lunedì 7 maggio 2012


Caro Bersani, grazie!

Eri un bravo ragazzo: oggi sono stata salvata da una tua legge. Quasi certamente lo sei ancora, un bravo ragazzo. Ma fatti sentire, allora! Non siamo qui a pettinare Casini e/o quell'altro.

sabato 5 maggio 2012

da CAPALBIO
dove purtroppo non ho una casa, anzi non ho mai messo piede
BIOMASSA: AL CONTADINO NON FAR SAPERE...
Furio Colombo
Caro Furio Colombo, in qualità di agronomo con esperienza sul campo ultratrentennale posso dire che in Italia è pura follia realizzare centrali a biomassa come quella in progetto a Capalbio che, per funzionare, necessitano di coltivazioni agricole "dedicate" (quasi sempre cereali). Il nostro Paese importa oltre il 50 per cento dei cereali e pertanto ogni ettaro sottratto all'uso alimentare per produrre liquame è un insulto al buon senso e un attentato alla già scarsa sicurezza alimentare. Inoltre è scientificamente assodato che qualsiasi coltivazione per biomassa, per essere conveniente, deve fare uso intensivo di concimi chimici, fitofarmaci, carburanti.
Franco
L’AUTORE della lettera, che scrive da Bologna e motiva anche più dettagliatamente il suo dissenso, che del resto è il dissenso unanime dei cittadini, offre argomenti impossibili da negare semmai si aprisse un dibattito sull'argomento. Ma avrete notato che il dibattito non si apre mai. Le decisioni vengono prese in segreto, di solito immediatamente a ridosso di periodi festivi. Mentre scrivo di Capalbio (articolo su "Il Fatto" di domenica 29 aprile) giungono in redazione email con notizie di altri centri che subiscono la stessa disinvolta degradazione con la complicità del governo locale, il profitto di qualcuno e il tutto in gran segreto, senza annunci, comunicazioni, discussioni o anche solo un manifestino. Quanto al caso di Capalbio, da me denunciato, il presidente della Provincia (Grosseto) Leonardo Marras, Pd, sostenitore unico dell'imprenditore che vuole imporre il marcio della Biomassa sulla costa di Capalbio (società Sacra, con una rispettabile origine, e una improvvisa vocazione al "mobbing" dei cittadini) ha scritto al giornale "Il Tirreno" per avvertire che la mia protesta è "interessata" perché abito nella zona da vandalizzare. È vero. Ma si è guardato bene dal dire che non esiste un solo sostenitore del progetto. E di precisare chi sono e dove vivono le migliaia di cittadini che, firmando una petizione al Sindaco, si sono schierati contro l'attentato "biomassa" che squassa il paesaggio, liquida il turismo, inquina l'agricoltura di qualità, blocca il traffico. Il tutto in segreto. Ma il nuovo motto sembra essere "al contadino non far sapere quanto è buona la biomassa con il potere".
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano - 00193 Roma, via Valadier n. 42
lettere@ilfattoquotidiano.it

Dove Grillo trova il suo terreno
di Furio Colombo
Il Fatto Quotidiano, domenica 29 aprile 2012
Caro Pier Luigi Bersani, 

... La località di cui ti sto parlando è bella, è nota, si chiama Capalbio, provincia di Grosseto. In Capalbio, oltre alla rocca, al paesaggio, agli ulivi, alle pecore e al mare, risiede la Sacra, una prosperosa, immensa azienda agricola di 1500 ettari che, per decenni, ha salvaguardato il paesaggio. Non più. Adesso vuole “fare profitto” e ha trovato una buona strada nel progetto di un impianto biomassa per la produzione di energia rinnovabile. Al nostro imprenditore privato fa comodo un terreno (acquistato con il falso, ma credibile pretesto di coltivare) in mezzo all'abitato di Capalbio Scalo, circondato di case, bambini, animali e colture di qualità, proprio di fronte al lago di Burano (una delle meraviglie locali) e al mare. Tutto viene (verrà) buttato all'aria, da ininterrotte emissioni di aria inquinata, cattivo odore, danno alle falde acquifere e scarico di ciò che si elimina dalla poltiglia maleodorante, che è la materia prima del biogas, nella laguna lago-mare. Ma per far funzionare il maleodorante impianto occorrono 1500 (mille e cinquecento) trattori con rimorchio che portino e riportino materia prima alla “fabbrica” del marcio, giorno e notte, avanti e indietro, per sempre. Il tutto su un'unica strada larga 5 metri, la sola che porti dal borgo al mare. Fine dell'agricoltura locale e fine del turismo. La ditta ha trovato subito un feeling con il presidente della provincia di Grosseto, certo Marras, (Pd) che in pochi giorni, a volte in poche ore, ha dato o trovato od ottenuto tutti i permessi, le autorizzazioni e i pareri favorevoli, comprese le Belle Arti. Ti interesserà notare che non solo in tutta l'area interessata, ma in tutta la zona, alta e bassa, vicina e lontana, di questo paese non si trova una sola persona (e non è mai stato esibito il nome di un solo cittadino) che abbia detto “sì” o “ma” o firmato qualcosa in favore del distruttivo impianto biomassa di cui stiamo parlando, e di cui nessuno (tranne l’imprenditore in cerca di profitto) ha bisogno. In migliaia hanno firmato “no”. Il rifiuto, che però nessuno, tranne il sindaco, ha mai ascoltato, è totale, netto, rabbioso, perché tutti conoscono il danno. Il Sindaco (Pd) circondato dai cittadini che affollano ogni volta a centinaia le sedute del Consiglio, ha scritto chiaro sul quotidiano regionale Il Tirreno la sua visione contraria. Proprio negli stessi giorni (29 marzo scorso) la Camera dei deputati aveva approvato una mozione a firma Bratti, Servodio, Mariani e molti altri deputati Pd, in cui si dice che “tra le criticità emerse nella diffusione delle bioenergia si sottolinea il conseguente incremento di mezzi pesanti e del relativo impatto ambientale (...) Occorre quindi che la governance delle regioni e delle province non permetta la concessione di autorizzazioni quando non sono presenti le corrette rassicurazioni per l'impatto ambientale (...) È auspicabile promuovere la realizzazione di impianti che siano compatibili con la salvaguardia delle produzioni agricole, specie quelle orientate alla qualità del prodotto (...) tenendo in adeguata considerazione l'impatto del traffico stradale sia per quanto riguarda le emissioni inquinanti e i problemi di congestione, sia per quanto riguarda l'inquinamento acustico”. Ma alle obiezioni competenti e rispettose di Nicola Caracciolo , presidente di Italia Nostra, e di Gianni Mattioli, docente di Fisica alla Sapienza e già ministro di Prodi, il Marras ha risposto con maleducato fastidio che “non sanno di che cosa parlano”.

martedì 1 maggio 2012

Dall'empatia alla solidarietà


 






"L' empatia può, meglio di qualsiasi altra cosa, essere adatta a gettare un ponte tra egoismo e altruismo, dato che ha la carattestica di trasformare le sfortune di un'altra persona in un sentimento di dolore proprio."

Ma il passo successivo è la solidarietà. Scrive De Waal: "Anche se è facile suscitare l'empatia, la solidarietà è un processo differente, che risponde a comandi piuttosto diversi. E' tutto tranne che automatica. Cionondimeno, è comune sia negli uomini sia negli animali."   





1. Ghiaccio [ by Z. Levay_http://heritage.stsci.edu/2007/41/supplemental.html ]
2. Martin Hoffman, Is altruism part of human nature, 1981, p. 133 (dal testo di Frans De Waal, L'età dell'empatia, Garzanti, 1911, p.117
3. Frans De Waal, L'età dell'empatia, Garzanti, 2011, p. 123-124

domenica 29 aprile 2012

"Empatia"


"Empatia" è il greco empàtheia




Roerich_Compassione_1936_da Wikimedia Commons


 en e pathos
"passione, affezione dentro"

Tutto sta in quel "dentro".


E' la capacità di mettersi nei panni dell'altro.

E' l'interesse per i sentimenti, le emozioni, i bisogni dell'altro. 

E' un processo di identificazione con l'altro che porta alla comprensione del suo stato affettivo.


"L'avidità ha fatto il suo tempo.
Ora è il momento dell'empatia." 


Sono le prime due frasi de "L'età dell'empatia", un bel libro di dell'etologo Frans De Waal pubblicato nel 2009 e tradotto per noi dalla Garzanti nel 2011. Ora siamo nel 2012, in Europa, anzi, in Italia.

venerdì 27 aprile 2012

EMPATIA
quando manca o non appare
dedicato all'attuale governo di docenti e/o esperti

E' necessario non esserne privi. Ne sono provvisti anche gli animali non umani. Dovrebbe far parte del bagaglio di chi fa l'insegnante. Per questo mi colpiscono questi docenti che forse sono ricchi di empatia, ma non ne dimostrano nemmeno un filo. Nemmeno quando devono comunicare decisioni gravi o "rozze", di quelle che incidono sulla vita delle persone.Detesto l'imperturbabilità "british", per parlare come loro, quando ha il torto di "sembrare" (sembrare o essere?) indifferenza e lontananza dal destino degli esseri umani, soprattutto se non appartenenti alla loro risrettissima cerchia di "non-sfigati".

PS. Dalla Cina il premier Mario Monti si assume la responsabilità di aumenti fiscali "rozzi", ma per gli italiani sarebbe stato molto più grave finire come la Grecia. Non servono nuove norme anti-evasione, mi attendo buoni risultati». (Avvenire, 31 marzo 2012)
PS. 2 Come accoglierebbe soluzioni "rozze" dai suoi studenti, il professore? Astenersi giustificazioni assurde come la fretta, l'emergenza, il babau Grecia. 

mercoledì 25 aprile 2012

Resistenza Resistenza Resistenza

dal 25 aprile 1945 al 25 aprile 2012


Perché il fascismo non è finito, anzi è ben vivo, e ancora vince (anche se qualche volta e non del tutto, per adesso).

domenica 15 aprile 2012

utopia e innocenza e libertà

Non sono un'utopista






Paul Klee_Polifonia_da Wikipedia




L'utopia è sogno, riferimento, percorso, tensione, ricerca, gioco.

Innocenza.

Mai imposizione di verità e paradisi assoluti.
Mai totalitarismo.



« Chi cerca di realizzare il paradiso in terra, sta in effetti preparando per gli altri un molto rispettabile inferno. »