sabato 10 ottobre 2009

UOMINI

Italy's Prime Minister Silvio Berlusconi (2nd L) leaves ...


Reuters   






Wed Oct 7, 2:15 PM ET


Italy's Prime Minister Silvio Berlusconi (2nd L) leaves his residence of Grazioli Palace in Rome October 7, 2009. Berlusconi vowed to stay on despite a Constitutional Court's ruling that stripped him of immunity from prosecution, reopening criminal trials against him. He said the court was a "political organ" dominated by the left.REUTERS/Tony Gentile (ITALY POLITICS)

Foto di gruppo con premier e nugolo maschile, scena consueta ma per me sempre impressionante per quell'aria da assetto di guerra o da film di Scorsese.



venerdì 9 ottobre 2009

Obama wins Nobel Peace Prize for 'extraordinary efforts to strengthen international diplomacy'




President Obama





By Karl Ritter and Matt Moore, Associated Press - Last update: October 9, 2009 - 7:06 AM
StarTribune.com - Minneapolis - St. Paul, Minnesota - QUI

lavori in corso



BERLUSCONISMO

“Vi farò vedere di che pasta sono fatto”

In this photo taken Sunday Sept. 27, 2009, Italian premier Silvio ...


AP              Wed Oct 7, 12:55 PM ET



A me, signor presidente del Consiglio, ha già fatto vedere abbastanza, anzi troppo: sono quindici anni che mette a nudo se stesso nel teatro della politica italiana. La seguo con molta attenzione da un tempo che mi sembra infinito, da quando era soltanto un imprenditore, a partire dallo strabiliante aiuto del buon Craxi alla costruzione del suo straripante impero. Le sue idee, veicolate dalle sue televisioni, non mi sono mai piaciute, ma mi bastava cambiare canale. Poi ha deciso di "scendere in campo" per difendere il "Paese che ama". Da allora ha invaso le vite del "popolo Italiano", quindi anche la mia. Per tre volte ha conquistato la maggioranza delle mie concittadine e concittadini, con l'aiuto del partito leghista, s'intende. Ho avuto molto tempo, quindi, per imparare di che pasta è fatto, perché lei si è premurato di farmelo sapere ogni giorno, da mane a sera, con una sovrabbondanza "epica" e senza pudore, nemmeno per le pieghe più intime e meno gloriose della sua persona. Grazie al WEB l'informazione non mi manca, come manca a gran parte dei miei concittadini/e, ma le cose che so di lei le ho apprese da lei in persona, dalle sue parole, dai suoi toni, dalle sue espressioni, dalle sue pulsioni esposte al pubblico quasi senza misericordia. So molto della pasta di cui è fatto, signor presidente, anzi, troppo.

mercoledì 7 ottobre 2009


W LA COSTITUZIONE ITALIANA




W L'ITALIA


Salvo l' Articolo 3
 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


da Corriere della Sera


BERLUSCONISMO





Articolo 90. Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.


In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune [cfr. art. 55 c.2], a maggioranza assoluta dei suoi membri [cfr. artt. 134, 135 c.7 ].
 



Articolo 96.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.



AFP_Italy's Constitutional Court on Tuesday began mulling whether ... 

'Primus super Pares' 

AP_From left, Italian Premier Silvio Berlusconi's lawyers Niccolo' ...


AP


  Tue Oct 6, 5:47 AM ET


 


ROMA - L'avvocato del premier, Gaetano Pecorella, ha difeso davanti alla Consulta la costituzionalita' del Lodo Alfano. Pecorella ha escluso che il lodo introduca elementi di disparita' tra i cittadini di fronte alla giustizia. "Con le modifiche apportate alla legge elettorale - ha argomentato il legale - il presidente del Consiglio non puo' piu' essere considerato uguale agli altri parlamentari, ossia non e' più  'primus inter pares' , ma deve essere considerato 'primus super pares' ". (RCD) Corriere della Sera, 6 ottobre 2009


«La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente la sua applicazione, come del resto giá ribadito dalla Corte Costituzionale». Partendo da questa motivazione, l'avvocato Niccolò Ghedini, che rappresenta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella seduta in corso al Palazzo della Consulta, chiede la conferma della costituzionalitá del cosiddetto
lodo Alfano.

Ghedini cita come esempio «le norme sui reati ministeriali, dove la legge ordinaria distingue il comune cittadino dal ministro e dal suo eventuale concorrente privato», nonchè la fattispecie di legittimo impedimento e della separazione dei processi. «Se il legittimo impedimento si applicasse solo ad alcuni processi e ad altri no, si creerebbe una situazione incostituzionale e irragionevolmente al di fuori del sistema». Per Ghedini, dunque, la legge sul lodo Alfano «è assolutamente coerente con i dettati costituzionali e con i principi emanati dalla Corte Costituzionale».

Chi riveste un'alta carica dello Stato non può fare al tempo stesso l'imputato. Così l'avvocato Piero Longo, difensore di Silvio Berlusconi, nel difendere la costituzionalitá del Lodo Alfano davanti ai giudici della Consulta, sottolinea che «un'alta carica dello Stato deve rendere
disponibile il suo tempo per i doveri e gli obblighi» che comporta la sua carica. Per cui, afferma l'avvocato Longo nel chiedere ai giudici della Consulta che venga dichiarata la costituzionalitá della legge che garantisce l'immunitá alle prime quattro cariche dello Stato, sottolinea che «non è possibile rivestire la duplice veste di alta carica dello Stato e di imputato per esercitare appieno il proprio diritto di difesa e senza il sacrificio di una delle due». Diversamente ragionando, per Longo «si adempirebbero male gli impegni con un conseguente vulnus alla Costituzione».
ILSOLE24ORE, 6 Ottobre 2009 


Una pagina difficile per il mio diario. Giornalisti e giuristi sosterranno opposte tesi. Da "cittadina comune" registro queste richieste dei legali berlusconiani, che a mio parere superano e calpestano il dettato costituzionale sull'uguaglianza dei cittadini, nel merito e nella forma.